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metalloproteìna, sf. Proteina coniugata il cui gruppo prostetico è formato da una metalloporfirina. 
metalloscòpio, sm. In metallurgia, apparecchio utilizzato per rivelare i difetti strutturali o superficiali di pezzi di metallo. 
metallurgìa, sf. Scienza che studia i metodi e le tecnologie per la produzione e la lavorazione dei metalli, studiandone le proprietà e caratteristiche, in particolare relativamente alla protezione contro la corrosione. Si divide in metallurgia estrattiva e metallurgia fisica. La prima riguarda la preparazione del materiale grezzo, l'estrazione del metallo, la sua elaborazione e la preparazione delle leghe. L'estrazione è a sua volta distinta in pirometallurgia, nella quale il minerale è ridotto con carbone (usata per ferro, rame, piombo); elettrometallurgia, nella quale si ottiene il metallo per elettrolisi di sali fusi (alluminio, magnesio); galvanotecnica e idrometallurgia, nella quale il minerale è trattato con una soluzione tale da formare un sale solubile del metallo stesso (usata per argento, oro, nichel, zinco). Il metallo così ottenuto viene elaborato, mediante diversi processi come la raffinazione, l'affinazione per ottenere un metallo puro e l'alligazione per ottenere una sua lega di composizione definita. La metallurgia fisica consiste di tutti i processi di lavorazione dei metalli, per fusione, sinterizzazione, lavorazione plastica a caldo o a freddo, nonché i trattamenti termici e di superficie (brasatura, tempra, placcatura ecc.). 
metallùrgico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo alla metallurgia. 
sm. Operaio che lavora i metalli nelle industrie metallurgiche. 
metallurgìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Che si occupa di metallurgia. 
metalmeccànico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo alla metallurgia e alla meccanica. 
sm. Operaio delle industrie metallurgiche e meccaniche. 
metalògica, sf. (pl.-che) In matematica e in informatica, studio della semantica e della sintassi dei sistemi e dei linguaggi formali. 
metalògico, agg. (pl. m.-ci) Che è al di fuori delle leggi della logica. 
metamatemàtica, sf. (pl.-che) Secondo Hilbert, l'insieme dei metodi che utilizza la logica matematica per analizzare la coerenza di un linguaggio e per verificare la validità delle dimostrazioni. 
metamerìa, sf. 1 In chimica, un tipo di isomeria, tipica delle ammine, che dipende dalla sostituzione dell'azoto amminico con gruppi organici. 2 In zoologia, caratteristica della struttura corporea di molti animali, consistente nella ripetizione di segmenti di apparati lungo l'asse maggiore del corpo. 
metamèrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla metameria. 
metàmero, agg. e sm. agg. In chimica, di un composto isomero di un altro per metameria. 
sm. In zoologia, ognuno dei segmenti del corpo di un organismo metamerico. 
metamòrfico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a metamorfosi, soggetto a metamorfosi. 
metamorfìsmo, sm. È l'insieme di trasformazioni fisico-chimiche subite da una roccia sottoposta a variazioni di temperatura e pressione o ad agenti chimici e che producono la sua trasformazione o ristrutturazione. Quando, soprattutto per cause endogene, la temperatura aumenta, aumenta anche la solubilità in acqua dei minerali, la capacità della roccia di deformarsi senza rompersi e, quindi, si verificano fenomeni di ricristallizzazione. Quando invece aumenta la pressione, i minerali tendono a trasformarsi in altri minerali a minor volume molecolare o a modificare l'orientamento del reticolo cristallino. Gli agenti chimici infine possono modificare la composizione dei minerali, per apporto di nuove sostanze. 
metamorfopsìa, sf. Disturbo della vista per il quale il soggetto vede gli oggetti di forma diversa da quella reale. 
metamorfosàre, v. v. tr. 1 Sottoporre a metamorfosi. 2 Trasformare. ~ cambiare. 3 In geologia, trasformare una roccia con un processo di metamorfismo. 
