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Dionìgi l'Agricoltóre (Lisbona 1261-Santarém 1325) Figlio di Alfonso III, gli succedette come re di Portogallo dal 1279. Fu fondatore a Lisbona nel 1290 della prima università portoghese. 
dionisìaco, agg. (pl. m.-ci) 1 Di Dioniso. 2 Inebriante, entusiastico. ~ esaltante. 
Dionìsio (papa) (?-Roma 268) Santo e papa dal 259 al 268. Uno dei formulatori del dogma trinitario, condannò modalismo e sabellianesimo. Nel concilio da lui convocato a Roma nel 262, condannò la dottrina eretica che sosteneva la subordinazione del Figlio al Padre (subordinazionismo) e che anticipava le tematiche dell'arianesimo. 
Diòniso (o Bacco) Dio greco del vino e dell'ebbrezza, figlio di Zeus e di Semele. Il suo culto, che rappresentava l'evasione dalla condizione umana, confluì nell'orfismo e nei riti misterici, simbolo del trionfo della natura. Alle sue feste è collegata l'origine delle rappresentazioni drammatiche e del dramma satiresco. 
Dionisòtti, Càrlo (Torino 1908-Londra 1998) Critico letterario. Tra le opere Geografia e storia della letteratura italiana (1967) e Machiavellerie (1980). 
diòpside, sm. Silicato di calcio e di magnesio e poco ferro appartenente al gruppo dei pirosseni monoclini. È un componente di rocce eruttive basiche, ultrabasiche e metamorfiche. 
dioràma, sm. (pl.-i) Serie di panorami che mediante effetti di prospettiva e mediante un'opportuna illuminazione producono l'effetto di una visione reale. 
diorìte, sf. Roccia intrusiva formata principalmente da plagioclasio di colore bianco e da minerali colorati tipo anfiboli, pirosseni e miche. A seconda della presenza o meno di quarzo e del minerale colorato più abbondante si distinguono in quarzifere, non quarzifere, micacee, anfiboliche o pirosseniche. 
Diòscuri Appellativo dei gemelli Castore e Polluce, eroi della mitologia greca, figli di Leda e di Zeus che si unì a lei sotto forma di cigno. Castore era mortale e Polluce no. Alla morte di Castore, Polluce rifiutò l'immortalità poiché non poteva dividerla con il fratello, così ottennero di trascorrere a giorni alterni una giornata nell'Olimpo e l'altra nel regno dei morti. Erano considerati divinità benefiche perché aiutavano i combattenti e i marinai. Il loro culto era diffuso in particolare a Sparta. 
Dioscùride di Sàmo (Fine del IV sec. o del II sec. a. C.) Pittore greco. Tra le opere Suonatori ambulanti e Consultazione di una fattucchiera (I sec.? a. C., Napoli, Museo Archeologico Nazionale, da originali di Dioscuride). 
Diospiràli Ordine di piante arboree e arbustacee delle regioni tropicali comprendente sette famiglie; le più importanti sono le Sapotacee e le Ebenacee. 
diossàno, sm. Etere ciclico ottenuto per trattamento del glicol etilico con acido solforico diluito durante l'ebollizione. 
diossi- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la presenza di due ossidrili in una molecola. 
diossifenilalanìna, sf. Amminoacido ottenibile per sintesi da vanillina e acido ippurico, ma non facilmente isolabile per idrolisi. È presente in molti vegetali. 
diossìna, sf. Idrocarburo aromatico clorurato, formato da quattro atomi di carbonio e due di ossigeno (2,3,7,8,-tetraclorodibenzo-paradiossina o TCDD). È un sottoprodotto della produzione dei fenoli policlorurati, usati come diserbanti; si forma anche nell'incenerimento di rifiuti contenenti clorobenzoli, clorofenoli ed eteri di difenile. Molto tossica se dispersa nell'ambiente, contamina per anni il terreno. Nel 1976, a Seveso, una dispersione accidentale della sostanza ha obbligato all'abbandono dell'area contaminata in attesa della bonifica. 
diòttra, sf. 1 Strumento topografico per tracciare allineamenti tra punti distanti o angoli su un terreno. 2 Tacca di mira di un'arma da fuoco. 
diottrìa, sf. Unità di misura usata in ottica per misurare la potenza o convergenza di una lente e in oculistica per misurare le capacità visive (PotenzaInDiottrie = 1/DistanzaFocaleInMetri). 
diòttrica, sf. Parte dell'ottica che studia la rifrazione della luce. 
diòttrico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce alla diottrica. 
dióttro, sm. Sistema ottico centrato costituito dall'associazione di due mezzi trasparenti con diverso indice di rifrazione, divisi da una superficie piana (diottro piano) o da una superficie sferica (diottro sferico), come nelle lenti. 
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