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Novità del sito: nuova versione dei giochi da scacchiera giocabili online Gomoku e Halatafl

  

Novità del sito: nuova versione dei giochi da scacchiera giocabili online Gomoku e Halatafl

svestizióne, sf. L'operazione di svestire. 
Svetlana Opera di poesia di V. A. ¿¦¿ukovskij (1812). 
Svetònio, Tranquìllo Gàio (Roma 75-140) Biografo e scrittore latino. Non si conosce esattamente l'anno di nascita né l'anno di morte. Grazie alla protezione di personaggi influenti (prima Plinio il Giovane e poi Setticio Caro, prefetto del pretorio), entrò come funzionario nella corte imperiale. Traiano gli affidò la cura delle biblioteche pubbliche. Successivamente, fu addetto all'archivio imperiale e segretario dell'imperatore Adriano. Ricoprì questo incarico fino al 122, quando cadde in disgrazia insieme al suo protettore Setticio Caro. Compose varie opere erudite su svariati argomenti, forse un'opera enciclopedica suddivisa in diverse sezioni in base agli argomenti trattati. Di tutti i suoi lavori, ci restano una sezione del De viris illustribus, repertorio biografico di poeti e scrittori, intitolata De grammaticis et rhetoribus (grammatici e retori), varie parti pervenuteci per tradizione indiretta, con la vita di alcuni poeti come Terenzio, Virgilio, Orazio e Lucano. È invece conservata completa la sua opera più importante De vita Caesarum (vite dei cesari), biografia di dodici imperatori, da Cesare a Domiziano, basata su fonti sicure e arricchita con il particolare gusto ellenistico della curiosità e dell'aneddoto. Il genere letterario della biografia derivava dalla tradizione greca, ma era già stato collaudato anche a Roma da Terenzio Varrone e Cornelio Nepote. Lo schema adottato prevedeva brevi informazioni su origini e luogo di nascita, sugli interessi principali, sulle opere composte e sul carattere del personaggio, eventualmente illustrato con qualche aneddoto. Nelle Vite dei cesari, l'organizzazione del materiale biografico si sviluppa secondo una disposizione cronologica fino all'avvento al potere; poi l'autore passa alla descrizione dei vari aspetti della personalità dell'imperatore; ciascuna vita si conclude con il resoconto della morte e delle onoranze funebri tributate al personaggio. Le Vite dei cesari sembrano prendere atto del potere personale introdotto a Roma con il principato e tendere a delineare un ritratto obiettivo del principe, completo delle virtù e dei vizi. Si tratta di un tipo di descrizione storiografica generalmente considerata minore, ma comunque ricca di notizie e informazioni che completano il quadro del periodo storico abbracciato. Lo stile di Svetonio è sobrio e agile, più vicino alla trattazione scientifica che alla prosa artistica. La forma di biografia adottata da Svetonio avrebbe costituito un modello di riferimento per quanti si fossero dedicati a questo genere letterario. 
svettàre, v. v. tr. Levare la punta, la vetta. 
v. intr. Elevarsi, slanciarsi verso l'alto più delle cose circostanti. ~ ergersi, innalzarsi. 
Svèvia Regione storica della Germania del sud, divisa tra Baviera e Baden-Württemberg; ne fanno parte la Foresta Nera, il Giura di Svevia e la parte occidentale dell'altopiano bavarese. Le città più importanti sono Augusta (il capoluogo), Monaco, Stoccarda e Friburgo. In età romana, il termine stava a indicare una regione molto vasta della Baviera, abitata dai suebi; nel medioevo, con questo termine si indicò anche la Svizzera tedesca, i Grigioni e l'Alsazia, divenuta ducato, per scelta dell'imperatore Enrico IV, nel 1079. La massima espansione e potenza la ottenne sotto il casato di Hohenstaufen (XI sec.), prima di essere inglobata nell'impero nel 1268. 
svèvo, agg. e sm. agg. Relativo al casato di Svevia. dialetto svevo, dominazione sveva
sm. Chi appartiene al casato di Svevia. 
