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Lutàzio Càtulo, Càio Uomo politico romano. Divenuto console nel 242 a. C., pose fine alla prima guerra punica sbaragliando la flotta cartaginese presso le isole Egadi nel 241 a. C. 
luteìna, sf. Ormone secreto dal corpo luteo. ~ progesterone. 
lùteo, agg. Di colore giallo. 
luteranésimo, sm. Con questo termine si indicano le dottrine predicate da Martin Lutero (1483-1546), la teologia corrispondente e l'insieme delle chiese evangeliche nate dalla riforma luterana. Il luteranesimo venne riconosciuto solo dopo la morte di Lutero, nel 1555, da parte di Carlo V (Dieta di Augusta). Successivamente si diffuse in quasi tutti gli Stati germanici, in Danimarca (1536), in Svezia (1527-1540) e in Norvegia (1547). In seguito però la sua diffusione si scontrò con quella (avvenuta nelle Fiandre, nei Paesi Bassi, in Ungheria, in Boemia, in Polonia e in Moravia) di altre religioni riformate, come il calvinismo, e con la controriforma. Dopo la morte di Lutero, inoltre, si ebbero numerose dispute all'interno dello stesso luteranesimo che portarono a diverse scissioni. La prima disputa fu tra i seguaci dell'ortodossia rigida, tra cui Flacio Illirico, e i melantoniani. Altre ribellioni al luteranesimo rigido sono state in seguito rappresentate dal pietismo (XVII sec.) e dal protestantesimo liberale (XVIII-XIX sec.). I luterani si sono uniti nel 1947 nella Federazione luterana mondiale. Sono diffusi soprattutto in Germania, Scandinavia e USA. 
Secondo la teoria luterana l'uomo è completamente immerso nel peccato e non ha alcuna possibilità di redimersi con le sue sole forze. Solo la fede in Cristo (la giustificazione mediante la sola fede) lo può salvare. Poiché Dio ordina tutto, l'essere e l'agire umano compresi, non vi è posto per il libero arbitrio che farebbe meritorio anche il credente. L'arbitrio umano o è servo del demonio o è servo di Dio. Non sfuggì a Lutero il profondo e radicale scetticismo nei confronti dell'uomo e l'inconciliabilità della predestinazione con la bontà di Dio. La sua risposta fu la proclamazione del mistero della volontà di Dio
In materia di fede l'unico riferimento per il cristiano è costituito dalla Bibbia (il principio della sola scrittura). Nessuno ha il diritto di proclamarsi esclusivo interprete del testo sacro. Tra la Bibbia e i singoli fedeli non deve esistere alcuna mediazione. Ogni singolo fedele è chiamato a rafforzare la propria fede studiando direttamente la Bibbia sotto la guida dello Spirito Santo. Oltre alle conseguenze di carattere teologico, questo principio mette in discussione il primato della chiesa del vescovo di Roma, che non risulta fondata né sul diritto divino né sul vangelo, ma è istituzione umana, di origine storica. 
Ogni credente è sacerdote per se stesso (il principio del sacerdozio universale dei credenti) e può accedere direttamente alla scrittura. Le comunità luterane sono guidate da pastori (uomini o donne eletti dalla comunità) aventi il compito di istruire i fedeli, predicare e celebrare i sacramenti (ridotti a due: il battesimo e la Santa Cena). Il nucleo del servizio divino (o culto) è costituito dalla Santa Cena e dalla predicazione della parola di Dio. 
luteràno, agg. e sm. agg. Relativo a Martin Lutero. 
sm. Che segue la confessione religiosa luterana. 
