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Enciclopedia

Acerènza Comune in provincia di Potenza (3.043 ab., CAP 85011, TEL. 0971). 

aceréta, o aceréto, sf. o sm. Bosco di aceri. 

Acèrno Comune in provincia di Salerno (3.185 ab., CAP 84042, TEL. 089). 

àcero, sm. Genere di piante arboree (Acer), spontanee e non spontanee, della famiglia delle Aceracee e dell'ordine delle Terebintali che annovera circa 120 specie in Europa, Asia e America del nord. Gli aceri presentano foglie in genere lobate e caduche, chiome folte, tronco diritto e corteccia liscia, frutti a disamare. Alcune speci producono legni particolarmente adatti all'ebanisteria. Le varietà di acero presenti in Italia sono l'acero di monte, l'acero campestre, l'acero minore e l'acero a riccio. Nell'America del nord si trovano l'acero dello zucchero e l'acero americano (non spontanei). 

Acero, Vicente (notizie dal 1714 al 1738) Architetto spagnolo. Il suo stile rivela ispirazioni eclettiche, con la combinazione di temi di stile plateresco e mudéjar. Tra le opere, la facciata della cattedrale di Guadix (1714-1720). 

aceróso, agg. Aghiforme. 

Acèrra Comune in provincia di Napoli (41.311 ab., CAP 80011, TEL. 081). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di ortaggi, frutta, tabacco e barbabietole) e industriale (prodotti alimentari). Nota già nel IV sec. a. C. con il nome di Acerrae. Gli abitanti sono detti Acerrani

acèrra, sf. 1 Cofanetto che conteneva l'incenso usato nei sacrifici. 2 Altare portatile sul quale si bruciavano i profumi presso il letto del morto. 

acerrimaménte, avv. In modo implacabile. 

acèrrimo, agg. sup.(di acre) Molto fiero, irriducibile, veemente. ~ accanito. 

acèrvo, sm. Mucchio di cose adunate insieme. 

acescènte, agg. Che tende a inacidire. 

acescènza, sf. Malattia dei vini provocata da batteri che ossidano l'alcol ad acido acetico. 

acetàbolo, sm. 1 Cavità articolare emisferica dell'osso iliaco che accoglie la testa del femore. ~ cotile. 2 Ampolla per l'aceto in uso presso i Romani. 

acetabulària, sf. Genere di Alghe verdi marine uninucleate. 

acetammìde, sf. Ammide dell'acido acetico ottenuto per disidratazione dell'acetato di ammonio. Di odore sgradevole, fonde a 81 °C e bolle a 222 °C. 

acetàto, sm. 1 Sale dell'acido acetico. 2 Materia plastica e fibra tessile artificiale. 

acetazolamìde, sf. Termine che designa un diuretico utilizzato in particolare nella cura del glaucoma. 

acètico, acido Composto organico, di formula CH3COOH e dal caratteristico odore pungente. Industrialmente si può ottenere per ossidazione dell'aldeide acetica con aria a 50 °C o per distillazione del legno. In natura si forma in modo spontaneo nel vino esposto all'aria per l'azione di microrganismi (Acetobacter). Dopo la produzione, si procede alla concentrazione della soluzione acquosa mediante sostanze in grado di fissare uno dei due componenti (solitamente l'acqua). Specialmente quando è ad alto grado di purezza (superiore al 99%) viene conservato e trasportato in contenitori di alluminio. A tale concentrazione (acido acetico glaciale) può infatti congelare a temperatura ambiente, con incremento del proprio volume. Viene utilizzato per produrre anidride acetica, solventi organici e acetati metallici. 

acetificàre, v. tr. Trasformare alcol in acido acetico. 

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Contatti: Stefania e Antonio Iacono - email infoblia@gmail.com