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Largillière, Nicolas de (Parigi 1656-1746) Pittore francese. Tra le opere La famiglia del pittore (Parigi, Louvre). 
largìre, v. tr. Concedere con generosità. 
largitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi largisce. 
largizióne, sf. Atto, effetto del largire. 
làrgo, agg., avv. e sm. (pl.-ghi) agg. 1 Esteso in larghezza. <> stretto. su larga scala, in grandi quantità o misure. 2 Ampio, spazioso, capiente. ~ vasto. <> angusto 3 Generoso. ~ prodigo. <> tirchio. 4 Di guadagno, copioso. ~ cospicuo. <> esiguo. 5 Di idee, aperto. ~ tollerante. <> chiuso. 6 Di senso, ampio. ~ estensivo. <> ristretto. era largo nei giudizi, era comprensivo. 
avv. Nella locuzione girare al largo, tenersi lontano. 
sm. 1 Larghezza. 2 Piazza situata nel punto in cui una strada si allarga o un incrocio di strade. ~ spiazzo. <> strettoia. 3 Mare aperto. la nave stentava a prendere il largo a causa delle correnti contrarie
Largo Caballero, Francisco (Madrid 1869-Parigi 1946) Sindacalista e politico spagnolo. Di ideologia socialista, dal 1934 fu segretario dell'Unione generale del lavoro. Quindi fu presidente del consiglio e ministro della guerra nel 1936 e 1937. 
Làri Comune in provincia di Pisa (7.855 ab., CAP 56035, TEL. 0587). 
lari, sm. pl. Antiche divinità romane tutelari, inizialmente dei campi in seguito delle case. Erano raffigurati come giovani recanti in mano una cornucopia e ornavano il focolare domestico (larario) assieme ai penati. I lares pubblici erano invece a tutela delle città e dello stato; tra di essi erano venerati anche Romolo, Remo e Tito Tazio. 
Lariàno Comune in provincia di Roma (8.530 ab., CAP 00040, TEL. 06). 
lariàno, agg. Relativo al lago di Como. ~ comasco. 
làrice, sm. Gimnosperma (Larix decidua) della famiglia delle Pinacee e della classe delle Conifere. Raggiunge i 40 m di altezza e possiede una chioma a forma piramidale. 
laricìno, sm. Fungo (noto anche come boleto dei larici, Boletus elegans) della famiglia delle Boletacee e della classe dei Basidiomiceti. Commestibile. 
Làridi Famiglia di Uccelli Caradriformi a cui appartengono il gabbiano e il mignattino. 
larìnge, sf. È l'organo dei tetrapodi dedicato sia alla fonazione che alla separazione tra l'apparato respiratorio e quello digestivo. È posto tra la faringe e la trachea proprio davanti all'esofago. La cavità interna, rivestita di mucosa, è agganciata superiormente all'osso ioide, mentre inferiormente e lateralmente si appoggia alle cartilagini tiroidea e cricoidea e alle aritenoidi. Nell'uomo forma nella parte centrale del collo una sporgenza che nei maschi adulti può assumere un aspetto particolarmente evidente detto pomo d'Adamo. Solitamente ha la forma di una piramide con base triangolare verso l'alto; la parte interna si restringe dove si trovano due paia di corde vocali, le false corde vocali poste superiormente e le vere corde vocali, poste in basso, che vibrando consentono l'emissione dei suoni. 
laringectomìa, sf. Asportazione, parziale o totale, della laringe. 
laringèo, o larìngeo, agg. 1 Che appartiene alla laringe. 2 Relativo alla laringe. 
laringìte, sf. Infiammazione acuta e cronica della laringe. Caratterizzata da raucedine, tosse secca ed edema della mucosa, la forma acuta può essere curata con inalazioni, antibiotici, cortisonici, vitamine. Nel caso limite in cui l'edema causa il soffocamento può essere necessario ricorrere alla tracheotomia. La laringite cronica viene favorita da condizioni predisponenti (inquinamento dell'aria, tabagismo, infiammazioni acute recidivanti), presenta sintomi analoghi a quelli della forma acuta e richiede una terapia causale. 
laringo- Primo elemento di parole composte. 
laringocèle, sm. Estroflessione della mucosa laringea causata da fessure dovute a traumi della laringe o a difetti di formazione delle cartilagini. 
larìngoiatra, sm. (pl.-i) Medico specializzato in laringoiatria. 
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