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arrogànza, sf. Atteggiamento arrogante e presuntuoso. ~ tracotanza. <> modestia. 
arrogàre, v. v. tr. Rivendicare qualcosa che non spetta. 
v. intr. pron. Attribuirsi, usurpare. ~ pretendere. 
arrogazióne, sf. Nel diritto romano, adozione da parte di un pater familias di un altro pater familias che poneva quest'ultimo con i suoi figli e i suoi beni sotto la patria potestà del primo. 
arrogazióne, sf. Nel diritto romano, adozione da parte di un pater familias di un altro pater familias che poneva quest'ultimo con i suoi figli e i suoi beni sotto la patria potestà del primo. 
arroncigliàre, v. tr. 1 Torcere, fasciare. ~ avvolgere. 2 Raggrinzire. ~ increspare. 3 Afferrare con il ronciglio. 
arrondissement, sm. invar. Circoscrizione amministrativa della Francia. 
Arróne Comune in provincia di Terni (2.748 ab., CAP 05031, TEL. 0744). 
arronzàrsi, v. intr. pron. Darsi da fare. ~ affaccendarsi. 
arrossaménto, sm. L'arrossare, l'arrossarsi. ~ infiammazione. 
arrossàre, v. v. tr. Far diventare rosso. ~ imporporare. 
v. intr. pron. Diventare rosso. 
arrossiménto, sm. Rossore. 
arrossìre, v. intr. 1 Divenire rosso in volto. ~ avvampare. <> impallidire. 2 Vergognarsi. 
arrostàre, v. v. tr. Agitare. 
v. rifl. 1 Difendersi agitando le mani. ~ ripararsi. 2 Agitarsi. ~ dimenarsi. 
arrostìre, v. v. tr. Cuocere cibi a fuoco vivo. ~ rosolare. 
v. intr. pron. Prendere la tintarella. ~ abbronzarsi. 
arròsto, avv. e sm. avv. Mediante arrostimento. 
sm. Carne arrostita. 
arrotaménto, sm. Antico supplizio della ruota che consisteva nello spaccare le membra del condannato, nel legarlo ai raggi di una ruota e lì lasciarlo morire. 
arrotàre, v. tr. 1 Rendere affilata una lama. ~ molare. <> smussare. arrotare un coltello. 2 Investire con un veicolo. 3 Digrignare i denti. 4 Levigare delle pietre. 
arrotatùra, sf. L'arrotare, l'essere arrotato. 
arrotìno, sm. Chi per mestiere arrota lame e ferri taglienti. 
arròto, sm. 1 Pubblico funzionario che viene chiamato a collaborare con un altro funzionario. 2 Nell'ordinamento comunale fiorentino, cittadino che veniva chiamato a concorrere all'elezione dei priori.