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stalattìte, sf. Deposito calcareo analogo alla stalagmite che pende dalla volta della grotta. 
stalattìtico, agg. (pl. m.-ci) Che ha forma di stalattite. 
Stalettì Comune in provincia di Catanzaro (2.429 ab., CAP 88060, TEL. 0961). 
Stalin, Iosif Visarionovic Dzugasvili detto (Gori, Tbilisi 1879-Mosca 1953) Uomo politico sovietico, fu uno dei massimi personaggi della storia contemporanea mondiale. Iscritto al seminario di Tbilisi, venne cacciato nel 1898 per l'intensa propaganda a favore del Partito socialdemocratico russo; venne mandato in Siberia dal 1913 al 1917 per la sua attività sovversiva. Fece ritorno a San Pietroburgo all'indomani dello scoppio della rivoluzione di febbraio; venne eletto commissario alle nazionalità del primo governo sovietico, favorendo un pratico riconoscimento delle minoranze etniche presenti nell'URSS. Per le grandi doti organizzative, dimostrate nel corso della guerra civile, venne eletto segretario generale del Partito comunista (1922), dopo che Lenin fu colpito da emiplegia; in seguito alla morte di Lenin (1924), si alleò con Kamenev, esautorando così Trockij, sostituendo alla sua teoria della rivoluzione permanente la scelta della costruzione del socialismo in un solo paese. Cacciati dal partito Kamenev e Bucharin (1927) ed esiliato Trockij, attraverso il primo piano quinquennale, tentò la carta della rapida industrializzazione dell'Unione Sovietica e della collettivizzazione forzata dell'agricoltura (1930). Con il pretesto dell'assassinio di Kirov (1934), iniziò la campagna di purghe, con le quali (1935-1938) si liberò della vecchia guardia bolscevica instaurando un regime dittatoriale incentrato sul partito e sulla sua persona, rafforzato continuamente mediante l'uso del terrore e del controllo poliziesco. Dopo aver fornito un nuovo volto all'economia e alla società russa, intorno agli anni '30, Stalin ristabilì i contatti con l'occidente europeo, siglando nel 1939 un patto con Hitler di non aggressione e di spartizione della Polonia. All'indomani dell'attacco tedesco all'URSS del 1941, si alleò con gli angloamericani nella coalizione antinazista, segnando una tappa decisiva verso la sconfitta della Germania hitleriana. Nel dopoguerra diede avvio a una fase di ricostruzione del paese e all'incremento della potenza militare sovietica, cercando anche di rendere più simile al modello sovietico i governi dei paesi dell'Europa orientale. 
Stalingràdo Nome della città di Caricyn, dal 1925 al 1961 nella Federazione russa, attribuito in onore di Stalin. 
Battaglia di Stalingrado 
Battaglia combattuta nell'agosto del 1942, nel corso della seconda guerra mondiale, tra i tedeschi e le armate russe; in seguito alle vittoriose offensive sul Don, le truppe germaniche puntarono sulla città, la cui conquista avrebbe significato il controllo della più importante via fluviale russa di rifornimento. Il 15 settembre i tedeschi, giunti al centro della città, dovettero affrontare una resistenza accanita dei sovietici che durò per tutto l'inverno; circondati i nemici, dopo sessantasette giorni di resistenza, le truppe del maresciallo Timosenko piegarono le truppe tedesche, comandate dai generali Von Paulus e Strecker: 91.000 tedeschi, fra cui 2.500 ufficiali e ventiquattro generali furono fatti prigionieri, mentre oltre 120.000 uomini rimasero uccisi. In seguito a questa battaglia iniziò una serie di sconfitte che nel giro di poco tempo decretò la fine della Germania hitleriana. 
staliniàno, agg. Riguardante Stalin. 
stalinìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Relativo alle idee di Stalin. 
sm. e sf. Sostenitore politico di Stalin. 
Stalker Film di fantascienza, russo (1980). Regia di Andreij Tarkowskij. Interpreti: Aleksander Kajdanovski, Anatolij Solonitsyn, Nikolaj Grinko. Titolo originale: Stalker 
stàlla, sf. 1 Luogo coperto in cui è alloggiato il bestiame. 2 Il bestiame stesso. 3 Luogo sudicio e sporco. 
stallàggio, sm. (pl.-gi) 1 La stalla annessa agli alberghi di un tempo. 2 Il pagamento per l'utilizzo di questa stalla. 
stallàre, v. intr. 1 Di animali domestici, defecare. 2 Di aeroplano, andare in stallo. 
stallàtico, agg. e sm. (pl.-ci) agg. Relativo alla stalla. 
sm. 1 Concime. 2 Stalla. 
stallìa, sf. Il periodo di tempo, indicato dal codice della navigazione italiano, durante il quale il capitano di una nave deve aspettare che sia eseguito il carico o lo scarico della merce di una nave senza che il noleggiatore debba corrispondere un compenso non compreso nel nolo. 
stallière, sm. Individuo che tiene in ordine la stalla e ha cura delle bestie. 
Stallings, Laurence (Macon, Georgia 1894-1968) Drammaturgo e romanziere statunitense. Tra le opere, Plumes (1924, Piume) e What Price Glory? (1924, Il prezzo della gloria), First Flight (1925, Primo volo), The Buccaneer (1925) scritte per il teatro con M. Anderson, oltre ai numerosi lavori cinematografici. 
stallìno, agg. 1 Relativo alla stalla. 2 Di animale, nato e allevato in stalla. 3 Di un tipo di allevamento di bovini, ovini ed equini che viene effettuato completamente al chiuso, nella stalla, negli ovili o nella scuderia. 
stallìvo, agg. Di cavallo, che è rimasto per lungo tempo in scuderia. 
stàllo, sm. 1 Scanno, sedile. 2 Posizione del re negli scacchi in cui è impossibile muovere in quanto finirebbe in scacco. 3 Immobilismo. 4 Riduzione della portanza sulle ali di un aereo. 
stallóne, sm. Cavallo da riproduzione. 
Stallone d'argento, Lo Romanzo di J. B. Cabell (1926). 
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