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Monesìglio Comune in provincia di Cuneo (853 ab., CAP 12077, TEL. 0174). 
Monet, Claude (Parigi 1840-Giverny 1926) Pittore francese. Non ricevette una formazione culturale raffinata. Nel 1858, l'incontro a Le Havre con il pittore Eugène Boudin lo spinse verso la pittura di paesaggio. Esordì con la pittura en plein air, studiò con M. G. Gleyre e conobbe J. Renoir, A. Sisley e J. F. Bazille. La sua opera dal titolo Impression. Soleil levant (1872, Museo Marmottan a Parigi) ispirò il termine impressionismo per indicare il nuovo tipo di pittura (1874). Il paesaggio di Monet rivela un nuovo rapporto tra il pittore, la luce e il colore. La natura vive in tutta la sua mobilità e lo spettatore vive in mezzo a essa: l'acqua, fonte di vita, è un elemento fondamentale della pittura di Monet, che ricorre in numerosi quadri. Già nella Grenouillère del 1869 la mobilità dell'acqua e i riflessi sono resi distribuendo i colori a macchie accostate a forma di piccole strisce orizzontali. Lo studio del colore portò Monet a realizzare numerose variazioni sullo stesso soggetto. Tra le altre opere si ricordano Donne in giardino (1866), la serie Cattedrale di Rouen: effetto di luce mattutina; primo sole; in pieno sole; tempo grigio (1894), la serie Vedute del Tamigi (1899-1904), la serie Ninfee (1909-1926). Monet è considerato tra i principali rappresentanti dell'impressionismo. 
monéta, sf. 1 Mezzo di pagamento utilizzato negli scambi, valuta. ~ divisa. 2 Disco di metallo coniato dallo stato. 3 Denaro in genere. ~ spiccioli. 
monetàbile, agg. Che può essere ridotto in moneta. 
monetàggio, sm. Spesa per la coniazione della moneta. 
monetàle, agg. Concernente la moneta. 
monetàre, v. v. tr. Trasformare in moneta. 
v. intr. Coniare moneta. 
monetàrio, agg. Relativo alla moneta. 
monetarìsmo, sm. Teoria particolarmente attiva negli anni '80 che sostiene che il ciclo economico è controllato dall'offerta di moneta e non dal volume degli investimenti come sostenuto dai keynesiani. 
monetarìsta, sm. Sostenitore del monetarismo. 
monetazióne, sf. La fabbricazione della moneta. 
monetizzàre, v. tr. 1 Determinare il valore in denaro di un bene. 2 Convertire qualcosa in denaro. 
monetizzazióne, sf. Trasformazione in moneta. 
Monfalcóne Comune (27.000 ab., CAP 34074, TEL. 0481) in provincia di Gorizia sulla costa adriatica del golfo di Panzano. Le principali risorse economiche sono date dai cantieri navali e dalle industrie meccaniche correlate, oltre alle industrie chimiche, alimentari, tessili, elettroniche ed elettrotecniche. Interessanti i resti delle terme romane. 
Monferràto Storica regione piemontese, approssimativamente compresa tra i fiumi Po, Tanaro, Belbo e Bormida. Una depressione la divide in Alto Monferrato a sud e Basso Monferrato a nord. Il territorio prevalentemente collinoso favorisce l'economia agricola della regione, basata sulla coltivazione di cereali e della vite, con elevata produzione di vini pregiati. I principali centri della regione sono Acqui, Alba, Alessandria, Asti, Canelli, Casale Monferrato e Nizza Monferrato. Tra il X e l'XI sec. si formò il marchesato del Monferrato, assegnato dapprima agli Aleramici per passare poi a Federico II Gonzaga, duca di Mantova, al quale fu dato da Carlo V. Le guerre dinastiche scoppiate dopo che Francesco IV morì senza lasciare eredi furono combattute dal 1613 al 1617 e dal 1627 al 1630 a seguito della rivendicazione della regione da parte di Carlo Emanuele di Savoia. Il trattato di Cherasco (1631) divise il Monferrato tra Francia, Savoia e Gonzaga. Dopo la guerra di successione spagnola, il trattato di Utrecht (1713) assegnò l'intero Monferrato ai Savoia. 
monferrìna, sf. Antica danza popolare del Monferrato. 
monferrìno, agg. e sm. agg. Relativo al Monferrato. 
sm. Nativo o abitante del Monferrato. 
Monfòrte d'Àlba Comune in provincia di Cuneo (1.968 ab., CAP 12065, TEL. 0173). 
Monfòrte San Giórgio Comune in provincia di Messina (3.226 ab., CAP 98041, TEL. 090). Centro agricolo (olive, uva e vino) e industriale (lavorazione del legno e materiali edili). 
Monfùmo Comune in provincia di Treviso (1.381 ab., CAP 31010, TEL. 0423).