sf. (pl.-gìe) Scienza che si occupa della nascita, evoluzione e struttura dell'universo.
Esistono due teorie sulla nascita dell'universo, entrambe formulate nel corso del XX sec.: la prima, detta
teoria dello stato stazionario, fu proposta da tre studiosi inglesi, Thomas Gold, Herman Bondi e Fred Hoyle, agli inizi degli anni '50. Secondo questa ipotesi, non è possibile identificare l'istante in cui l'universo ha avuto origine, in quanto quest'ultimo è sempre esistito e si evolverebbe con la creazione di materia per mantenere costante la sua densità media, essendo in continua espansione nello spazio. La teoria oggi più accreditata è tuttavia la seconda, detta del big bang, secondo la quale circa quindici miliardi di anni fa l'universo ha cominciato a espandersi dopo un istante zero (quello appunto della grande esplosione o
big bang). Negli attimi successivi al big bang, in seguito al raffreddamento dovuto all'espansione, si formarono le particelle elementari (protoni, elettroni e neutroni). Solo dopo un periodo di tempo enorme (600.000 anni) si ebbe la formazione dei primi atomi di idrogeno, dando origine alla materia, che si cominciò a distinguere dalla radiazione. Quest'ultima continuò a diminuire e secondo la teoria la radiazione fossile rilevata nel 1965 da Wilson è ciò che rimane del big bang iniziale. La radiazione fossile (o radiazione di fondo a
3 K) sarebbe quindi un indizio a favore della teoria del big bang, mentre non verrebbe giustificata dalla teoria dello stato stazionario.
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cosmològico, agg.