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mànco, agg. e avv. agg. (pl. m.-chi) Sinistro, mancino. 
avv. Meno. 
Manco Capac Nome di imperatori inca. 
Manco Capac I 
(XIII sec.) Figura a metà strada tra storia e leggenda, considerato il fondatore dell'impero inca del Perù nella valle del Cuzco. 
Manco Capac II 
(1513-1537?) Ultimo imperatore inca, eletto con l'aiuto di Pizarro, che però presto lo esautorò, autoproclamandosi governatore della Nuova Castiglia. Nel 1536 egli fuggì dalla capitale e guidò la resistenza antispagnola. 
mancorrènte, sm. Nelle estrazioni minerarie, ciascuno degli ascensori oppure dei pattini delle gabbie di estrazione, che abbracciano le guide di scorrimento. 
Mandalay Città (533.000 ab.) del Myanmar, capoluogo della provincia omonima (4.578.000 ab.), sul fiume Irrawaddy. Porto e centro commerciale della regione. Attivo l'artigianato dei metalli preziosi, della giada e del legno. Le principali industrie sono quelle tessili, alimentari, metalmeccaniche e del legno. La città è sede della pagoda di Arakan e del tempio di Kuthodaw (XIX sec.). 
Mandàlya, gólfo di Insenatura della Turchia, nella costa che si affaccia al mar Egeo. 
mandamentàle, agg. Relativo al mandamento. 
mandaménto, sm. La circoscrizione giudiziaria nel cui ambito opera un pretore. 
Mandanìci Comune in provincia di Messina (843 ab., CAP 98020, TEL. 0942). 
mandànte, sm. e sf. Chi dà l'incarico a un altro di eseguire un'azione. ~ commissionario. <> emissario. 
mandapa, sm. invar. 1 Nell'architettura indiana, edificio ipostilo che serve da vestibolo al santuario. 2 Specie di bandacchino a colonne utilizzato per proteggere la statua di una divinità. 
mandaràncio, sm. 1 Pianta ibrida del mandarino e dell'arancio. 2 Il frutto di tale pianta, simile al mandarino, ma più dolce. 
mandàre, v. tr. 1 Fare in modo che una persona vada in un luogo. furono mandati al fronte quanto prima possibile; mandare all'aria, far fallire qualcosa. 2 Di cosa, farla pervenire in un dato luogo. ~ inviare. <> ricevere. gli manḍ una lettera di scuse. 3 Emettere. ~ emanare. mandarono grida disperate di aiuto, ma nessuno era nei dintorni
mandarìna, sf. Nome volgare dell'Aix gelericulata (famiglia degli Anatidi), un'anatra originaria di Cina e Giappone, che presenta un collare di piume rosse e un ciuffo di lucenti penne verde-azzurre. 
mandarinàto, sm. In Cina e nell'Annam, funzione e dignità del mandarino. Era suddiviso in categorie e ranghi ai quali si accedeva tramite difficili esami riguardanti argomenti religiosi e letterari. 
mandarinésco, agg. Che è proprio di un mandarino. 
mandarinétto, sm. Liquore profumato con essenza di mandarino. 
Mandarini, I Romanzo di S. de Beauvoir (1954). Ambientato in Francia nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, il romanzo concentra la propria attenzione sui problemi di coscienza di due amici intellettuali di sinistra, Robert Dubreuilh, docente alla Sorbona, e Henri Perron, scrittore. Venuti a conoscenza dell'esistenza di campi di concentramento in Unione Sovietica, s'interrogano se si debba dire la verità o tacere per opportunità politica. La divergenza su questo problema di scelta porta i due amici a una rottura, che successivamente si ricomporrà. L'opera rispecchia dibattiti sviluppatisi nella sinistra europea negli anni del dopoguerra, che avrebbero trovato una conferma ufficiale a opera di Nikita Kruscev in occasione del XX congresso del partito comunista sovietivo (1956). 
mandarinìsmo, sm. Comportamento da mandarino. 
mandarìno, sm. 1 Alto dignitario di corte dell'impero cinese. 2 Angiosperma (Citrus nobilis) della famiglia delle Rutacee e dell'ordine delle Terebintali. Arbusto sempreverde originario della Cina. 3 Il frutto prodotto dalla pianta omonima, simile all'arancia, ma più piccolo e dolce. 
Mandarino meraviglioso, Il Balletto di B. Bartók, testo di M. Lengyel (Colonia, 1925).