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gòtico, agg. e sm. agg. 1 Dei goti. 2 Astruso. 3 Detto di qualsiasi prodotto riconducibile alle correnti artistiche tra il XII e il XVI sec. in Europa. 
sm. Lingua antica del gruppo germanico parlata dai goti. 
Arte gotica 
Denominazione data nel rinascimento, con profondo senso spregiativo (barbarico), a quello stile artistico tipico dell'Europa, apparso tra la metà del XII sec. e la fine del XV. L'architettura era la forma artistica predominante, della quale scultura e pittura erano considerate complementari; caratterizzata da un uso originale e innovativo di elementi già noti (arco a sesto acuto, volta a crociera con i costoloni, contrafforti e archi rampanti), vennero introdotti rivoluzionari principi costruttivi che, distribuendo i carichi solo su alcuni punti della costruzione, consentivano una notevole elevazione in altezza e un alleggerimento delle pareti laterali con conseguente possibilità di aprirvi larghe finestre e rosoni. La caratteristica più tipica dell'arte gotica è la linearità, poiché in essa prevale la valorizzazione delle linee ascensionali. Le cattedrali gotiche si differenziano da quelle di epoche precedenti per la notevole altezza e ampiezza degli spazi, per lo slancio verso l'alto espresso da tutti gli elementi e per la maggiore luminosità. Sorto in Francia, dove gli esempi più significativi sono la cattedrale di Notre-Dame a Chartres (1195-1260), la cattedrale di Notre-Dame a Rouen (fine XIII sec.), la cattedrale di Notre-Dame ad Amiens (1220-1269), la cattedrale di Notre-Dame a Reims (1225-1235) e la cattedrale di Notre-Dame a Parigi (1163-1245), il gotico si diffuse in tutta Europa, subendo correzioni, temperamenti o enfatizzazioni a seconda dei vari Paesi; in Italia il nuovo stile venne tradotto in una molteplicità di espressioni, caratterizzate dall'esaltazione della solidità delle pareti, fu limitato dal persistente classicismo e dalla preferenza accordata alla linea orizzontale rispetto a quella verticale, con relativi effetti di equilibrio, proporzione e misura (Santa Maria del Fiore a Firenze, il duomo di Siena). Ben distinto, invece, dal tradizionale stile romanico lombardo e tipico esempio del nuovo stile, è il duomo di Milano, nel quale sono evidenti le caratteristiche dello stile gotico oltremontano. In Inghilterra illustri esempi di gotico sono la cattedrale di York, le cattedrali di Wells e di Lincoln, l'abbazia di Westminster a Londra, la cattedrale di Gloucester, la cappella del King's College a Cambridge. 
Gotico internazionale 
Detto anche gotico fiorito o gotico fiammeggiante. Produzione artistica del tardo periodo gotico (fine 1300-prima metà del XV sec.), espressione di una società profondamente cortese e privilegiata, frutto, da un lato della fusione dell'estrema raffinatezza formale, dello sfarzo dei colori e dell'eleganza della linea e degli ornati e dall'altro di uno spirito sensibilmente realistico, di una ricca fantasia e di un'intensa curiosità per la novità. Il gotico internazionale ebbe grande successo soprattutto per la realizzazione di oggetti di oreficeria, arazzi e miniature (G. De' Grassi, fratelli de Limbourg), per le sculture di C. Sluter e per quelle di artisti boemi, renani o veneziani, per i dipinti di Stefano da Verona (Adorazione dei magi, 1415, Milano, Brera), Pisanello (Madonna con i Santi Antonio abate e Giorgio, 1447-1448, Londra, National Gallery) e Lorenzo Monaco (Madonna, Cambridge, Fitzwilliam Museum; miniature per corali conservate nella Biblioteca Laurenziana di Firenze). 
Guerra gotica 
Fu intrapresa da Giustiniano per riconquistare l'Italia agli Ostrogoti (535-553). La guerra è descritta nel Guerra Gotica di Procopio (libri V-VII delle Storie). 
Linea gotica 
Linea difensiva costruita dai tedeschi nel 1944 dall'Adriatico (percorso del fiume Foglia) al Tirreno (Alpi Apuane) con lo scopo di bloccare l'avanzata degli alleati verso la pianura padana. Fu definitivamente superata solo nell'offensiva finale della guerra (aprile 1945). 