v. intr. pron. Essere soggetto a metamorfosi. 
metamorfosàto, agg. Che presenta metamorfosi. 
metamòrfosi, sf. invar. 1 Trasformazione. ~ mutamento. aveva subito una metamorfosi del carattere, diventando intrattabile. 2 Mutamenti a cui vanno soggetti alcuni animali prima di giungere a pieno sviluppo. la metamorfosi della crisalide
Metamorfosi (L'asino d'oro) Romanzo di L. Apuleio (II sec.). Insieme al Satyricon di Petronio rappresenta l'unica testimonianza di romanzo antico in lingua latina a noi pervenuta. Vi si narrano le avventure di Lucio che, per la curiosità nei confronti delle pratiche magiche, viene accidentalmente trasformato in asino, invece che in uccello come avrebbe desiderato; come asino viene coinvolto in varie vicende finché la dea Iside lo restituisce a forma umana. All'interno della vicenda principale è inserita la favola di Amore e Psiche. Ritornato uomo, Lucio diventa sacerdote di Iside. L'opera è simbolica e in gran parte autobiografica. L'originale impasto di tratti diversi variamente combinati nel tessuto linguistico fanno dello stile di Apuleio uno dei più originali di tutta la letteratura latina. 
Metamorfosi 
Poema di P. Ovidio Nasone (3-8). 
Metamorfosi, La Racconto di F. Kafka (1916). Narrazione dell'improvvisa trasformazione di un uomo in scarafaggio e della sua morte. Svegliandosi da sogni agitati, il commesso viaggiatore Gregor Samsa constata che il suo corpo si è trasformato in un insetto mostruoso. La sua capacità di ragionare è tuttavia rimasta intatta e gli consente di analizzare la situazione con estrema lucidità. Osservando la camera, la finestra, la conformazione del suo nuovo corpo che gli impedisce di cambiare posizione, si persuade di essere sveglio. La sua attività di commesso viaggiatore, per quanto sgradita, è l'unica fonte di mantenimento della famiglia, perciò non è possibile sottrarvisi. Tra l'altro, avendo difficoltà di movimento, finirà per arrivare in ritardo. Intanto, i famigliari, rendendosi conto del ritardo bussano alla porta della sua stanza. Con grande sforzo, Gregor riesce a sollevarsi e a girare la chiave, aprendo la porta. La reazione di orrore lo obbliga a rientrare nella stanza. Inizia il calvario della segregazione e dell'isolamento: costretto a rimanere nella sua stanza, ascolta i rumori della casa e le conversazioni dei famigliari. Solo la sorella entra rapidamente nella sua stanza per portargli da mangiare. La situazione peggiora progressivamente. I mobili vengono portati via dalla stanza, il padre reagisce alla sua vista colpendolo con le mele che gli causano una grave ferita. Gregor prova gravi sensi di colpa per non poter più svolgere il proprio lavoro, dal quale dipende la sopravvivenza della famiglia. Una sera, mentre la sorella sta suonando il violino, Gregor si avvicina silenziosamente; quando si accorgono della sua presenza, tutti fuggono. Da quel momento, Gregor viene chiuso nella sua camera. Poche ore dopo, Gregor muore per effetto della ferita riportata in precedenza. Quando viene trovato morto, la famiglia tira un sospiro di sollievo. 
Le interpretazioni di questo racconto sono molteplici. Ogni immagine può essere collegata a un simbolo e a un significato ispirato alla vita dell'autore. In questo senso, il racconto deve essere letto insieme ad altri testi di Kafka, tra i quali, l'altrettanto famosa Lettera al padre. Nella metamorfosi è stato visto il rifiuto del protagonista per il lavoro. La figura del padre ha esclusivamente i caratteri negativi dell'oppressione. Al di fuori delle interpretazioni autobiografiche, il testo suggerisce temi come la solitudine, l'abbandono, la mancanza di integrazione con la comunità, sentiti vivamente nell'epoca moderna. 
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