Svèvo, Ìtalo (Treviso 1861-Motta di Livenza 1928) Scrittore italiano, che traspose nei suoi romanzi la sua complessa e inquieta personalità, mirante continuamente all'indagine dei recessi della coscienza; appartengono a questa fase iniziale i romanzi Una vita (1892) e Senilità (1898), passati quasi inosservati. In seguito all'amicizia con Joyce e agli studi delle scoperte di Freud, relative all'inconscio, scrisse il nuovo romanzo La coscienza di Zeno (1922), che divenne ben presto famoso in tutta Europa e che impose l'autore all'attenzione di tutti, facendone un modello per tutti i narratori del primo Novecento. Altre opere degne di essere citate sono Corto viaggio sentimentale (1949), Saggi e pagine sparse (1954), Epistolario (1966), Carteggio (1978, lettere a Joyce e Montale), tutte pubblicate postume. 
Svèzia Monarchia costituzionale dell'Europa settentrionale. Occupa il versante orientale della Penisola Scandinava e confina a ovest e a nord-ovest con la Norvegia, a nord-est con la Finlandia, si affaccia a est al golfo di Botnia ed è bagnata dal mar Baltico a sud-est e dal Kattegat a sud. 
La parte occidentale della Svezia, a eccezione del settore più meridionale, è occupata dalle cosiddette Alpi Scandinave (alt. massima 2.111 m del Kebnekaise), lungo il crinale delle quali corre in genere il confine con la Norvegia. Esse sono più elevate e accidentate nella zona settentrionale e centrosettentrionale del paese, il Norrland, mentre in quella centromeridionale, lo Svealand, esse vanno digradando in altopiani; nella parte meridionale dello Svealand, il Götaland, si aprono una vastissima pianura, interrotta solo dall'altopiano dello Smaland, di modesta elevazione, (altezza massima 377 m) e il bassopiano della Scania, l'estremità meridionale della Penisola Scandinava. 
L'aspetto attuale del paesaggio denota una chiara origine morenica, notevolmente accidentato, con rapide e cascate nei corsi d'acqua; numerosissimi sono i laghi, alcuni dei quali sono tra i più grandi d'Europa, come il Vänern, (il terzo d'Europa), il Vättern e il Mälaren, sulle cui rive è edificata Stoccolma, tutti nello Svealand. 
I fiumi, dall'andamento ripido e interrotti da cascate, costituiscono un'enorme ricchezza di energia idroelettrica. Tra i fiumi, numerosissimi dal corso piuttosto breve, i principali sono, da nord a sud, il Torne, il Lule, l'Uine, l'Angerman, l'Indals e il Dal, tutti sfocianti nel Baltico. 
Le coste sono caratterizzate da profonde insenature (fiordi), barriere di scogli, frammentazioni di isolette (golfo di Stoccolma); alla Svezia appartengono anche due tra le maggiori isole del Baltico: Gotland e Öland. 
Per il suo accentuato sviluppo in latitudine, la Svezia presenta notevoli differenze climatiche dal nord al sud, in particolare nell'entroterra del paese, dove non arriva l'influenza del mare a mitigare le temperature; il periodo della stagione fredda è assai prolungato: da ottobre a maggio nel nord del paese; i massimi rigori climatici si registrano nella Lapponia; nelle estreme regioni del nord si verifica il fenomeno del cosiddetto sole di mezzanotte: da fine marzo a metà luglio, il sole resta 24 ore all'orizzonte (con notti peraltro di 24 ore in inverno). 
Nel nord si registra la densità minima di popolazione (2 abitanti per km2), costituita prevalentemente da lapponi e, in misura minore, da finlandesi; le particolari condizioni climatiche della zona rendono difficile l'agricoltura, per cui la principale attività è costituita dall'allevamento delle renne. La zona più popolata è senza dubbio lo Svealand, che conta anche le due più importanti città del paese: Stoccolma, la capitale, e Göteberg; nella Scania, all'estremità meridionale, è invece situata la terza città svedese, Malmö. Tra gli altri centri principali si annoverano Uppsala, centro culturale, Västerås, Orebro, Norrköping, Linköping, Jönköping, Borås, Helsingborg. 
La Svezia ha raggiunto un grado di sviluppo tra i più elevati del mondo. 
