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Stratiomìidi Famiglia di Insetti Ditteri con corpo robusto e livree scure a macchie gialle o verdi. 
stratiòta, straiòte o straiòto, sm. (pl.-i) Soldato contadino dell'impero bizantino a cui venivano elargiti fondi militari per l'equipaggiamento e per il sostentamento. 
stràto, sm. 1 Materiale che viene steso, con vario spessore su una superficie. 2 Il materiale presente fra due stratificazioni successive. 3 Livello di uno scavo archeologico che corrisponde a un'unica epoca storica. 4 Classe sociale. 5 Distesa di nuvole. 
stratocùmulo, sm. Nuvola bassa e grigia di forma tondeggiante. 
stratonémbo, sm. Nuvola bassa e scura, estesa orizzontalmente e frastagliata sui confini. 
stratopàusa, sf. sing. Regione compresa fra l'alta atmosfera e la stratosfera. 
stratosfèra, sf. sing. Strato dell'atmosfera terrestre che si trova tra i dodici e i cinquanta chilometri di altezza, compreso tra la troposfera e la mesosfera. La parte superiore ospita l'ozonosfera e rispetto alla troposfera risulta caratterizzata da una elevata stabilità e riduzione del contenuto di vapore acqueo, a causa della regolare disposizione dell'aria in strati a temperatura crescente (da-55 a 0° C). 
stratosfèrico, agg. (pl. m.-ci) 1 Riguardante la stratosfera. 2 Eccezionale. 3 Spropositato. ~ esoso. <> equo. 
stràtta, sf. Strappo o colpo violento e improvviso. ~ strattone. 
strattonàre, v. tr. Spingere con urti, strattoni. 
strattóne, sm. Spinta, strappo rapido e improvviso. 
Strauch, Maksim Maximovic (Mosca 1900-1974) Attore russo. Lavorò con Mejerchold e fu assistente di S. Ejzenstejn. Tra le sue interpretazioni, La cimice e Il bagno di V. Majakovskij, La grande aurora (1938, nella parte di V. I. Lenin) e La battaglia di Stalingrado, (1949, nella parte di V. M. Molotov). 
Strauss, Botho (Naumburg 1944-) Drammaturgo tedesco. Tra le opere: Gli ipocondriaci (1972), Volti noti, sentimenti misti (1974), Il parco (1983), Il tempo e la stanza (1995). 
Strauss, Johann figlio (Vienna 1825-1899) Compositore e direttore d'orchestra austriaco. Nonostante l'iniziale opposizione paterna, studiò musica e a soli diciannove anni, nel 1844, creò un'orchestra propria. Iniziò l'attività rivaleggiando con il padre, lo superarò rapidamente, guadagnandosi l'appellativo di re del valzer. Alla morte del padre, mise insieme le due orchestre che guidò nelle esecuzioni in Europa e negli Stati Uniti (1872). Tra le diciotto composizioni teatrali, si ricordano Il pipistrello (operetta, 1874), Una notte a Venezia (1883), Lo zingaro barone (operetta, 1885), Sangue viennese (1889). Tra le composizioni strumentali: 503 tra danze e marce per orchestra (tra cui i noti valzer Sul bel Danubio blu, 1867; Vita d'artista, 1867; Storie del bosco viennese, 1868; Vino donne e canto, Sangue viennese, 1871; Rose del sud, Voci di primavera, 1882; Valzer dell'imperatore, 1888). Con la sua musica seppe farsi interprete dell'atmosfera spensierata della Vienna asburgica, confezionando lavori di grande vivacità melodica e di strumentazione raffinata. 
Strauss, Johann padre (Vienna 1804-1849) Compositore austriaco. Iniziò la sua carriera nel 1825 quando formò un'orchestra di quattordici elementi, per la quale compose musiche di danza e con la quale ottenne un grande successo. Scrisse sopratutto valzer e ne codificò la struttura fondamentale (ritmo elegante, strumentazione accurata e gusto viennese). Per questo fu definito il padre del valzer. Tra le sue opere La marcia Radetzky (1848). 
Strauss, Richard Georg (Monaco 1864-Garmisch-Partenkirchen 1949) Compositore e direttore d'orchestra tedesco, uno dei maggiori esponenti del decadentismo musicale. Formatosi nella tradizione di Wagner e Liszt, sviluppò il linguaggio musicale soprattutto dal punto di vista della ricerca coloristica ed espressiva dell'orchestra. Questo lo portò a dedicarsi principalmente al genere del poema sinfonico. Tra le opere, Don Giovanni (1888), Morte e trasfigurazione (1889), Till Eulenspiegel (1895), Coś parḷ Zarathustra (1896), Don Chisciotte (1897), Sinfonia delle Alpi. Nell'ambito teatrale riprese lo stile wagneriano spingendolo verso un titanismo ultraromantico, anticipatore dell'espressionismo (Salomè 1905; Elettra 1909). L'ultimo periodo della sua produzione è contrassegnato da un ritorno a uno stile più semplice e meno elaborato (Il cavaliere della rosa,1911; Arianna a Nasso, 1911; La donna senz'ombra, 1919) e nell'interesse per la mitologia classica (Dafne, 1937, L'amore di Danae, 1938-1940). 
stravaccàrsi, v. rifl. Assumere una posizione sdraiata molto scomposta. 
stravaccàto, agg. Sdraiato in modo scomposto. 
stravagànte, agg. e sm. agg. 1 Originale, eccentrico. ~ bizzarro. <> classico. 2 Che esula da abitudini comuni, dalla consuetudine. 
sm. Chi ha atteggiamenti fuori dal comune, eccentrici. 
stravagànza, sf. L'essere stravagante, eccentricità. 
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