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protomotèca, sf. Collezione di protomi. 
protòne, sm. Particella elementare con carica positiva che costituisce, assieme al neutrone, il nucleo degli atomi. Il protone ha carica uguale e opposta a quella dell'elettrone ma, come il neutrone, ha una massa molto superiore (1.836 volte maggiore), per cui è legittimo affermare che il nucleo concentra quasi completamente la massa dell'atomo. Quando un nucleo perde le proprie caratteristiche di stabilità, è possibile che il protone si trasformi; allora il protone può dare origine a un neutrone, emettendo un positrone (radioattivitÓ beta­+­) oppure catturando un elettrone (cattura K). Quando invece avviene una collisione tra un protone e il relativo antiprotone, entrambe le particelle diventano mesoni. Anche se la chimica tradizionale considera il protone come la più piccola particella dotata di carica positiva esistente in natura, studi recenti hanno portato a ritenere che sia dotato di una struttura interna composta da 3 quark. 
protonèma, sm. (pl.-i) Filamento verde che si forma dalle spore dei Muschi e su cui poi si svilupperà il relativo gametofito. 
protònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo al protone. 2 Di fonema che precede immediatamente la sillaba accentata. 
protonotàrio Carica civile in uso nell'impero bizantino per indicare un funzionario che svolgeva la funzione di notaio presso il re. Nei regni svevi e normanni di Sicilia e dell'Italia meridionale passò a definire invece il capo dei notai del re. 
Il protonotario apostolico attualmente è uno dei sette prelati del collegio preposto alla registrazione degli atti della curia romana. 
protoplàsma, sm. (pl.-i) La materia vivente di una cellula. 
protoplasmàtico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne il protoplasma. 
protoràce, sm. Il primo dei tre segmenti del torace degli insetti. 
protoromàntico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Che, o chi, precorre il romanticismo. 
protosincrotróne, sm. Sincrotrone acceleratore di protoni. 
protostélla, sf. Fase iniziale dell'evoluzione di una stella caratterizzata dall'inizio delle reazioni termonucleari che si verificano quando la temperatura in un ammasso di gas e polveri in fase di contrazione gravitazionale raggiunge valori di circa 10-15 milioni di gradi. 
Protostòmi Metazoi provvisti di celoma; il blastoporo della gastrula diventa la bocca dell'individuo adulto, mentre l'ano si sviluppa in un secondo tempo. 
protostòria, sf. Periodo di transizione che va dai tempi storici fino alla preistoria, in particolare alle prime documentazioni scritte. 
protòtipo, sm. 1 Primo modello. 2 L'esemplare per eccellenza. ~ campione, esempio. 
Protottèridi Famiglia di Pesci dipnoi ceratodiformi diffusi in Africa; il suo unico genere Protopterus è uno dei pochi esempi in cui l'evoluzione non ha provocato modificazioni morfologiche e organiche nell'aspetto. 
protòttero, sm. Pesce (Protopterus aethiopicus) della famiglia dei Lepidosirenidi e dell'ordine dei Ditteriformi. Di colore marrone, raggiunge 1,4 m. Vive nei fiumi dell'Africa insaccandosi nel fango nei periodi di siccità. 
protoxilèma, sm. Insieme degli elementi legnosi di un fascio vascolare che, dopo aver subito per primi una differenziazione e aver funzionato per breve tempo, vengono rimpiazzati dal metaxilema. 
Protozòi Animali unicellulari di dimensioni microscopiche (2-3 micron), appartenenti al regno dei Protisti. Si nutrono di materiale organico e prediligono gli ambienti acquatici; alcuni sono parassiti. La riproduzione dei protozoi avviene per via sessuale e asessuale; alcuni sono dotati di scheletro (interno o esterno). I protozoi si dividono in Flagellati, fra cui il tristemente famoso agente che trasmette la malattia del sonno, Ciliati, la cui locomazione è garantita dal movimento di organi detti ciglia, Sporozoi, tra cui il Plasmodium che trasmette la malaria nell'uomo e Rizopodi, tra cui l'Ameba, causa di malattia letale nell'uomo. 
protozòico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della più antica era geologica che presenta qualche traccia di vita. 
protràrre, v. v. tr. 1 Tirare in lungo, prolungare. 2 Differire, rinviare. ~ dilazionare. <> affrettare. 
v. intr. Durare a lungo, oltre il limite.