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omeostàsi, sf. 1 Caratteristica di mantenere costanti le variabili fisiologiche del mezzo interno al variare delle condizioni esterne. Viene attuata attraverso meccanismi di regolazione. 2 In cibernetica indica la caratteristica di un sistema all'autoregolazione. 
omeostàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'omeostasi. 
omeotelèuto, agg. Che ha la stessa desinenza. 
omeotermìa, sf. Termine con il quale si indica la condizione degli esseri viventi che mantengono costante la loro temperatura corporea a prescindere dalle variazioni della temperatura ambientale. 
omeotèrmo, agg. e sm. 1 Di corpo che ha la stessa temperatura. 2 Che ha temperatura costante. 
omeprazòlo, sm. Farmaco che inibisce la sintesi di acido cloridrico bloccando la pompa protonica delle cellule parietali dello stomaco. 
omeràle, agg. 1 Relativo all'omero. 2 Ampia fascia portata durante le funzioni religiose dal celebrante cattolico. 
Arteria omerale 
Arteria del braccio che va dall'ascella al gomito; qui si divide nelle arterie radiale e ulnare. 
omèrico, agg. 1 Relativo a Omero. ~ epico. 
Omèro (IX sec. a. C.) Sommo poeta epico greco. Incerte le notizie biografiche, secondo un passo autobiografico attribuitogli (Inno ad Apollo), era cieco e girovago. La città natale non è nota e le città di Chio, Smirne, Atene, Argo, Salamina, Rodi e Colofone si disputavano, già nell'antichità, l'onore di avergli dato i natali. Un'analisi linguistica delle opere sembra far prevalere comunque un'origine ionica. La questione omerica, sull'autore, del quale viene messa in dubbio anche l'esistenza, e sulle opere, ebbe inizio in età ellenistica, con Xenone ed Ellanico che attribuirono a Omero la sola Iliade. Cicerone riportò l'attribuzione della redazione dell'Iliade e dell'Odissea a letterati dei tempi di Pisistrato (VII sec. a. C.). Ciononostante Omero fu ritenuto personaggio storico fino all'inizio del XVIII sec., quando F. H. d'Aubignac e G. B. Vico sostennero che la poesia di Omero è in realtà opera di più rapsodi. Nel Prolegomena ad Homerum (1795) F. A. Wolf, sulla base di numerose contraddizioni all'interno delle due opere, sostenne l'inesistenza di Omero e fece risalire l'origine dei due poemi a due canti, opera di più aedi e poi ampliati e sistemati ad Atene, al tempo di Pisistrato. Nonostante i pareri discordanti, sembra ormai accertata l'ipotesi secondo la quale l'Iliade e l'Odissea hanno origine da materiale della tradizione orale, raccordato da interventi successivi. L'Odissea è comunque ritenuta da tutti posteriore all'Iliade. Secondo la tradizione altre opere di Omero sarebbero gli Inni, la Piccola Iliade, la Batracomiomachia e i due poemetti Margites e Focide
Iliade 
Poema in ventiquattro libri e 15.693 esametri. L'azione narrata si svolge in cinquantuno giorni del decimo anno della guerra di Troia. Sono i giorni del ritiro di Achille dal combattimento, per protesta contro Agamennone, dell'uccisione di Patroclo, amico di Achille, da parte di Ettore e del rientro in battaglia di Achille stesso, che uccide Ettore, portando la Grecia alla vittoria. 
Odissea 
Poema epico in ventiquattro libri e 12.110 esametri. Narra il ritorno dell'eroe greco Ulisse da Troia a Itaca, le peripezie del viaggio e la vittoriosa lotta contro i Proci che intendevano usurparne il regno insidiando la moglie Penelope. 
òmero, sm. Osso lungo che forma lo scheletro del braccio ed è dotato di tre superfici articolari sporgenti. La superiore, articolata con la scapola, è detta testa dell'omero e consente al braccio un'ampia libertà di movimento rispetto al tronco, mentre le due inferiori sono articolate con il radio (condilo) e con l'ulna (troclea) e costituiscono l'articolazione del gomito, che permette all'avambraccio una flessione di quasi 180° nei confronti del braccio. L'omero è collegato a numerosi muscoli preposti ai movimenti della spalla (trapezio, deltoide e grande pettorale) e del gomito (bicipite e tricipite). 
omertà, sf. Intesa tra malavitosi al fine di ostacolare la ricerca del colpevole. 
ométtere, v. tr. Tralasciare. ~ evitare. <> inserire. 
ométto, sm. 1 Piccolo uomo. 2 Birillo del biliardo. 
omiciàttolo, sm. Uomo di poco conto. 
omicìda, agg., sm. e sf. agg. Che dà la morte. 
sm. e sf. (pl. omicidi) Chi ha commesso un omicidio. ~ assassino. 
omicìdio, sm. Delitto commesso da chi provoca la morte di una o più persone, indipendentemente dall'età e dalle condizioni di salute della o delle vittime. Il reato di omicidio si distingue in omicidio volontario o doloso, preterintenzionale e colposo. La legge italiana punisce l'omicidio volontario con la reclusione da ventuno anni all'ergastolo. ~ uccisione, delitto. 
Omicidio in diretta Film thriller, americano (1998). Regia di B. De Palma. Interpreti: N. Cage, G. Sinise, C. Cugino. 
òmicron, sm. invar. 1 Lettera dell'alfabeto i cui simboli corrispondenti erano o e O. 2 Segno numerico usato dagli antichi Greci. Scritto accompagnato da un apice (o') equivaleva a settanta mentre con un apice in basso a sinistra (,o) valeva 70.000. 
Omignàno Comune in provincia di Salerno (1.542 ab., CAP 84060, TEL. 0974). 
omilàtica, sf. (pl.-che) L'arte del comporre e riportare un discorso sacro. 
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