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manovratóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi manovra. 2 Nelle stazioni, addetto allo spostamento dei veicoli ferroviari. ~ operatore. 
manrovèscio, sm. 1 Colpo inferto con il rovescio della mano. 2 Schiaffo. 
Mans, Le Città (146.000 ab.) della Francia, sul fiume Sarthe. Capoluogo del dipartimento della Sarthe, a 185 km da Parigi. Centro commerciale e di comunicazione. Le principali industrie sono quelle meccaniche, chimiche, metallurgiche, tessili, alimentari, della carta e del tabacco. Sede del famoso autodromo in cui si svolgono competizioni di livello internazionale. La città ospita edifici storici quali la cattedrale di St. Julien e Notre-Dame-de-la-Couture (XI-XIII sec.). 
mansàlva, sf. invar. Nella locuzione a mansalva, senza ostacoli. 
mansàrda, sf. Struttura particolare di tetto che consente di rendere abitabile il sottotetto. 
mansardàto, agg. Relativo a edificio costruito a mansarda. 
Mansart, François (Parigi 1598-1666) Architetto francese. Tra le opere la chiesa della Visitazione a Parigi (1632-1634), l'ala d'Orléans del castello di Blois (1635-1638) e il castello di Maisons a Maisons-Laffitte (1642-1650). 
Mansart, Joules Hardouin (Parigi 1646-Marly 1708) Architetto francese. Tra le opere il completamento del palazzo di Versailles (1678-1689 e 1697-1698), D˘me des Invalides (1680-1707) e Place Vend˘me (1687-1720) a Parigi. 
Mansell, Nigel (1954-) Pilota inglese. Nel 1992 fu campione del mondo e nella sua carriera conquistò ventidue gran premi con la Williams e tre con la Ferrari. 
Mansfield Park Romanzo di J. Austen (1814). 
Mansfield, Katherine (Wellington, Nuova Zelanda 1888-Fontainebleau 1923) Pseudonimo di Kathleen Mansfield Beauchamp Murry. Scrittrice neozelandese. Figlia di un uomo d'affari benestante, trascorse la fanciullezza a Karori, presso Wellington (gli avvenimenti di quel periodo saranno da lei rievocati nel bellissimo racconto Preludio, del 1917). Nel 1903 la famiglia si recò a Londra per iscrivere Kathleen e le sorelle al Queen's College, la prima istituzione inglese fondata appositamente per l'istruzione superiore delle ragazze. Tornò in patria quattro anni dopo, nel 1906. A quel tempo Kathleen aveva già scritto numerose poesie e racconti; dopo aver provato con vari pseudonimi, adottò quello di Katherine Mansfield. Nel marzo del 1907 la madre diede una festa nel giardino della loro casa di Wellington. Un incidente stradale accaduto a un vicino che abitava in un quartiere povero vicino quasì guastò l'atmosfera festosa della giornata. L'avvenimento servì come base del racconto The garden party. Nel 1908 tornò a Londra decisa ad affermarsi come scrittrice. Da allora non tornò più in Nuova Zelanda. Nel 1909 sposò improvvisamente G. C. Bowden, un insegnante di canto, ma il matrimonio si rivelò subito infelice. Seguì un'ulteriore storia d'amore con esito ugualmente infelice, a seguito della quale si trasferì per un certo periodo in Baviera. L'esperienza tedesca servì a raccogliere i materiali per la serie di racconti intitolata In una pensione tedesca. Nel 1911 tornò per breve tempo a vivere con Bowden, che la mise in contatto con A. R. Orage, editore del periodico di avanguardia The new age, sul quale pubblicò numerosi racconti. Nel 1911 conobbe il critico John Middleton Murry, del quale si innamorò e che sposò nel 1918, quando ebbe ottenuto il divorzio dal primo marito. Con questo matrimonio, entrò a far parte del circolo letterario frequentato da Virginia Woolf e da D. H. Lawrence. In seguito, i rapporti con Lawrence si guastarono. Nell'ottobre 1915, il fratello minore di Katherine, da lei molto amato, moriva sul fronte della prima guerra mondiale. Fu l'occasione per cercare di rievocare la fanciullezza in Nuova Zelanda: in questo periodo compose i suoi racconti migliori. Ammalatasi di tubercolosi, dal 1915 cercò la guarigione nel sud della Francia. Fu stroncata dal male a soli trentacinque anni. Tra le opere, Non parlo francese (1918), Beatitudine e altri racconti (1920) che segnò la sua affermazione come scrittrice, Il nido della colomba (1923) e La festa in giardino (1922). Lasciò, inoltre, la raccolta di liriche Poesie (1923), il Diario (1927) e le Lettere (1934), questi ultimi pubblicati postumi. La festa in giardino, che permette di apprezzare la grande sensibilità, la capacità di analisi, l'intelligenza e la finezza dell'autrice, è considerato il suo capolavoro. La Mansfield si dimostra maestra dell'arte di raccontare, con la sua capacità di rappresentare un personaggio attraverso la descrizione di un momento decisivo. 
mansio, sf. invar. Termine latino che indicava una stazione di tappa lungo le strade romane. 
mansionàrio, sm. Raccolta sistematica delle mansioni affidate a un dipendente o a un ufficio. 
mansióne, sf. Ufficio, incarico. ~ compito. 
mànso, sm. Durante il medioevo, divisione agraria costituente un appezzamento di terreno che veniva concessa in affitto a una famiglia di coloni (manenti o massari), dietro corresponsione di un censo, costituito soprattutto da servizi personali e da una parte dei prodotti ricavati. 
Mansuè Comune in provincia di Treviso (3.941 ab., CAP 31040, TEL. 0422). 
mansuefàre, v. tr. Rendere mansueto e domestico. 
Mansuèlli, Guìdo Achìlle (Monopoli, Bari 1916-) Archeologo italiano, professore di archeologia. Ha scritto numerose opere, tra le quali Galleria degli Uffizi: Le sculture (1958-1961), I Cisalpini (1962), Etruria (1963) e L'ultima Etruria (1988). 
mansuèto, agg. Mite, tranquillo. ~ arrendevole. <> aggressivo. 
mansuetùdine, sf. L'essere mansueto.