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concretàre, v. v. tr. Ridurre in concreto qualcosa di astratto. ~ materializzare, concretizzare. <> ideare, progettare. 
v. intr. Prendere consistenza, diventare reale. 
v. intr. pron. Diventare concreto. 
concretézza, sf. Qualità di concreto. ~ realismo, praticità. <> astrattezza. 
concretizzàre, v. v. tr. Concretare. ~ effettuare. <> progettare. 
v. intr. pron. Prendere consistenza. 
concretizzazióne, sf. Il concretare, il concretarsi. 
concrèto, agg. e sm. agg. 1 Denso, compatto. ~ solido. <> incorporeo. 2 Che ha un legame particolarmente stretto con la realtà quotidiana o con con gli oggetti, i fenomeni, le esperienze o le conoscenze a cui ci riferisce nel discorso in cui si usa tale aggettivo ~ reale, immediatamente comprensibile, tangibile. <> astratto. una proposta concreta, ben specificata e valutabile; uomo concreto, che ha forte senso della realtà. 3 In grammatica, che indica entità materiali. 
sm. 1 Nome concreto. 2 Solo al singolare, ciò che è concreto. in concreto, di fatto. 
concrezionàle, agg. Strato concrezionale. 
concrezióne, sf. Deposito di minerale o sedimentario che dà luogo a incrostazioni a strati concentrici. 
concubìna, sf. Donna che vive con un uomo senza avere un legame matrimoniale. ~ convivente. 
concubinàggio, sm. Relazione tra un uomo e una donna senza essere uniti in matrimonio. 
concubinàto, sm. Relazione tra un uomo e una donna senza essere uniti in matrimonio. 
concubìno, sm. Persona che vive in concubinato. 
conculcare, v. tr. 1 Opprimere. ~ sottomettere. 2 Dominare. ~ abbattere. 
conculcatóre, agg. e sm. Che o chi conculta. 
conculcazióne, sf. Il conculcare, l'essere conculcato. 
concupìre, v. tr. Desiderare ardentemente, specialmente in senso erotico. ~ agognare, spasimare. 
concupiscènte, agg. Che mostra concupiscenza. 
concupiscènza, sf. Desiderio bramoso, specialmente sessuale. ~ cupidigia. <> purezza, castità. 
concupiscìbile, agg. 1 Che può essere oggetto o causa di concupiscenza. 2 Che desidera con intensità. 
concussionàrio, sm. Colpevole di concussione. 
concussióne, sf. Abuso della posizione da parte di un pubblico ufficiale per costringere taluno a dare a sé o ad altri denaro o favori.