Lutèro, Martìn (Eisleben 1483-1546) In tedesco Martin Luther. Riformatore religioso tedesco promulgatore della riforma protestante. Nacque il 10 novembre 1483 a Eisleben (Sassonia) da Giovanni Luder minatore e da Margherita Lindemann. La sua famiglia era modesta, non povera, religiosa e severissima nell'educazione dei figli. Nel 1497 Lutero frequentò la scuola di latino a Magdeburgo presso i Fratelli della vita comune. Attirato dagli studi universitari si iscrisse all'Università di Erfurt (1501) dove conseguì il titolo di Baccalaureus artium. Durante la frequenza universitaria il giovane Lutero fu indotto a meditare sull'ira divina a causa della morte prematura di un giovane compagno di studi e per un forte spavento causatogli da un fulmine durante un temporale. Queste paure fecero maturare nella mente di Lutero un'improvvisa scelta, dettata più dall'impeto che dalla vocazione: entrò nel convento agostiniano di Erfurt. Fu consacrato sacerdote nel 1507, nonostante i rimproveri del padre, non convinto della sua vocazione. Il giovane monaco si dedicò agli studi teologici e alla pratica delle virtù monastiche a cominciare dall'umiltà. Il vicario generale dell'ordine, Staupitz, fu attratto dalle capacità e dalla disciplina del giovane monaco e lo segnalò al principe elettore Federico di Sassonia che aveva appena fondato l'università di Wittenberg e cercava nuovi insegnanti. Nel 1508 Lutero insegnò dialettica e fisica leggendo e commentando l'Etica a Nicomaco di Aristotele nell'Università di Wittenberg: diresse le disputationes degli studenti; proseguì i suoi studi di teologia e delle scritture. Nel 1510 fu inviato a Roma in rappresentanza del convento agostiniano di Erfurt per questioni interne all'Ordine. Il 19 ottobre dell'anno seguente si laureò in teologia. Nel 1513 iniziò le lezioni sui Salmi all'università di Wittenberg. Papa Leone X concesse l'Indulgentia plenaria (1514) a ogni fedele che dopo la confessione e la comunione avesse fatto un'offerta per la costruzione della basilica di San Pietro a Roma. Nel Württemberg scoppiò la rivolta dei contadini denominata del Povero Corrado. Nel 1515 Lutero fu nominato dal capitolo degli Agostiniani vicario generale dei numerosi conventi del distretto della Misnia e della Turingia; lo Staupitz lo invitò ad accompagnarlo in una visita a molti di questi conventi. Lutero dettò le linee generali per l'organizzazione della chiesa evangelica della Sassonia, fornendo il modello fondamentale alle altre chiese luterane. Nello stesso anno iniziò le lezioni sull'Epistola ai Romani
Il 31 marzo 1515 papa Leone X con la bolla Sacrosancti Salvatoris et Redemptoris nominò quale commissario delle indulgenze il principe Alberto di Brandeburgo per otto anni. I redditi ricavati dalle indulgenze dovevano essere devoluti per metà alla fabbrica di San Pietro, mentre l'altra metà veniva lasciata all'arcivescovo per estinguere un debito contratto con la curia per la conferma all'elezione vescovile di Magonza. Nel 1516 Lutero iniziò le lezioni sull'Epistola ai Galati; nello stesso anno visitò le comunità dell'Ordine di Dresda, Neustadt, Orla, Erfurt, Gotha, Langensalza e Nordhausen. L'anno successivo il domenicano Giovanni Tetzel, sottocommissario generale dell'arcivescovado di Magonza, fu incaricato da Alberto di Brandeburgo di predicare le indulgenze; egli giunse a Jüteborg nelle vicinanze di Wittenberg. Nel frattempo Lutero inviò all'arcivescovo Alberto di Magonza 95 tesi riguardanti il valore e l'efficacia delle indulgenze. In questo periodo l'interesse per la cultura superiore e per gli studi universitari era molto sentito fra le popolazioni tedesche; alle vicende di Wittenberg partecipavano tutti i cittadini, gli artigiani, gli studenti, i professori, il Principe elettore e i monaci dei vari monasteri. Nel gennaio del 1518 arrivò a Roma l'annuncio della discussione proposta con