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Giùda Iscariòta Detto l'Iscariota, in quanto figlio di Simone Iscariota. Uno dei dodici apostoli di Gesù, quello che per trenta monete d'argento (denari), pagategli dai capi dei sacerdoti e dai farisei, tradì il Maestro baciandolo nell'orto di Getsemani e indicandolo in tal modo alle guardie che lo arrestarono. Secondo l'evangelista Matteo, quando vide che Gesù era stato condannato, ne ebbe rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti buttandole nel tempio e si uccise impiccandosi. Secondo gli Atti degli apostoli, con i trenta denari Giuda comperò un campo, poi denominato campo del sangue (akeldamÓ) dagli abitanti di Gerusalemme, nel quale trovò la morte precipitando a capofitto. 
Giùda Levìta (Tudela? ca. 1075-1141?) Poeta spagnolo. Tra le opere Composizioni sacre
Giuda l'oscuro Romanzo di Th. Hardy (1896). 
Giùda Maccabèo (?-160 a. C.) Condottiero ebreo. Insieme ai fratelli lottò contro l'ellenizzazione imposta da Antioco IV di Siria alla Giudea e nel 164 a. C. liberò Gerusalemme. Apparteneva alla dinastia degli Asmonei. 
Giùda Maccabèo (?-160 a. C.) Condottiero ebreo. Insieme ai fratelli lottò contro l'ellenizzazione imposta da Antioco IV di Siria alla Giudea e nel 164 a. C. liberò Gerusalemme. Apparteneva alla dinastia degli Asmonei. 
giudàico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce al giudaismo. ~ ebraico. 
giudaìsmo, sm. La religione e la cultura degli ebrei posteriormente all'esilio babilonese e alla restaurazione del tempio di Gerusalemme. 
giudaizzànte, agg. e sm. 1 Che, chi giudaizza. 2 Ebreo convertito dell'età apostolica che insegnava l'osservanza integrale sia della Legge mosaica sia delle consuetudini ufficiali ebraiche. 
giudaizzànti Aderenti a una setta cristiana russa che negava l'esistenza della Trinità. Tale setta sorse verso la fine del XV sec. 
Giudèa Regione storica della Palestina, compresa tra il mar Morto, la Samaria e il mar Mediterraneo; si estende a ovest del basso corso del fiume Giordano. È costituita da altipiani aridi e rocciosi che scendono a valle verso il mar Morto. Nelle depressioni, che sono densamente popolate, si possono coltivare, grazie alle pioggie autunnali e primaverili, diversi prodotti agricoli: cereali, viti, olive, fichi. La parte orientale è nota anche come deserto di Giudea. Paese fertile nell'antichità divenne arida nel medioevo dopo che i nomadi del deserto distrussero i pozzi presenti nella regione. La fonte principale di ricchezza rimane sempre il turismo nei luoghi santi (Gerusalemme e Betlemme). 
Fin dall'antichità la parte meridionale della Palestina era chiamata Giudea; inizialmente fu provincia persiana, quindi entrò a far parte dei territori dominati dai seleucidi e sotto i maccabei ebbe un governo autonomo. Provincia di Roma, venne costituita da Augusto (6 d. C.) con capitale Cesarea; venne amministrata da procuratori romani, prima di essere ceduta a Erode Agrippa I nel 41; ritornò all'Impero nel 44. Fu continuamente sconvolta da rivolte, la più importante delle quali fu quella scoppiata nel 66 e domata da Vespasiano nel 70, a seguito della conquista di Gerusalemme a opera di Tito. Dal 135 d. C. dopo la seconda guerra giudaica, prese il nome di Siria-Palestina. Dal 1967 è occupata da Israele. 
giudècca, sf. (pl.-che) Nome che un tempo veniva utilizzato in molte città italiane per designare il quartiere ebreo. 
Giudècca Il quarto dei giri di Cocito nel mezzo del quale si trova confitto Lucifero. Qui Dante pose, sepolti sotto una distesa di ghiaccio, coloro che tradirono i benefattori. 
giudèo, agg. e sm. agg. Dei giudei. ~ ebraico. tradizione giudea
sm. 1 Del regno dei giudei. ~ israelita. 
giudeo-cristianésimo, sm. Dottrina professata dai primi cristiani nella quale la legge mosaica manteneva quasi invariato il suo valore normativo. I giudeo-cristiani dovevano, per entrare nella chiesa di Gesù Cristo, essere iniziati all'ebraismo giudaico. 
giudeo-spagnòlo, agg. e sm. Relativo al dialetto parlato dai discendenti degli ebrei che furono espulsi dalla Spagna nel 1492 che si scrive in caratteri ebraici. 
giudeo-tedésco, agg. e sm. (pl.-chi) Dialetto tedesco parlato dai discendenti degli ebrei che furono espulsi dalla Germania nel XIV sec. 
giudicàbile, agg. 1 Che si può giudicare. 2 Che potrà o dovrà essere giudicato. 
giudicàre, v. v. tr. 1 Valutare qualcosa a seconda delle qualità e dei meriti. ~ vagliare. doveva giudicare quanto fosse importante quell'obiettivo per lui. 2 Decidere con sentenza fatti o imputazioni. ~ sancire. fu giudicato colpevole di omicidio. 3 Stimare. ~ considerare. 4 Esprimere giudizi intorno a qualcosa. 
v. intr. Esprimere un parere. sarete chiamati a giudicare secondo la legge
giudicàto, agg. e sm. agg. Vagliato. 
sm. Cosa giudicata. 
giudicatóre, sm. Che o chi giudica. 
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