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animàre, v. v. tr. 1 Infondere l'anima, la vita. Dio aniṃ la creta. 2 Dare brio, vivacità. ~ vivacizzare. <> spegnere. 3 Stimolare. ~ incitare. <> mortificare. 
v. intr. pron. 1 Acquistare vivacità. 2 Infervorarsi. la conversazione si aniṃ eccessivamente
animataménte, avv. In modo animato. ~ briosamente. 
animatìsmo, sm. Tendenza a considerare tutte le cose animate. 
animàto, agg. 1 Dotato di anima, di vita. ~ vivente. cartoni animati, fotogrammi composti da disegni di soggetti in movimento. 2 Acceso, movimentato. ~ accalorato. <> flemmatico. conversazione animata. 3 Vivace, brioso. ~ frizzante. <> serio. 
animatóre, agg. e sm. agg. Che anima. 
sm. Chi anima, chi vivacizza uno spettacolo, un'attività. ~ intrattenitore. 
animazióne, sf. 1 L'animare. ~ entusiasmo. <> distacco. 2 Affollamento. ~ viavai. <> mortorio. 3 Calore, vivacità. ~ brio. <> pacatezza. 4 Procedura cinematografica usata per animare disegni o oggetti inanimati. 
Anime morte, Le Romanzo di N. Gogol (1842). Scritta quasi completamente a Roma, l'opera è considerata tra i romanzi più significativi della letteratura mondiale. Il protagonista, Cicikov, avventuriero senza scrupoli, percorre la campagna russa e compra dai proprietari terrieri le anime, cioè i servi morti dopo l'ultimo censimento. Così Cicikov si propone di ottenere l'assegnazione di terre, che lo stato accorda a chi dimostra di possedere un sufficiente numero di servi della gleba. I viaggi del protagonista forniscono l'occasione per delineare una sorta di commosso poema della terra russa e contemporaneamente descrivere tutta la degradazione e la degenerazione spirituale connessa alla servitù della gleba sia per i servi sia per proprietari, schiavi del denaro. Il romanzo doveva essere formato di tre parti, ma la terza non venne mai scritta, mentre il manoscritto della seconda venne bruciato dall'autore. 
animèlle, sf. pl. Parti commestibili delle interiora dell'agnello o del vitello. 
animìsmo, sm. In molte religioni primitive, è l'inclinazione ad attribuire un'anima a tutte le cose che, in questo modo, divengono motivo di culto e venerazione. Il termine fu adottato per la prima volta dall'antropologo britannico E. B. Taylor (1832-1917). 
animìsta, sm. e sf. Seguace dell'animismo. 
animìstico, agg. Che riguarda l'animismo. 
ànimo, sm. 1 L'anima dell'uomo in quanto sede dei sentimenti, dell'intelletto e della volontà. forza d'animo, stato d'animo, sensibilità, predisposizione. 2 Proposito. ~ intenzione. aveva l'animo di colpire qualcuno. 3 Coraggio, anche come incitazione. ~ audacia. <> codardia. perdersi d'animo, scoraggiarsi. 
animosaménte, avv. Con animosità. ~ astiosamente, ostilmente, coraggiosamente. 
animosità, sf. Malanimo, rancore. ~ acredine. <> benevolenza. 
animóso, agg. 1 Coraggioso, audace. ~ ardito. <> pusillanime. 2 Polemico. ~ ostile. 3 Focoso. ~ impetuoso. <> calmo. 
Animùccia, Giovànni (Firenze ca. 1514-Roma 1571) Compositore. Tra le opere Laudi spirituali (due libri, 1563 e 1570). 
animùs, sm. Volontà cosciente di esercitare un diritto. 
aniòne, sm. Ione negativo ovvero atomo o molecola cui i processi fisici hanno dato carica elettrica negativa, tramite la cattura di uno o più elettroni. Nel corso dell'elettrolisi gli anioni si accumulano sul polo positivo o anodo. 
aniònico, agg. (pl. m.-ci) Dell'anione. 
aniridìa, sf. Assenza dell'iride.