le tesi sulle quali discutere; papa Leone X fece trasmettere l'incartamento al generale vicario dell'Ordine degli Eremitani Agostiniani con l'annotazione di tenere tranquillo Lutero. Giovanni Tetzel attaccò duramente il Sermone sull'indulgenza e la grazia scritto in tedesco da Lutero; ma il sermone ebbe subito un notevole successo con ben ventuno ristampe prima del 1520. Il popolo prestò ascolto alla nuova teologia che si diffuse con rapidità sorprendente. Nell'aprile del 1518 Lutero fu citato a comparire davanti al capitolo dell'Ordine ad Heidelberg; successivamente Lutero inviò le Risoluzioni, cioè le dimostrazioni delle sue 95 tesi a papa Leone X. A maggio si svolse il processo romano contro Lutero; gli fu intimato di presentarsi a Roma entro sessanta giorni per scolparsi dell'accusa di aver diffuso idee erronee. Della parte teologica del procedimento fu incaricato Silvestro Mazzolini; grazie all'intervento del principe Elettore di Sassonia Lutero ottenne di poter comparire ad Augusta di fronte al cardinale legato Caietano. Il 12 e il 14 ottobre si svolse il primo interrogatorio di Lutero. Il cardinale Caietano con un'azione diplomatica cercò di ottenere da Lutero una pubblica e completa ritrattazione, in modo tale da ridurlo al silenzio, farlo arrestare e inviarlo a Roma per essere esaminato e giudicato. Lutero fu condannato, ma poiché non si considerava eretico con coraggio scrisse al papa invocandone la protezione contro i calunniatori e i nemici. Questa richiesta fu un espediente tattico; Lutero dopo tre mesi pubblicò a Wittenberg le lettere inviate al papa. Nel frattempo entrò in polemica con un altro domenicano, il Maestro dei sacri palazzi Silvestro Mazzolini. Questi ingiunse a Lutero di ritrattare per evitare di incorrere nell'eresia di quanti negavano il buon diritto della Chiesa Cattolica Romana di amministrare le indulgenze. Il 31 agosto Lutero pubblicò il suo sermone De virtute excommunicationis opponendo il proprio testo autentico a una serie di estratti che avevano pubblicato i Domenicani. Federico il Saggio scrisse a Lutero consigliandolo di rinunciare alla stampa; ma l'opuscolo stampato cominciò a circolare cinque giorni prima dell'invio della lettera con il consiglio del sovrano. Lutero era stato convocato a Roma per i primi di luglio, ma scrisse al Principe e ai consiglieri comunicando la sua intenzione di non partire per Roma, in quanto ne sarebbe andato di mezzo l'onore dell'università di Wittenberg, e chiedendo l'intervento del Principe Elettore affinché il processo si tenesse in Germania. In agosto il papa dichiarò Lutero eretico e scrisse al Principe Elettore che lo facesse arrestare. In questo periodo arrivò a Wittenberg Filippo Melantone e l'università offrì aiuto a Lutero. Quando arrivò l'ordine di presentarsi al Legato alla Dieta d'Augusta, Lutero si decise a partire e a ottobre fu nel convento degli Agostiniani ad Augusta. Alla fine di ottobre lasciò Augusta di nascosto e agli inizi di novembre fu nuovamente a Wittenberg. L'episodio di Augusta fu una vittoria non solo del monaco Lutero che poté evitare di ritrattare, ma anche della politica di Federico il Saggio, il quale aveva ottenuto che Lutero fosse giudicato in terra tedesca. Mentre Lutero pubblicava l'Appello del dottor M. Lutero a un Concilio Ecumenico, da Roma alla fine del 1518 arrivò, con il pretesto della consegna della Rosa d'oro, il giovane sassone Carl von Miltitz, con l'incarico di convincere Lutero a rinunciare alla polemica pubblica. Lutero accettò di essere giudicato da una commissione presieduta da un vescovo tedesco e promise di pubblicare uno scritto per invitare tutti a rimanere obbedienti e sottomessi alla Chiesa; questo scritto fu intitolato l'Istruzione su alcune dottrine (1519). Il 29 marzo 1519 Miltitz ricevette un Breve di citazione con il quale Lutero era invitato a Roma con l'assicurazione