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Montevideo Città (1.305.000 ab.) e capitale dell'Uruguay. Porto sul Rio de la Plata, è il più importante centro commerciale e culturale del paese. Le risorse economiche principali sono le industrie alimentari, tessili, calzaturiere, chimico-farmaceutiche, del cemento e della carta. Fu fondata nel 1726 da B. M. de Zabala e divenne capitale con la formazione del nuovo stato. Durante l'assedio subito nella guerra civile (1843-1851) contribuirono alla sua difesa volontari europei, tra i quali gli italiani guidati da G. Garibaldi. I principali monumenti sono la cattedrale (1783) e il palazzo del Cabildo (1804), entrambi di stile noeclassico. 
Conferenza di Montevideo 
Conferenza nella quale si approvò un accordo sui diritti e doveri degli stati. Fu indetta per iniziativa degli Stati Uniti dal dicembre 1933 al gennaio del 1934. 
Montezèmolo Comune in provincia di Cuneo (228 ab., CAP 12070, TEL. 0174). 
Montezùma (Tenochtitl´n 1390 ca.-1469) Imperatore azteco. Già durante il regno del suo fratellastro Izcoatl si distinse nella guerra contro le tribù indigiene del Messico. Divenuto imperatore, proseguì l'espansione al sud e fece ricostruire la capitale Tenochtitl´n dopo una violenta inondazione. 
Montezùma II (Tenochtitl´n 1466-1520) Imperatore azteco dal 1502. Nel 1519 si sottomise remissivamente a Cortés, identificandolo con Quetzalcoatl. Questo però lo rese inviso ai sudditi che, nell'anno successivo, durante la rivolta antispagnola, lo uccisero. 
Montfort Nobile famiglia francese nota già nel periodo merovingio. Il capostipite fu Guglielmo conte di Hainaut (952). Nel XII sec. Simone III ebbe la contea di Leicester in Inghilterra. Il figlio Simone IV partecipò alla quarta crociata, guidò la lotta contro gli albigesi (1209) e morì nell'assedio di Tolosa. Simone IV ebbe due figli, Amaury IV e Simone, il quale, sposata la sorella di Enrico III (1248), guidò l'opposizione dei baroni contro il cognato, ma fu sconfitto e ucciso nella battaglia di Evesham. 
Montfort, Guìdo (?-1287) Nobile inglese, figlio di Simone. Lottò contro Carlo d'Angiò in Italia. 
Montfort, Simone (1200 ca.-1265) Nobile inglese. Fu alla guida dell'opposizione baronale contro Enrico III. 
Montfort, Simone IV (1150-1218). Nobile inglese, conte di Leicester. Nel 1213, alla guida della crociata contro gli albigesi, conquistò Tolosa. 
Montgelas, Maximilian (Monaco di baviera 1759-1838) Politico bavarese. Ministro degli esteri del re di Baviera Massimiliano I Giuseppe dal 1799 al 1817, promosse l'ammodernamento dell'amministrazione statale. 
Montgolfier, Jacques-Étienne (Vidalon-lés-Annonay, Vivrais 1745-Serrières Ardèche 1799) Inventore francese. Con il fratello Joseph-Michel realizzò l'aerostato ad aria calda e il 5 giugno 1783 compì la prima ascensione. Leggendo un trattato di Priestley, ebbe l'idea di riempire un pallone con un gas più leggero dell'aria per farlo volare. Assieme al fratello fu nominato membro dell'Accademia delle scienze. 
Montgolfier, Joseph-Michel (Vidalon-lés-Annonay, Vivrais 1740-Balaruc-les-Bains Hérault 1810) Inventore francese. Con il fratello Jacques-Etienne realizzò l'areostato ad aria calda e il 5 giugno 1783 compì la prima ascensione. Dopo ripetuti tentativi, riuscirono a innalzare un amongolfiera a più di 1.000 m. Assieme al fratello fu nominato membro dell'Accademia delle scienze. 
montgomery, sm. invar. Giaccone di lana dotato di cappuccio e allacciato con alamari (dal nome del generale inglese che durante la seconda guerra mondiale indossava un capo simile). 
Montgomery Città (187.000 ab.) degli USA, sul fiume Alabama. Capitale dello stato dell'Alabama. 
Montgomery, Benard Law (Kennington 1887-Isington Mill 1976) Militare inglese. Comandò l'ottavo corpo d'armata in Africa durante la seconda guerra mondiale (1942) e sconfisse a El Alamein le forze italo-tedesche. Nel 1943, conquistata la Tunisia, guidò lo sbarco in Sicilia. Nel 1944, dopo aver organizzato insieme al generale statunitense Eisenhower lo sbarco in Normandia, guidò le forze alleate sul fronte settentrionale. Dal 1951 al 1958 ebbe il comando in seconda delle forze della NATO. 
Montherlant, Henri Millon de (Parigi 1896-1972) Drammaturgo. Tra le opere Port-Royal (1954) e La guerra civile (1965). 
Mónti Comune in provincia di Sassari (2.698 ab., CAP 07020, TEL. 0789). 
Mónti, Attìlio (Ravenna 1906-Cap d'Antibes 1994) Industriale italiano. Fu l'industriale principale nel campo zuccheriero e della raffinazione del petrolio e dal 1967 entrò anche nell'editoria dei giornali (Il resto del Carlino, La Nazione, Il giornale d'Italia, Stadio). 
Mónti, Eugènio (Dobbiaco 1928-) Atleta. Alle olimpiadi del 1968 fu campione di bob a due e bob a quattro. Detiene undici titoli mondiali. 
Mónti, Luìgi detto Luisìto (Buenos Aires 1901-1983) Calciatore italo-argentino. Fece parte della nazionale argentina. Nel 1931 passò alla Juventus e con essa conquistò quattro scudetti e un titolo mondiale (1934). Fece anche parte della nazionale italiana (diciotto volte). 
Mónti, Vincènzo (Alfonsine, Ravenna 1754-Milano 1828) Poeta e letterato. Fu a Roma dal 1778 sotto la protezione di don Luigi Braschi, nipote di Pio VI e scrisse alcune opere tra cui l'ode Prosopopea di Pericle (1779), i poemetti La bellezza dell'universo (1781) e Ode al signor di Montgolfier (1784), le tragedie Aristodemo (1786) e Galeotto Manfredi (1788) e un poemetto contrario alla rivoluzione francese La Basvilliana (1793). Nel 1799 si trasferì a Parigi, diventando aperto sostenitore di Napoleone e ottenendo la carica ufficiale di poeta (1804) del regno d'Italia. In questo periodo scrisse Il bardo della Selva Nera e La spada di Federico II, esaltando la figura di Napoleone. Con ll ritorno degli austriaci, nonostante alcune opere celebrative (Ritorno di Astrea, 1816), cadde in disgrazia e si dedicò a studi linguistici e letterari, partecipando alla polemica tra classicisti e romantici, nella quale prese le parti dei primi (Sulla mitologia, 1825). Altre opere furono la tragedia Caio Gracco (1800), la traduzione della Pucelle d'Orléans di Voltaire, L'invito a Pallade (1819) e la Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al vocabolario della Crusca (1817-1826) nella quale prese posizione contro il purismo linguistico. Il capolavoro di Monti è comunque la traduzione dell'Iliade di Omero (1810).