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protocanònico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a quei libri delle Sacre Scritture la cui ispirazione è stata unanimemente riconosciuta dalla chiesa. 
protoceratops, sm. invar. Genere di dinosauri ornitischi, lunghi fino a 2,5 m., antenati dei ceratopsidi. Appartiene alla famiglia dei Protoceratopsidi. 
protocèrebro, sm. Il primo paio di gangli del complesso gangliare sopraesofageo degli Insetti. 
protocollàre, agg. e v. agg. Relativo a protocollo, conforme al protocollo. 
v. tr. Registrare a protocollo. 
protocollìsta, sm. e sf. (pl.-i) Impiegato che tiene il protocollo. 
protocòllo, sm. 1 Registro dove i notai trascrivono i testamenti e i rogiti. 2 Libro dove si registra, in ordine cronologico, tutta la corrispondenza in arrivo e in partenza. 
Protodonàti Ordine di Insetti simili agli attuali odonati; comparsi nel Permiano e vissuti tra il Carbonifero e il Lias, comprendevano i giganti tra gli Insetti con il genere Meganeura con apertura alare fino a 70 cm. 
protofìllo, sm. Foglia primordiale. ~ cotiledone. 
Protofìte Organismi vegetali semplici, genericamente denominati alghe, funghi e muffe, suddivisi nelle classi Euglenofite, Pirrofite, Crisofite, Feofite, Rodofite, Mixomiceti, Eumiceti. 
protògino, sm. Roccia derivata per metamorfismo da un granito a una mica in cui la biotite si è trasformata in clorite. 
protomàrtire, sm. Il primo martire, Santo Stefano. 
pròtome, sf. Testa di animale, di mostro o di uomo usata anticamente come decorazione di frontoni, cornici e simili. 
protomèdico, sm. (pl.-ci) Il medico principale di un ospedale. 
protomòrfo, agg. e sm. Riferito a quei tipi umani che mostrano caratteri somatici arcaici, per esempio alcuni gruppi africani e asiatici di difficile classificazione. 
protomotèca, sf. Collezione di protomi. 
protòne, sm. Particella elementare con carica positiva che costituisce, assieme al neutrone, il nucleo degli atomi. Il protone ha carica uguale e opposta a quella dell'elettrone ma, come il neutrone, ha una massa molto superiore (1.836 volte maggiore), per cui è legittimo affermare che il nucleo concentra quasi completamente la massa dell'atomo. Quando un nucleo perde le proprie caratteristiche di stabilità, è possibile che il protone si trasformi; allora il protone può dare origine a un neutrone, emettendo un positrone (radioattivitÓ beta­+­) oppure catturando un elettrone (cattura K). Quando invece avviene una collisione tra un protone e il relativo antiprotone, entrambe le particelle diventano mesoni. Anche se la chimica tradizionale considera il protone come la più piccola particella dotata di carica positiva esistente in natura, studi recenti hanno portato a ritenere che sia dotato di una struttura interna composta da 3 quark. 
protonèma, sm. (pl.-i) Filamento verde che si forma dalle spore dei Muschi e su cui poi si svilupperà il relativo gametofito. 
protònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo al protone. 2 Di fonema che precede immediatamente la sillaba accentata. 
protonotàrio Carica civile in uso nell'impero bizantino per indicare un funzionario che svolgeva la funzione di notaio presso il re. Nei regni svevi e normanni di Sicilia e dell'Italia meridionale passò a definire invece il capo dei notai del re. 
Il protonotario apostolico attualmente è uno dei sette prelati del collegio preposto alla registrazione degli atti della curia romana. 
protoplàsma, sm. (pl.-i) La materia vivente di una cellula.