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Meyer, Julius Lothar (Varel 1830-Tubinga 1895) Chimico e fisiologo tedesco. Fu autore di una tavola degli elementi chimici analoga a quella mendeleeviana. 
Meyerbeer, Giàcomo (Tasdorf 1791-Parigi 1864) Compositore tedesco, fu in Germania e in Italia, dove fu influenzato da G. Rossini. La più fortunata delle opere del periodo italiano fu Il crociato in Egitto (1824), nella quale si avverte chiaramente l'influenza di G. Rossini. Meyerbeer si trasferì poi in Francia dove studiò l'opera francese e si affermò con un nuovo genere operistico, il cosiddetto grand-opéra. Rispetto all'opera italiana, questo tipo di opera teatrale è caratterizzato dalla preferenza per soggetti di ispirazione storica, dall'inserimento di balletti tra gli atti, da allestimenti fastosi e dall'accentuazione delle situazioni teatrali. Pur se criticato, questo metodo di fare musica, che incontrava l'accoglienza entusiastica del pubblico grazie all'intelligenza teatrale di Meyerbeer, finì per condizionare anche musicisti di valore come R. Wagner e G. Verdi. Le principali opere sono Roberto il diavolo (1831), Gli ugonotti (1836), Il profeta (1846), La stella del nord (1854), L'africana (1865), e l'opera-comique Dinorah (1859). 
Meyerhof, Otto (Hannover 1884-Filadelfia 1951) Fisiologo tedesco. Compì importanti studi sulla respirazione cellulare e nel 1922, con A. Hill, fu insignito del premio Nobel. 
Meyrink, Gustav (Vienna 1868-Starnberg, Baviera 1932) Romanziere austriaco. Tra le opere Golem (1915). 
Mezen Fiume (910 km) della Russia. Nasce dai monti Timani e sfocia nella baia omonima. 
Mezènzio Personaggio mitologico, re etrusco alleato di Turno contro Enea. Il supplizio che prese il suo nome consisteva nel legare a un uomo vivo un cadavere, fino alla morte. 
mèzza, sf. invar. 1 La metà dell'ora. 2 Mezzogiorno e mezzo. 
mezzacalzétta, sf. Persona fisicamente, intellettualmente o socialmente mediocre. 
mezzacartùccia, sf. (pl.-ce) Persona dappoco. 
mezzacòsta, sf. La parte mediana di un terreno in pendio, sul fianco di una collina o di un monte. 
mezzadrìa, sf. Contratto agrario con il quale il proprietario di un fondo agricolo si associa con il suo coltivatore per la coltivazione e la suddivisione degli utili. In Italia, nel 1964 la nuova legge sui patti agrari proibì la stipula di nuovi contratti di mezzadria e dal 1982 è possibile trasformare i contratti di mezzadria in normali contratti di affitto, con i quali il coltivatore ha la responsabilità in autonomia della coltivazione del fondo e deve riconoscere al proprietario un canone, indipendente dal raccolto prodotto. 
mezzadrìle, agg. Relativo alla mezzadria. 
mezzàdro, sm. Chi coltiva un podere a mezzadria. 
Mezzàgo Comune in provincia di Milano (2.848 ab., CAP 20050, TEL. 039). 
mezzàla, sf. (pl.-i) Nel gioco del calcio, giocatore disposto tra l'ala e il centravanti, in attacco. 
mezzalàna, sf. (pl. mezzelàne) Tessuto misto di lana e cotone. 
mezzalùna, sf. (pl. mezzelùne) 1 Parte della luna illuminata per metà. 2 Coltello curvo a due manici usato in cucina. recuperò la mezzaluna per affettare le cipolle. 3 Simbolo dell'islamismo. 
mezzàna, sf. 1 Vela che si stende a poppa della nave. 2 Donna che favorisce illeciti amori. ~ ruffiana. 
Mezzàna Comune in provincia di Trento (848 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 
Mezzàna Bìgli Comune in provincia di Pavia (1.246 ab., CAP 27030, TEL. 0384).