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emianopsìa, sf. Perdita o diminuzione della visione in metà del campo visivo. 
emiballìsmo, sm. Disturbo provocato da una lesione del corpo di Luys consistente nel verificarsi di ampi movimenti involontari nel lato opposto a quello colpito dalla lesione. 
emicellulósa, sf. Denominazione generica di polisaccaridi complessi, costituenti della cellula vegetale, caratterizzati dal fatto che producono zuccheri per idrolisi enzimatica. 
emicìclo, sm. Spazio o costruzione semicircolare. ~ semicerchio. 
Emicordàti Metazoi Deuterostomi marini, comprendenti le classi degli pterobranchi e quella degli enteropneusti, che presentano un piccolo diverticolo della faringe. 
emicrània, sf. Nevralgia che colpisce una parte sola del cranio. ~ cefalea. 
emidàttilo, sm. Genere e nome comune di Rettili Lacertili della famiglia dei Geconidi, tipici delle regioni calde del Mediterraneo, caratterizzati dalla presenza di cuscinetti adesivi nella prima metà delle falangi. 
emiedrìa, sf. Proprietà dei cristalli che appartengono a una classe emiedrica. 
emièlitra, sf. Ala anteriore degli Insetti Eterotteri, caratterizzata dall'avere la prima metà coriacea e l'estremità membranosa. 
emigrànte, agg. e sm. e sf. Che o chi emigra. ~ espatriato, emigrato. <> immigrato, rimpatriato. 
emigràre, v. intr. 1 Lasciare il proprio luogo d'origine per trasferirsi altrove. ~ espatriare. <> immigrare. 2 Spostarsi degli uccelli da una regione all'altra al mutare delle stagioni. 
emigràto, agg. e sm. Chi è emigrato per ragioni politiche o di lavoro. ~ emigrante. <> immigrato. 
emigratòrio, agg. Relativo all'emigrazione. 
emigrazióne, sf. 1 L'emigrare. ~ espatrio. <> immigrazione. 2 Migrazione di animali. ~ esodo. 3 Il complesso degli emigrati da uno stesso paese. 
Emìli, Romàno (Bologna 1937-) Tenore italiano. Ha esordito nel 1965 con La gazza ladra di Rossini e ha continuato a esibirsi fino agli anni '90, vincendo diversi concorsi di canto. Nel 1966 è entrato a far parte del teatro d'opera di Düsseldorf. 
Emilia Galotti Dramma di G. E. Lessing (1772). 
Emìlia Romàgna Regione a statuto ordinario dell'Italia settentrionale. 
Confina a nord con la Lombardia e il Veneto, a sud-ovest e a sud con la Liguria, la Toscana, le Marche e la repubblica di San Marino, a ovest per un brevissimo tratto con il Piemonte e si affaccia a est sul mar Adriatico. 
Il territorio si può distinguere nettamente in due parti: quella meridionale, caratterizzata dal versante settentrionale dell'Appennino tosco-emiliano e quella settentrionale, delimitata a nord dal corso del fiume Po (tranne che per il tratto dell'Oltrepò mantovano, amministrativamente appartenente alla Lombardia), interamente pianeggiante, che si estende fino ai piedi delle colline dell'Appennino. 
La pianura è attraversata in direzione sud nord nella parte occidentale dagli affluenti di destra del Po (Tidone, Trebbia, Arda, Taro, Parma, Enza, Secchia e Panaro), mentre nella parte orientale è percorsa dai tributari diretti del mar Adriatico (i fiumi Reno, Idice, Lamone, Montone-Ronco, Savio, Rubicone, Marecchia). 
Sul confine tra la zona montana e quella pianeggiante, lungo l'antica via Emilia, si sono sviluppati sette capoluoghi di provincia (Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Bologna, il capoluogo, Forlì e Rimini), mentre gli altri due, Ferrara e Ravenna, sorgono in mezzo alla pianura. 
La costa adriatica è bassa, sabbiosa e rettilinea, interrotta dalle foci dei fiumi. 
La parte nordorientale della regione è occupata dalle valli di Comacchio, zona depressa, un tempo paludosa e ora ampiamente risanata. 
Il clima ha caratteristiche subcontinentali con inverni freddi ed estati calde, mitigate tuttavia dalle brezze marine in prossimità della costa. 
La regione era un tempo essenzialmente agricola, ma si è profondamente trasformata nel tempo e oggi solo una piccola parte della popolazione attiva (12%) è occupata nel settore agricolo. L'agricoltura ha comunque subito un profondo processo di modernizzazione ed è al primo posto in Italia per produttività; infatti accanto ad alcune grandi aziende capitalistiche, si è sviluppato un gran numero di piccole e medie aziende unite in cooperative, organizzazione che ha permesso la diffusa modernizzazione delle tecniche di coltivazione. 
Si coltivano principalmente frumento, barbabietola da zucchero, frutta, nonché ortaggi, legumi e vite. 
Rinomate sono la produzione di vino, latte e derivati (celebre il Parmigiano Reggiano), carni (prosciutti di Parma); infatti tecnicamente molto evoluto è l'allevamento sia di suini che di bovini; rilevante anche il numero degli animali da cortile. 
Il settore più tradizionale dell'industria è legato alla trasformazione dei prodotti agricoli; accanto a questo sono sorti e si sono sviluppati il settore metalmeccanico, tessile, dell'abbigliamento, chimico, vetrario, farmaceutico, del mobile e dei prodotti per l'edilizia. 
Un notevole impulso ha subito il settore dei servizi, legati al turismo sulla riviera romagnola e alle rinomate stazioni termali. 
Abitanti-3.921.357 
Superficie-22.123 km2 
Densità-177,2 ab./km2 
Capoluogo-Bologna 
Province (fra parentesi il numero di abitanti del capoluogo espresso in migliaia): Bologna (497), Ferrara (137), Forlì-Cesena (109), Modena (176), Parma (169), Piacenza (102), Ravenna (135), Reggio nell'Emilia (131), Rimini (131) 
Emìlia, vìa Antica strada romana voluta dal console M. Emilio Lepido nel 187 a. C. che collegava Rimini a Piacenza per un totale di 270 km ca. Diede il nome a tutta la regione e divenne la principale via di collegamento dell'Italia settentrionale. In epoca imperiale fu prolungata ad Aosta (Augusta Praetoria) e ad Aquileia. 
Emiliàni, Andrèa (Bologna 1931-) Storico dell'arte italiano. Esperto di pittura del Seicento, ricoprì l'incarico di Soprintendente ai Beni artistici e storici e direttore della Pinacoteca Nazionale di Bologna. Tra le sue pubblicazioni, La conservazione come pubblico servizio (1971), Una politica dei Beni Culturali (1974) e Dal museo al territorio (1974). 
emiliàno, agg. e sm. agg. Dell'Emilia. 
sm. Abitante o nativo dell'Emilia.