àmbra, sf.
Denominazione di varie resine fossili, costituite da carbonio, idrogeno, ossigeno e acido succinico. Le sue tonalità variano dal giallo al rosso bruno. Nell'ambra sono spesso inglobati resti di vegetali e insetti fossili, piccoli pezzi di legno o bolle d'aria. La civiltà egizia e quella minoica la utilizzavano per produrre oggetti decorativi; in Italia si diffuse con l'età del bronzo. Gli etruschi costruivano con l'ambra monili e ornamenti; praticamente sparita in epoca greca, tornò in auge in età romano imperiale. Importanti giacimenti di ambra si trovano in Germania, Romania, Birmania e Sicilia.
ambràto, agg.
Che ha il colore o il profumo dell'ambra. ~ abbronzato.
Ambre, càpo d'
Promontorio roccioso del Madagascar.
ambrétta, sf.
Nome delle seguenti specie: abelmosco, Knautia arvensis e Centaurea.
ambrogétta, sf.
Mattonella di terracotta smaltata o di marmo usata per rivestimento di pavimenti e pareti.
Ambrògio
(Treviri 334 o 339-Milano 397) Santo e dottore della chiesa. Di origine romana, compì i suoi studi di magistratura a Roma. Governatore della Liguria e dell'Emilia, con sede a Milano, nel 374, benché laico e non battezzato, fu eletto vescovo per acclamazione popolare. Donati tutti i suoi averi alla chiesa, si dedicò alla divulgazione della religione. Godette di grande autorità presso gli imperatori dell'epoca e di questa autorità si servì, in particolare, per lottare contro l'eresia ariana. Introdusse nel repertorio liturgico salmi antifonali e Inni di cui fu anche autore. Compose opere notevoli, come l'Exaëmeron, sui sei giorni della creazione, il De officiis ministrorum, sui doveri dei sacerdoti, oltre a un gran numero di scritti di carattere ascetico, etico ed esegetico. Patrono di Milano, si festeggia il 7 dicembre.
ambròsia, sf.
1 Il cibo degli dei, che rendeva immortali. 2 Pianta erbacea aromatica simile alla ruta. 3 Cibo o bevanda prelibata o squisita. ~ delizia, nettare.
ambrosiàno, agg.
1 Di Sant'Ambrogio, vescovo di Milano. 2 Milanese. ~ meneghino.
ambròsio, agg.
Che ha sapore d'ambrosia. ~ soave.
Ambròsio, Vittòrio
(Torino 1879-Alassio 1958) Durante la seconda guerra mondiale, fu capo di stato maggiore dell'esercito (1942) e capo di stato maggiore generale (1943-1944). Garantì il sostegno dell'esercito al colpo di stato monarchico (25 luglio 1943), che destituì Mussolini e avviò le trattative segrete di armistizio con gli alleati.
ambulacràle, agg.
Relativo al sistema acquifero e ai canali radiali degli Echinodermi.
ambulàcro, sm.
1 Corridoio coperto a portico. ~ deambulatorio. 2 Negli Echinodermi, appendice retrattile che serve da organo di tatto e di locomozione.
ambulànte, agg., sm. e sf.
agg. Che si sposta di continuo, privo di sede fissa. ~ itinerante.
sm. e sf. Chi esercita il commercio senza sede o bottega fissa.
Ambulanti, Gli
Opera di poesia di N. A. Nekrasov (1861).
ambulànza, sf.
Veicolo per il trasporto di malati o feriti. ~ autolettiga.
ambulàre, v. intr.
Andare in giro camminando. ~ passeggiare.
ambulatoriàle, agg.
Che si pratica in ambulatorio.
ambulatorialménte, avv.
In modo ambulatoriale.
ambulatòrio, agg. e sm.
agg. Che concerne il camminare.
sm. Luogo adibito a consultazione medica, a interventi di pronto soccorso. ~ consultorio.
Ambùrgo
Città della Germania (1.620.000 ab.), capoluogo del Land omonimo sulla destra dell'Elba a 100 km dal mare del Nord. Il suo porto è uno dei maggiori in Europa per vastità e traffico (importazione di carbone e prodotti petroliferi grezzi; esportazione di potassa, cemento, prodotti della raffinazione e siderurgia). È sede di cantieri navali, raffinerie e fiorenti industrie dei prodotti più diversi (tessili, grafiche, chimiche, elettriche, meccaniche, del tabacco). Il nucleo originario della città si è sviluppato attorno alla fortezza fatta costruire da Carlo Magno nell'808; nel XIII sec. fu il più importante emporio marittimo della Lega Anseatica. Toccò i massimi livelli di splendore durante i XIV e XV sec. quando divenne città libera emancipandosi dalle altre città. L'occupazione francese e l'assedio russo-danese la rovinarono completamente; si risollevò quando, nel 1815, divenne stato sovrano.