Home page
littóre, sm. 1 Nell'antica Roma chi accompagnava in pubblico i magistrati. 2 Nel periodo fascista, vincitore dei ludi littoriali 
littoriàli, sm. pl. Concorsi annuali a carattere culturale o sportivo che, durante il periodo fascista, venivano aperti agli studenti universitari iscritti al GUF. 
littorìna, sf. 1. Piccolo mollusco dei Gasteropodi. 2. Automotrice ferroviaria con motore a scoppio o Diesel. 
littòrio, agg. 1 Relativo ai littori. 2 Fascista. 
lituàni Popolazione baltica affine a quella degli slavi che oggi costituisce la maggioranza etnica della repubblica di Lituania. I lituani parlano una lingua balto-slava. 
Lituània Repubblica dell'Europa orientale; confina a nord con la Lettonia, a est e sud-est con la Russia Bianca, a sud-ovest con la Polonia e la Russia e si affaccia a nord-ovest sul mar Baltico. 
Il territorio è prettamente pianeggiante nella sezione centrale, mentre a sud-est e a ovest (Samogizia) si presenta ondulato da colline di origine morenica che non raggiungono i 300 m di altitudine. 
Il fiume principale è il Nemunas che con i suoi affluenti (Neris, Sventoji) interessa tutto il territorio lituano; segna una parte del confine con la provincia russa di Kaliningrad e sfocia nell'ampia laguna di Kurskij. 
Nelle regioni collinari numerosi sono i laghi intermorenici. Notevole è anche il lago artificiale che sorge presso Kaunas da uno sbarramento del Nemunas. 
Il clima ha carattere continentale, lievemente più temperato nella fascia costiera. 
La capitale è Vilna, che conta circa 580.000 abitanti. 
Gli altri centri principali sono: Kaunas, Klaipeda, Siauliai e Panevezys. 
L'agricoltura può contare su circa la metà del territorio nazionale; notevoli sono anche stati gli interventi di bonifica che hanno recuperato all'agricoltura vaste zone paludose. 
La produzione agricola consiste principalmente in cereali, patate, barbabietole da zucchero e ortaggi. 
Anche il territorio riservato a prateria e pascolo è piuttosto vasto (un quinto del territorio nazionale), fattore questo che favorisce le attività zootecniche; infatti è diffuso l'allevamento di bovini, suini, ovini e discrete sono le produzioni di carne e di latte e latticini. 
Le attività industriali sono concentrate nella capitale e nelle città principali, dove sorgono impianti di industria pesante, cantieri navali e per la produzione di materiali da costruzione. 
Sono inoltre rappresentati i settori della robotica, della chimica, dell'elettronica, dell'industria cartaria e del legno e dell'industria alimentare. Si producono inoltre abbigliamento e calzature. 
Di notevole interesse è lo sfruttamento delle foreste che producono legname (in prevalenza conifere) ed essenze pregiate. 
STORIA Nel V sec., le tribù baltiche-slave della regione si organizzano per lottare contro le invasioni scandinave. Nel 1240 ca. Mindaugas fonda il granducato di Lituania. Dalla seconda metà del XIII sec. a tutto il XIV sec. questo stato combatte i Cavalieri Teutonici ed estende il suo dominio ai principati russi del sud-ovest, in particolare con Gédymin (1316-1341). Nel 1385 la Lituania si allea con la Polonia; il granduca Jagellone diventa re di Polonia con il nome di Ladislao II (1386-1434) e la Lituania si converte al cattolicesimo. Con Vytautas, nel periodo 1392-1430, la Lituania si estende fino al mar Nero. 
Nel 1569 l'Unione di Lublino crea lo stato polacco-lituano. Nel 1795 la maggior parte del paese viene annessa all'impero russo. Durante la prima guerra mondiale la Lituania è occupata dalla Germania. Nel 1918 proclama la propria indipendenza, che viene riconosciuta due anni dopo dalla Russia sovietica. Nel 1940 a seguito del patto russo-tedesco, la Lituania è annessa all'URSS. Durante la seconda guerra mondiale viene occupata dai tedeschi. Nel 1948-1949 la resistenza all'occupazione sovietica viene duramente repressa. Nel 1990 i lituani proclamano l'indipendenza della loro repubblica. L'anno successivo essa viene riconosciuta dall'URSS e dalla comunità internazionale (settembre). Nel 1992 il Partito democratico del lavoro (ex partito comunista) vince le elezioni legislative. L'anno successivo viene eletto alla presidenza della repubblica Algirdas Brazauskas. Le truppe russe iniziano la loro ritirata dal paese. Nel 1995 il dissesto di due grandi banche ha provocato una crisi politica che ha portato gli ex comunisti alla sconfitta nelle elezioni del 1996, vinte dal conservatore Landsbergis. Nel 1998 è eletto presidente V. Adamkus. 
