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esofagìsmo, sm. Costrizione del dotto faringo-esofageo. 
esòfago, sm. (pl.-gi) Organo a forma di tubo, muscoloso e membranoso dell'apparato digerente, che parte dalla faringe e arriva nello stomaco. Ha una lunghezza di circa 25 cm e si collega allo stomaco per mezzo della valvola cardiale, passando tra la trachea, la colonna vertebrale e i due polmoni. Le pareti dell'esofago sono costituite da tre strati sovrapposti, due dei quali composti da mucose e il terzo, più esterno, di tessuto muscolare. Il cibo solido viene sospinto lungo l'esofago dalle contrazioni di quest'ultima tunica, mentre i liquidi calano per gravità. Le patologie a carico dell'esofago vanno dalla semplice esofagia acuta, dovuta a ustioni chimiche, all'esofagia cronica e al tumore. 
esofagoscopìa, sf. Esame della superficie interna dell'esofago che viene effettuato con un esofagoscopio. 
esoforìa, sf. Disturbo della visione binoculare causato da una difficoltà di convergenza dei globi oculari. 
esoftàlmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'esoftalmo. 2 Che provoca esoftalmo. 
esoftàlmo, sm. Sporgenza anomala dei bulbi oculari, dovuta all'aumento del tessuto che si trova dietro l'occhio. Si riscontra in varie affezioni morbose, in particolare nei casi di ipertiroidismo (morbo di Basedow). 
esogamìa, sf. 1 Regola che impone a un individuo di scegliere il coniuge al di fuori del proprio gruppo di parentela. 2 In biologia è la riproduzione tra individui di ceppo diverso. 
esogènesi, sf. 1 Formazione esterna. ~ generazione. 2 Formazione che si produce sulla superficie terrestre a opera di agenti fisici esterni. 
esògeno, agg. Che ha origine all'esterno. forze esogene, sono l'acqua, il vento. 
esomorfìsmo, sm. L'insieme delle trasformazioni mineralogiche che subiscono le rocce in seguito all'azione di fenomeni eruttivi e al contatto col magma. 
esondàre, v. tr. Uscire dagli argini. ~ traboccare. 
esoneràre, v. v. tr. Dispensare da un obbligo. ~ sollevare. <> assoggettare. 
v. rifl. Liberarsi di propria iniziativa da un compito. ~ esimersi. 
esoneràto, agg. Che, chi è esentato da un obbligo. 
esònero, sm. Esenzione, franchigia. ~ sgravio. <> vincolo. 
esòpico, agg. (pl. m.-ci) Di un apologo o di una favola di un genere simile a quelle attribuite a Esopo. 
Esòpo (VI sec. a. C.) Favolista greco, figura leggendaria di schiavo di origine tracia o frigia, a cui viene attribuita la raccolta di fiabe della quale Demetrio Falereo (IV sec. a. C.) ha effettuato una sistemazione scritta, successivamente ampliata da Massimo Planude (1260-1310); comprende più di 500 favole, a forma di apologo, con animali per protagonisti e una semplice morale finale, che spesso esprime un'esigenza di giustizia contro le prepotenze. Nelle favole esopiche pervenute fino a noi, sono frequenti i riferimenti alla condizione servile (per esempio, La cornacchia fuggitiva, La colomba addomesticata) ed essi certo hanno favorito l'ipotesi che l'autore fosse uno schiavo. Del resto, la favola esopica è una composizione di intreccio e di espressione elementare proveniente da un mondo subalterno e che si rivolge a un pubblico di cultura limitata. 
esopodìte, sm. Ramo esterno delle appendici bifide dei Crostacei. 
esorbitànte, agg. Spropositato, astronomico, abnorme. ~ smisurato. <> ragionevole. 
esorbitànza, sf. L'esorbitare. ~ eccesso. 
esorbitàre, v. tr. Eccedere la giusta misura. 
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