Pittura e scultura gotica 
La scultura gotica venne impiegata prevalentemente con intenti decorativi, mentre la pittura ebbe grande applicazione nelle miniature e nelle vetrate multicolori delle cattedrali. La scultura gotica testimonia, come l'architettura, una mutata mentalità e sensibilità. Le opere non sono più parte integrante degli edifici, come avveniva nel romanico, ma acquistano una propria autonomia stilistica ed espressiva, che testimonia la riscoperta della natura e del mondo sensibile. Le figure non sono più simboliche o allusive alla superiore sfera divina, ma diventano realistiche, capaci di rappresentare la realtà nelle sue infinite sfumature. Lo stesso fenomeno si riscontra nella pittura, che trova la sua massima espressione nell'opera di Giotto. Egli recupera la capacità, perduta da secoli, di raffigurare la natura in modo realistico. Tra le altre numerose opere di pittura gotica, si ricordano La Vergine annunciata di S. Martini (Anversa, Musée Royal des Beaux-Arts), il Riposo durante la fuga in Egitto del maestro Bertram (Amburgo, pannello dell'altare di Grabow), La Vergine con il Bambino e gli angeli (Londra, pannello del dittico Wilton). Le sculture della cattedrale di Reims, tra le quali si cita L'Angelo del sorriso, rappresentano un modello di equilibrio tra naturalismo e astrazione. Un altro esempio di perfetta realizzazione è la NativitÓ del pontile (oggi al Louvre) e le statue-colonne del portale reale di Chartres che assecondano perfettamente le linee verticali dell'architettura. L'esempio della scultura francese si diffuse assumendo caratteri distintivi in vari paesi europei: in Inghilterra, con gli esempi pregevoli delle cattedrali di Wells e di Lincoln, dell'abbazia di Westminster a Londra, della Christ Church a Oxford, della cappella del King's College a Cambridge; in Germania, con la porta aurea di Freiberg in Sassonia, i Profeti in disputa e Profeti e apostoli del portale della Grazia a Bamberga, le statue e i rilievi nella balaustra del coro e le dodici figure della navata del duomo di Naumburg, le statue del duomo di Colonia, la Kapellenturm di Rottweil. In Italia l'influsso gotico nella scultura è rilevabile nelle opere di Giovanni di Balduccio e dei maestri Campionesi, autori delle tombe scaligere e della statua equestre di Cangrande della Scala a Verona. 
Gotland Isola della Svezia, nel mar Baltico. Con le isole circostanti, costituisce la contea omonima. 
Goto Arcipelago (150.000 ab.) del Giappone, nel mar Cinese Orientale. 
gòto, sm. Ogni appartenente a una antica popolazione germanica originariamente stanziata nella zona oggi occupata dalla Svezia. 
goto (informatica) In informatica è un'istruzione di controllo che effettua un salto incondizionato all'interno di un programma. 
gòtta, sf. Malattia spesso ereditaria dovuta a disturbi del metabolismo purinico con conseguente accumulo di acido urico nei tessuti e nelle articolazioni. Può colpire soggetti di età adulta, quasi sempre affetti da iperuricemia, e si manifesta con dolore articolare violento e improvviso, specie alle dita dei piedi (in particolar modo agli alluci), febbre e gonfiore. Può degenerare in anchilosi dell'arto. ~ chiragra, glossagra. 
Gòtta, Salvatóre (Montalto Dora, Torino 1887-Rapallo 1980) Romanziere. Tra le opere Il piccolo alpino (1926) e La saga dei Vela (1954). 
Gòtta, Salvatóre (Montalto Dora, Torino 1887-Rapallo 1980) Romanziere. Tra le opere Il piccolo alpino (1926) e La saga dei Vela (1954). 
Gottasécca Comune in provincia di Cuneo (201 ab., CAP 12072, TEL. 0174). 
gottàzza, sf. Cucchiaio per aggottare. 
Gotthelf, Jeremias (Murten 1797-Lutzelfluh 1854) Pseudonimo di Albert Bitzius. Narratore svizzero. Tra le opere Uli il servo (1846), Quadri e leggende della Svizzera (1842-1846) e Uli il fittavolo (1849). 
Gòtti, Ìvan (San Pellegrino Terme, Bergamo 1969-) Ciclista italiano. Scalatore, ha vinto il giro d'Italia nel 1997. 
Gòtti, Tìto (Bologna 1927-) Direttore d'orchestra e musicologo italiano. Ha proposto il repertorio barocco bolognese sia in Italia che all'estero e ha pubblicato testi di critica musicale. 
Gottinga Città (128.000 ab.) della Germania, nella Bassa Sassonia, sul fiume Leine. 
gòtto, sm. Tazza o bicchiere con o senza manico e senza piede. ~ calice, boccale. 
Gottolèngo Comune in provincia di Brescia (4.630 ab., CAP 25023, TEL. 030). 
gottóso, agg. Chi si muove con lentezza. 
Gottwald, Klement (Dedice 1896-Praga 1953) Politico cecoslovacco. Di ideologia comunista, fu primo ministro dal 1946 al 1948 e con un colpo di stato il 25 febbraio 1948 escluse i partiti borghesi dal governo. Fu presidente della repubblica dal 1948 al 1953. 
Götz von Berlichingen Dramma di J. W. Goethe (1773). 
Goudsmit, Samuel (L'Aia 1902-Reno 1978) Fisico statunitense. Di origine olandese, formulò l'ipotesi dello spin dell'elettrone insieme a C. Uhlenbeck. 
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