di indulgenza e benevolenza. Successivamente si tenne fra Lutero e Giovanni Eck una discussione pubblica a Lipsia. Insoddisfatto Lutero scrisse l'opuscolo Resolutiones Lutherianae super propositionibus suis Lipsiae disputatis. Il 9 gennaio 1520 si riunì il primo Concistoro contro Lutero; in giugno fu emanata la Bolla Exsurge Domine che intimava a Lutero di ritrattare ufficialmente entro sessanta giorni o di comparire a Roma per fare altrettanto. Lutero replicò pubblicando ad agosto il libro Alla nobiltà cristiana di nazione tedesca, sulla riforma della cristianità, con il quale invitò i nobili, i capi, i tutori della nazione tedesca alla lotta contro il giogo pontificio e romano. Ad esso seguì nell'ottobre il trattato, più dottrinale e teologico, De captivitate babylonica ecclesiae, scritto dopo la diffusione in Germania della notizia della scomunica solenne pontificia. Lutero dichiarò che i suoi scritti sulle indulgenze erano pieni di superstizioni romane, criticò la celebrazione dell'eucaristia della Messa cattolica, criticò i voti, la dottrina e il modo di amministrare i sacramenti. Il 10 dicembre 1520, dopo aver avvisato la cittadinanza e gli studenti di Wittenberg, bruciò la bolla papale. Agli inizi del 1521 pubblicò una Difesa di tutte le proposizioni condannate dalla nuova Bolla. Lutero venne formalmente scomunicato. Il 27 gennaio 1521 si aprì la Dieta di Worms; di fronte all'assemblea rifiutò di ritrattare e il 25 maggio con l'Editto di Worms fu emesso un bando imperiale contro Lutero e i suoi seguaci e furono bruciati i suoi scritti. Lutero venne condotto in salvo nel castello di Wartburg per ordine del principe Elettore di Sassonia. A dicembre iniziò la traduzione del Nuovo Testamento; nel frattempo a Erfurt e a Wittenberg iniziarono violente agitazioni anticlericali. Lutero si recò di nascosto a Wittenberg travestito da cavaliere. Di ritorno al castello scrisse Una fedele esortazione a tutti i Cristiani a guardarsi dai tumulti e dalle rivolte. Nel 1521 morì papa Leone X e gli successe Adriano VI. La prima edizione del Nuovo Testamento, tradotto da Lutero in tedesco, fu pubblicata nel 1522; nello stesso anno i Ritter (cavalieri) si gettarono sulle terre dell'elettorato di Treviri, guidati da Franz von Sickingen e Ulrich Hutten, per aprire una breccia nel Vangelo ma furono sconfitti dalle forze del reggimento imperiale. Lutero pubblicò il libro Sull'autorità secolare, fino a che punto si sia tenuti a prestarle obbedienza (1523) contro gli anabattisti. Il 26 maggio 1524 si ebbe la prima insurrezione di contadini a Forchheim e il movimento si diffuse in tutta la Germania meridionale e centrale. Nell'aprile del 1525 Lutero pubblicò l'Esortazione alla pace, sopra i Dodici articoli dei contadini di Svevia, in tedesco. Nel maggio dello stesso anno morì Federico il Saggio; gli successe il fratello Giovanni. Tommaso Münzer fu sconfitto nella battaglia di Frankenhausen da Filippo d'Assia e dai principi di Sassonia e il 27 giugno fu giustiziato. Lutero pubblicò Una terribile storia e un giudizio di Dio sopra T. Münzer. Il 13 giugno 1525 Lutero sposò Caterina von Bora e pubblicò il De servo arbitrio contro Erasmo da Rotterdam. Nel giugno 1530 venne presentata la Confessione Augustana. A ottobre dello stesso anno Zwingli fu sconfitto e ucciso nella battaglia di Kappel. Nel febbraio del 1531 venne conclusa tra i principi e le città protestanti la Lega Smalcaldica. Nello stesso anno Lutero pubblicò l'Avvertimento del dottor M. Lutero ai suoi cari Tedeschi. Nel 1534 uscì la Bibbia completamente tradotta in tedesco da Lutero. Intanto veniva eletto papa Alessandro Farnese con il nome di Paolo III. Gli anabattisti presero il potere a Münster in Westfalia, ma nel giugno 1535 la città fu riconquistata dal vescovo Francesco di Waldeck con l'aiuto di Filippo d'Assia. Lutero morì a Eisleben il 18 febbraio 1546. 