L'agricoltura, malgrado sia sfavorita dalle condizioni ambientali e praticata in aree assai limitate, ottiene notevoli rendimenti, grazie al continuo perfezionamento e specializzazione delle colture; ciò consente al paese l'autosufficienza per molti prodotti. Attività importante è la cerealicoltura (orzo, frumento, avena e segale) e la coltivazione della patata, prodotto diffusissimo e presente sino alle latitudini più elevate. Limitata è invece l'area di produzione della barbabietola da zucchero (Scania), che tuttavia costituisce la principale coltura industriale della Svezia. Sviluppata è pure l'ortofrutticoltura, soprattutto meli, cipolle, cavoli e altri ortaggi. 
Una delle principali risorse svedesi è lo sfruttamento forestale; oltre il 60% del territorio è coperto da fitte foreste (conifere soprattutto), che forniscono ingenti quantità di legname utilizzato da segherie e industrie cartarie. 
Nonostante l'area adibita a pascoli sia notevolmente esigua, l'allevamento è discretamente praticato, in particolare bovini (soprattutto vacche da latte), e animali da pelliccia (volpi, visoni). 
Relativamente svantaggiata è la pesca, in quanto il golfo di Botnia e il Baltico presentano fondali molto bassi e restano ghiacciati per lunghi periodi dell'anno. Favorite sono invece le acque occidentali, che forniscono buoni quantitativi di aringhe. 
Ottime sono le risorse minerarie: la Svezia è il massimo produttore europeo di ferro (di ottima qualità è quello estratto dai giacimenti lapponi di Kiruna e di Gällivare, esportato in larga misura); si estraggono poi rame, zinco, piombo, piriti, oro e argento. Mancano invece i materiali combustibili, insufficienza in parte compensata dall'utilizzazione dell'ingente potenziale idroelettrico. 
La Svezia è fra i paesi più industrializzati, grazie al grado elevato di specializzazione e la fornitura di prodotti di ottima qualità. Nel nord del paese è sviluppata soprattutto l'industria del legno (segherie, produzione della pasta di legno, cartiere, fabbricazione dei fiammiferi); nelle regioni centrali ampiamente sviluppata è l'industria siderurgica (acciai di ottima qualità) e metallurgica in generale (alluminio, rame, piombo), nonché quella che produce utensili di tecnica avanzata. 
La maggior parte delle esportazioni deriva tuttavia dall'industria meccanica, ampiamente diversificata, che produce materiale elettronico, industriale (macchine per la lavorazione del legno e della carta), apparecchiature d'ufficio, locomotive, autovetture, aerei, impianti per la refrigerazione. Notevole è infine l'industria vetraria, con i cristalli e la vetreria artistica. 
STORIA Popolata a partire dal Neolitico, la Svezia stabilisce relazioni con i paesi del Mediterraneo. Mentre i danesi e i norvegesi si espandono verso l'Europa dell'ovest, gli svedesi, noti con il nome di vareghi, commerciano soprattutto con la Russia. Il cristianesimo, predicato verso l'830 da Sant'Ascario, si sviluppa effettivamente dopo il battesimo del re Olof Skötkonung. 
Dopo l'estinzione della famiglia di Stenkil, il trono di Svezia è oggetto di disputa tra gli Sverker e gli Erik. Erik il Santo (1156-1160) intraprende una crociata contro i finlandesi. Nel 1164 si ha la creazione dell'arcivescovato di Uppsala, che diventa la capitale religiosa della Svezia. Birger Jarl (1250-1266), fondatore della dinastia dei Folkung, stabilisce la capitale a Stoccolma e unifica la legislazione. I Folkung (1319-1363) uniscono la Svezia e la Norvegia. Nel 1397 Margherita di Danimarca fa incoronare re di Svezia, di Danimarca e di Norvegia (unione di Kalmar), il nipote Erik di Pomerania e il paese diventa un elemento importante del commercio anseatico. Gustavo Vasa (1520-1523) caccia i danesi dalla Svezia. Eletto re, Gustavo I Vasa sopprime i privilegi commerciali dell'Ansa e fa riconoscere l'ereditarietà della corona (1544); il luteranesimo diventa religione di stato. Gustavo II Adolfo (1611-1632) dota la Svezia di un regime parlamentare e crea un esercito potente che gli permette di intervenire vittoriosamente nella guerra dei Trent'Anni. I trattati di Westfalia (1648) ratificano l'annessione da parte della Svezia della Pomerania e delle isole danesi. Carlo X Gustavo sconfigge i danesi, che devono firmare il trattato di Roskilde (1658); la Svezia è in tal modo padrona del Baltico. 