Abitanti-3.710.000 
Superficie-65.200 km2 
Densità-56,9 ab./km2 
Capitale-Vilnius 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Lita 
Lingua-Lituano, russo e polacco 
Religione-Cattolica con minoranze ortodosse, protestanti 
lituàno, agg. e sm. agg. Della Lituania. 
sm. Abitante o nativo della Lituania. 
lìtuo, sm. 1 In musica, antico strumento aerofono bronzeo costituito da un tubo lungo e stretto con il padiglione leggermente svasato. 2 Nell'antica Roma, bastone privo di nodi e con un'estremità ricurva che veniva usato dagli auguri. 
liturgìa, sf. (pl.-gìe) 1 Nelle religioni, complesso degli atti cerimoniali pubblici destinati al culto; rito, rituale. ~ celebrazione. 2 Nell'antica Grecia, obbligo incombente ai cittadini più facoltosi di sostenere a proprie spese certe cariche pubbliche. 
liturgicaménte, avv. In modo liturgico. 
litùrgico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo alla liturgia. ~ sacro. <> profano. 2 Consueto. ~ abituale. 
liturgìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di liturgia. 
Litvinov, Maksim Maksimovic (Bialistock 1876-Mosca 1951) Politico russo. Ministro degli esteri dal 1930 al 1939, operò una politica di alleanza con le democrazie occidentali contro il nazifascismo. Stalin lo sostituì con V. M. Molotov. 
litzendraht, sm. invar. Cavo costituito da più conduttori isolati tra di loro e collegati elettricamente all'estremità. 
Liu Shao-chi (Ninghsiang 1898-Pechino 1969) Politico cinese. Fu teorico e dirigente del Partito comunista, vicepresidente della Repubblica popolare (1949) e capo dello stato (1959). Durante la rivoluzione culturale venne accusato di revisionismo, rimosso da ogni incarico (1967) e incarcerato (1968). Morì in prigione poco tempo dopo. La sua figura fu riabilitata nel 1980. 
liutàio, sm. Chi fabbrica o ripara liuti o altri strumenti a corde. 
liuterìa, sf. 1 Arte dei liutai. 2 Laboratorio dei liutai. 
liutìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Chi suona il liuto. 2 Chi compone musica per liuti. 
liùto, sm. Strumento musicale a corde, con la cassa arrotondata, il manico corto e largo con sette o più tasti e il cavigliere formante un angolo retto con il manico. Fu diffuso in Europa dagli arabi e divenne molto di moda nel medioevo e nel rinascimento. Usato in principio solo come strumento di accompagnamento della danza, venne poi inserito anche in formazioni cameristiche. 
Liutpràndo (re) (?-Pavia 744) Re dei longobardi. Figlio e successore di Ansprando, salì al trono nel 712. Caratterizzò il suo lungo regno con una vasta opera di riordino e consolidamento dello stato longobardo, nonostante i ducati longobardi di Benevento, di Spoleto e del Friuli non accettassero la sua politica accentratrice. Secondo Paolo Diacono, Liutprando raccoglieva in sé tutte le caratteristiche di un grande sovrano; valoroso guerriero, amico della pace, di vita casta, auspicava di raccogliere e pacificare l'intero paese, fondendo la monarchia longobarda e la chiesa romana. Cattolico, favorì le popolazioni di stirpe latina e gli ecclesiastici; lo testimonia anche la sua opera di legislatore che, raccolta in quindici volumi, sviluppa e completa il vecchio editto di Rotari. Lottò contro i bizantini che voleva cacciare da Ravenna, ma trovò una forte resistenza in papa Gregorio II, ostile all'espandersi del regno longobardo; Liutprando invase l'Emilia, la Romagna e spingendosi fino ad Ancona, occupò anche Narni e Sutri. Il papa allora organizzò un esercito contro di lui, riusciendo a fermare l'avanzata del re, che era ormai giunto alle porte di Roma, e a farsi donare il castello di Sutri (728). Dopo altre numerose spedizioni contro i bizantini e i duchi ribelli, sempre contrastato dai papi succeduti a Gregorio II, riprese nuovamente la guerra contro i bizantini, ma la morte lo colse a Pavia nel 744.