lutèzio, sm. Elemento chimico del gruppo dei lantanidi, avente simbolo Lu, numero atomico 71 e peso atomico 174,97. È presente nei minerali contenenti ittrio. È un metallo dal colore argenteo, utilizzato per la preparazione di nuclidi stabili. 
Luthuli, Albert John (Rhodesia del Sud 1898-Durban 1967) Politico sudafricano. Dal 1952 fu presidente dell'ANC (African National Congress, Partito del Congresso Nazionale Africano) da lui fondato. Fu l'organizzatore di un vasto movimento contro l'apartheid e per l'eguaglianza razziale. Nel 1961 fu insignito del premio Nobel per la pace. Ha lasciato un'autobiografia, Let my people go (Libertà per il mio popolo, 1953). 
lùto, sm. 1 Fango. 2 Sostanza pastosa, costituita da litargirio e argilla impastati con olio di lino cotto, che indurisce per essiccamento. 
Luton Città (164.000 ab.) della Gran Bretagna, nella contea di Bedfordshire in Inghilterra. 
lutròforo, agg. e sm. 1 Nell'antica Grecia, fanciullo che portava l'acqua per il lavacro nelle cerimonie nuziali e nei riti funebri. 2 Anfora in cui era portata l'acqua per il lavacro. 
lùtto, sm. 1 Dolore per la morte di qualcuno. ~ disperazione. un grave lutto colpì la sua famiglia. 2 Segno esteriore con cui si esterna e si esprime tale dolore. ~ cordoglio. era sempre vestita a lutto, in abiti scuri. 
Lutto si addice ad Elettra, Il Dramma di E. O'Neill (1931). 
luttuosaménte, avv. In modo luttuoso. 
luttuóso, agg. 1 Che è causa di lutto. 2 Funesto. ~ infausto. <> giocondo. 
lutulènto, agg. Pieno di loto. 
Luvinàte Comune in provincia di Varese (1.282 ab., CAP 21020, TEL. 0332). 
lux, sm. Unità di misura dell'illuminamento. 
Luxemburg, Rosa (Zamosc, Polonia 1870-Berlino 1919) Rivoluzionaria tedesca di origine polacca. Di simpatie socialiste, fu costretta a espatriare riparando prima in Svizzera e poi in Germania. Schieratasi contro la guerra, fondò con C. Zetkin e Karl Liebknecht la Lega di Spartaco. Imprigionata durante la prima guerra mondiale, costituì nel 1918 il Partito comunista tedesco insieme a K. Liebknecht. Nella repressione militare della rivolta spartachista di Berlino nel gennaio del 1919 fu arrestata e uccisa insieme a Liebknecht. Teorica marxista rifiutò le posizioni più moderate degli altri militanti, esponendo le proprie idee in L'accumulazione del capitale (1912) e La crisi della socialdemocrazia (1915). 
lùxmetro, sm. Apparecchio in grado di misurare l'intensità di illuminamento. Si tratta di un fotometro portatile che si basa sull'effetto fotoelettrico. 
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