Home page
pirossenìte, sf. Roccia eruttiva intrusiva fortemente basica formata principalmente da un minerale del gruppo dei pirosseni e in cui si trovano anche anfiboli, olivina e plagioclasio (in quantità ridotta). 
piròsseno, sm. Minerale appartenente agli inosilicati, costituito da silicati di vari elementi (magnesio, calcio, ferro ecc.), differenziato a seconda del tipo di cristallizzazione (monoclina, rombica, triclina). Di colore verdastro, e di composizione complessa, si trova in rocce magmatiche e metamorfiche; alcuni esempi sono augite e diopside (monoclini), bronzite e ipersteno (rombici). 
pirotècnica, sf. Arte di fabbricare i fuochi artificiali. 
pirotècnico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che concerne i fuochi artificiali. spettacolo pirotecnico
sm. 1 Chi prepara i fuochi artificiali. 2 Stabilimento militare in cui si preparano bossoli, spolette, munizioni. 
pirouette, sf. invar. Nel ballo, giro completo su se stessi, in dentro o in fuori, eseguito in punta di piede o sulla mezza punta da un danzatore. 
Pìrra Personaggio mitologico, moglie di Deucalione e figlia di Epimeteo. 
pìrrica, sf. (pl.-che) Nell'antica Grecia, danza armata attribuita a Pirrico. 
pirrìchio, sm. Piede composto da due sillabe breve. ~ dibraco. 
Pìrro (319-Argo 272 a. C.) Re dell'Epiro, figlio di Eacida, fu un grandissimo condottiero. Dopo alterne fortune in Grecia e Tessaglia, si spostò in Italia, accorrendo in aiuto di Taranto, minacciata dai romani, che sconfisse prima a Eraclea (280 a. C.) poi ad Ascoli di Puglia (279 a. C.). Le vittorie gli costarono gravissime perdite (da cui deriva il termine vittoria di Pirro). In seguito passò in Sicilia, alleandosi con i greci contro Cartagine. Tornò poi nell'Italia continentale ma andò incontro a una sconfitta, presso Benevento (275 a. C.). Tornato in Epiro, entrò in conflitto con il re macedone Antigono, e fu infine ucciso. 
Pirrofìte Suddivisione del regno vegetale, classe delle Protofite, comprendente circa 1.100 specie, dette anche alghe di fuoco. Sono organismi unicellulari, dotati di flagello per il movimento e a volte fosforescenti. Popolano il mare e nel golfo del Messico possono concentrarsi in quantità così elevate da originare il fenomeno delle maree rosse. 
pirròlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al pirrolo. 
pirròlo, sm. Composto eterociclico (C4H5N) liquido, di colore giallastro, con odore pungente simile a quello del cloroformio. Bolle a 130 °C e polimerizza per azione della luce. Si trova nel catrame, nella nicotina e nelle porfirine. Si ottiene per sintesi dall'immide dell'acido succinico. 
pirronìsmo, sm. 1 Dottrina di Pirrone e dei suoi seguaci. 2 Atteggiamento scettico. ~ diffidenza. 
pirrotìna, sf. Solfuro di ferro con rame, cobalto e manganese che si trova in masse compatte granulari e, a volte, in cristalli esagonali bronzei o bruno-rossi. 
pirùvico, agg. (pl. m.-ci) Di acido piruvico, il più semplice dei chetoacidi. È un liquido incolore molto diffuso nei tessuti animali (proviene dal metabolismo dei carboidrati). 
Pìsa Città (100.000 ab., CAP 56100, TEL. 050) capoluogo di provincia della Toscana, situata sul fiume Arno. La città ha origini liguri; nel IV sec. a. C. era un centro etrusco, quindi divenne colonia romana nel 179 a. C. e poi municipio romano (89 a. C.). I romani trasformarono la città in un centro portuale e navale importantissimo. I vantaggi della presenza del porto si protrassero nel medioevo, in particolare con la prima crociata. In seguito la città conobbe una notevole decadenza, soprattutto a causa del conflitto con Genova, conclusosi con la sconfitta pisana nella battaglia della Meloria (1284). La città passò dunque sotto il dominio dei Visconti (all'inizio del Quattrocento) e poi di Firenze. Importante centro culturale sia nel passato, sia attualmente, con l'università fondata nel 1343 e la famosa Scuola Normale Superiore. L'economia si basa sul commercio di prodotti agricoli, sull'attività industriale (settore meccanico, tessile, farmaceutico) e sui flussi turistici, attratti soprattutto dalla notevole presenza di monumenti e opere d'arte, il cui fulcro è costituito dalla Piazza dei Miracoli, in cui sorgono il duomo (XI-XII sec.), il battistero (XII-XIV sec.), il campanile (1173, la famosa torre pendente); altri edifici notevoli sono le chiese di San Frediano (XI-XII sec.), Santa Caterina (XIII-XIV sec.), Santo Stefano dei Cavalieri (1569), i palazzi dell'Orologio e dei Cavalieri. 
Provincia di Pisa 
(2.448 km2, 390.000 ab.) Il territorio alterna tratti pianeggianti a profili collinari ed è attraversato dai fiumi Arno e Secchia. Importante la viticultura. Presenti industrie metalmeccaniche e calzaturifici. Tipici a Larderello sono i soffioni boraciferi. 
Pisacàne, Càrlo (Napoli 1818-Sanza 1857) Patriota e scrittore, fu ufficiale nell'esercito borbonico, ma la sua carriera militare fu interrotta dalla sua fuga con Enrichetta Di Lorenzo (moglie di un suo cugino), con la quale andò dapprima a Londra e poi a Parigi. Pisacane tornò in Italia solo allo scoppio della prima guerra d'indipendenza, per combattere gli austriaci e fu poi a Roma dove, con Mazzini, contribuì alla vita della repubblica. Caduta quest'ultima, si stabilì a Genova. Il suo intento, esposto nel trattato Saggi storici-politici-militari sull'Italia (1858-1860) era quello di coinvolgere tutte le fasce popolari nei tentativi di insurrezione; a questo scopo, guidò la tragica spedizione di Sapri, nel 1857, con cui voleva organizzare l'insurrezione dell'Italia meridionale; il tentativo fallì; isolato e accerchiato dalle truppe borboniche, i suoi uomini vennero assaliti e uccisi dalla popolazione a Sanza. Pisacane, per non cadere prigioniero, si uccise (primo luglio 1857). 
Pisanèllo (1395 ca.-Roma 1455 ca.) Pittore e medaglista, fine esecutore di opere nell'ambito del gotico internazionale, di cui era una figura rappresentativa. Eseguì affreschi (Ciclo cavalleresco, 1424-1425; San Giorgio e la principessa, 1436-1438), ritratti (Lionello d'Este, 1441; Principessa estense, 1435-1440) e numerosi disegni e medaglie, di cui si rivelò un autore molto abile. 
Pisàni Antica famiglia veneziana, le cui origini risalgono al X sec., che fece fortuna con il commercio e con la finanza e si divise in vari rami, con molti esponenti illustri nella vita della città lagunare. Niccolò fu un ammiraglio e combatté contro i genovesi, nella guerra del 1350-1355. Vettor (1324-1380) fu anch'egli ammiraglio, uno dei maggiori della storia veneziana; sconfisse i genovesi a Porto d'Anzio. Andrea, ammiraglio, combatté contro i turchi. 
Pisàni, Alvìse (1663-1741) Nobile veneziano e diplomatico. Nel 1735 fu eletto doge.