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salinàio, sm. Colui che lavora in una salina. 
Salinàri, Càrlo (Montescaglioso, Matera 1919-Roma 1977) Critico e storico letterario. Insegnò nelle università di Milano e di Roma. Membro del partito comunista, partecipò alla resistenza contro il fascismo. L'ispirazione marxista lo portò a propugnare con forza il neorealismo in letteratura. Tra le opere La questione del realismo (1960), Storia popolare della letteratura italiana (1962), Preludio e fine del realismo in Italia (1967) e Miti e coscienza del decadentismo italiano (1960, studi su G. D'Annunzio, G. Pascoli, A. Fogazzaro e L. Pirandello). 
Salinas, Pedro (Madrid 1892-Boston 1951) Poeta spagnolo. Tra le opere Presagi (1923) e La voce che ti devo (1934). 
salinatùra, sf. Insieme delle operazioni eseguite per l'estrazione del sale da una salina. 
Salinger, Jerome David (New York 1919-) Romanziere. Tra le opere Il giovane Holden (1951) e Nove racconti (1953). 
salinità, sf. invar. Percentuale di sali contenuta in una sostanza. 
salìno, agg. Relativo al sale, contenente sale. 
salìre, v. v. tr. 1 Percorrere verso l'alto. 2 Arrampicarsi. salire la cima
v. intr. 1 Procedere verso l'alto. ~ montare. <> scendere. 2 Librarsi nell'aria. <> precipitare. 3. Aumentare. <> dimunuire. il numero dei presenti continuava a salire. 
Salisàno Comune in provincia di Rieti (541 ab., CAP 02040, TEL. 0765). 
Salisbùrgo Città (140.000 ab.) dell'Austria, che si affaccia sul fiume Salzach, ai piedi del Mönchsberg (542 m); è capoluogo del land omonimo, oltre che via principale dell'Europa, sia ferroviaria che stradale. Notevole centro industriale, con le numerose industrie meccaniche, alimentari, chimiche, del legno e dell'abbigliamento, tessili e della birra. Riveste una grande importanza dal punto di vista delle attività musicali e culturali, famose in tutto il continente, concernenti principalmente il festival mozartiano. Famoso centro musicale, Salisburgo in passato ebbe come direttori della cappella di corte e della cattedrale celebri musicisti quali G. Muffat, H. I. F. Biber, M. Haydn, Leopold e W. A. Mozart (la città divenne il più importante centro di studio e di divulgazione dell'opera di Mozart). Centro turistico molto frequentato per le sue attrattive naturali e artistiche. Sede di un'università e di vari edifici culturali. L'odierna Salisburgo (il cui nome ricorda le miniere di sale sfruttate nel medioevo) ebbe origine da un monastero (diventato famoso per la scuola di canto) fondato nel VII sec. dal vescovo di Worms San Ruperto; successivamente nel 798 divenne sede arcivescovile. Gli arcivescovi della città vennero nominati principi dell'impero nel 1278 da Rodolfo d'Asburgo, svolgendo un'opera importantissima nella colonizzazione tedesca dell'Austria. Nella città vecchia che si estende sulla sinistra del fiume, si trova la casa natale di Wolfgang Amadeus Mozart (sede del Mozart Museum) e il castello di Hohensalzburg, prevalentemente gotico, fondato nell'XI sec. sulle rovine di un'antica fortezza romana. Rimasta quasi intatta nel corso della seconda guerra mondiale che danneggiò invece i quartieri moderni, la città vecchia presenta strade e piazze con fontane e monumenti di pregevole fattura, palazzi, case e chiese nelle quali predomina lo stile barocco. La città moderna conserva il castello barocco di Mirabell (residenza estiva degli arcivescovi), la chiesa di Sankt Andreas e il teatro civico. 
Stato di Salisburgo 
Stato (484.000 ab.) federato dell'Austria, al confine con l'Italia e la Germania. Capitale la città omonima. Comprende il versante settentrionale degli Alti Tauri, le valli superiori dei fiumi Mur e Salzach, parti delle Alpi e Prealpi Salisburghesi e del Salzkammergut. Le principali attività sono date dallo sfruttamento del sottosuolo (ferro, rame, sale), dall'allevamento del bestiame, dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie del legno. Fiorente il turismo. 
Salisbury, Robert Arthur Talbot Gascoyne Cecil marchése di (Hatfield 1830-1903) Politico britannico. Di ideologia conservatrice, dal 1881 fu a capo del partito succedendo a Disraeli. Fu anche tre volte primo ministro (1885, 1886-1892 e 1895-1902). 
saliscéndi, sm. invar. 1 Meccanismo di chiusura delle porte. ~ nottolino. 2 Salite e discese alternate. 
salish, sm. invar. Lingua parlata dai salish. Costituisce uno dei gruppi della famiglia algonchina wakash. 
salìta, sf. 1 Il salire, l'ascesa. <> discesa. 2 Strada che procede verso l'alto. ~ erta, rampa. 
salìva, sf. Secreto delle ghiandole salivari che viene prodotto in presenza del cibo e anche in seguito a riflessi condizionati quali la vista del cibo o il ricordo di esso. Composta prevalentemente da acqua, ha la funzione di favorire la masticazione, la deglutizione e la digestione del cibo grazie al suo potere di lubrificante e alla ptialina (enzima) in essa contenuta. ~ bava. 
salivàre, agg. e v. agg. (o salivàle) Della saliva. 
v. intr. Secernere saliva. 
salivatòrio, agg. (pl.-òri) Relativo alla salivazione. 
salivazióne, sf. Emissione di saliva. 
Salizzòle Comune in provincia di Verona (3.741 ab., CAP 37056, TEL. 045). 
Salk, Jonas Edward (New York 1914-La Jolla, California 1995) Microbiologo statunitense, compì numerose ricerche sui virus dell'influenza e scoprì nel 1952 il vaccino antipoliomielite composto da virus uccisi e somministrabile per via parenterale, sostituito nel 1961 da quello per via orale scoperto da A. Sabin. 
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