All'inizio del XVIII sec. Carlo XII, impegnato nella Guerra del Nord (1700-1721), sfibra il paese con campagne costose. I trattati di Frederiksborg (1720) e di Nystadt (1721) determinano un arretramento svedese in Germania e nel Baltico. 
Sotto l'influenza delle nuove idee illuministe, l'economia e la cultura svedese si sviluppano. I regni di Federico I di Hesse (1720-1751) e di Adolfo Federico (1751-1771) sono contrassegnati dalla contrapposizione tra il partito pacifista dei Bonnets e il partito degli Chapeaux, militare e filo-francese. Gustavo III regna come un despota illuminato e successivamente (1789) ripristina l'assolutismo, ma muore assassinato. Gustavo IV Adolfo deve abbandonare la Finlandia e lasciarla alla Russia (1808) e questo provoca la sua abdicazione. Lo zio Carlo XIII prosegue la sua politica antifrancese e adotta (1810) come successore il maresciallo francese Bernadotte (Carlo XIV) che si allea all'Inghilterra e alla Russia contro Napoleone. 
Con il trattato di Kiel (1814), la Norvegia viene unita alla Svezia: si separerà solo nel 1905. La seconda metà del secolo vede il progresso della democrazia e dell'economia sotto il segno di vari sovrani, finché sotto il regno di Gustavo V (1907-1950), la Svezia conosce un periodo di prosperità economica senza precedenti. Una legislazione politica e sociale molto avanzata viene messa in opera, grazie alla dominazione quasi costante del Partito Socialdemocratico, fondato nel 1889 (socialismo alla svedese). La Svezia conserva la propria neutralità durante le guerre mondiali. 
Nel secondo dopoguerra il regno di Gustavo VI Adolfo è contrassegnato dall'usura della socialdemocrazia e dall'ascesa dei partiti dei borghesi. Nel 1973 Carlo XVI Gustavo diventa re di Svezia e nel 1975 la nuova costituzione lascia al re solo una funzione di rappresentanza. Il socialdemocratico Olaf Palme, primo ministro, deve far fronte a una grave crisi sociale ed economica e i partiti conservatori (liberali e centristi) salgono al potere. Nel 1982 O. Palme è di nuovo primo ministro, ma viene assassinato nel 1986: gli succede Ingvar Carlsson. Nel 1991 dopo la sconfitta dei socialdemocratici alle elezioni, diventa primo ministro Carl Bildt, leader dei conservatori, ma tre anni dopo i socialdemocratici ritornano al potere e Ingvar Carlsson riprende la guida del governo. Nel 1995 la Svezia aderisce all'Unione Europea. Nel 1996 I. Carlsson presenta le dimissioni; Goram Persson gli succede alla guida del Partito Socialdemocratico e del governo. 
Abitanti-8.830.000 
Superficie-449.964 km2 
Densità-19,6 ab./km2 
Capitale-Stoccolma 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Corona svedese 
Lingua-Svedese, finlandese 
Religione-Protestante luterana 
svezzaménto, sm. L'atto di svezzare o svezzarsi. 
svezzàre, v. v. tr. 1 Slattare. non era stato svezzato dalla madre. 2 Far perdere un vizio. stava cercando di svezzarlo da quel brutto vizio
v. intr. pron. Perdere un vizio, un'abitudine. 
SVI Sigla di Signoria Vostra Illustrissima. 
sviaménto, sm. Deviazione. 
sviàre, v. v. tr. 1 Far deviare, mettere su altra via. sviare un discorso, metterlo su altri argomenti. 2 Distogliere, allontanare. cercava di sviare l'attenzione da quella porta
v. intr. pron. 1 Prendere una via diversa. 2 Traviarsi. 
sviàto, agg. e sm. agg. Traviato. 
sm. Chi è stato traviato. 
svicolàre, v. intr. Sfuggire, allontanarsi di nascosto. 
svignàre, v. intr. Scappare alla svelta e di nascosto. 
svigorìre, v. v. tr. Togliere vigore. 
v. intr. pron. Perdere vigore. 
sviliménto, sm. Lo svilire, svalutare. 
svilìre, v. tr. Svalutare, ridurre di pregio e valore. 
svillaneggiaménto, sm. L'atto di svillaneggiare. 
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