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Novità del sito: nuova versione dei giochi da scacchiera giocabili online Gomoku e Halatafl

  

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transénna, sf. 1 Barriera provvisoria che impedisce o regola il passaggio. 2 Parapetto di marmo che divide il presbiterio dalla navata. 3 Inferriata. 
transennàre, v. tr. Delimitare utilizzando delle transenne. 
transessuàle, sm. e sf. 1 Chi assume atteggiamenti tipici del sesso opposto. 2 Chi ha cambiato, mediante intervento chirurgico, il proprio sesso. 
transessualìsmo, sm. Transessualità. 
transessualità, sf. invar. L'essere transessuale. 
transètto, o transétto, sm. La navata trasversale delle chiese con pianta a croce latina. 
transeùnte, agg. Che passa, che è soggetto a cambiamenti e alla fine. 
Trans-Europ-Express Complesso di treni internazionali che collegano le principali città dell'Europa occidentale. Viene abbreviato usando la sigla TEE. 
transfer, sm. invar. Insieme delle macchine che controllano il trasferimento ed eseguono in sequenza la lavorazione di un pezzo meccanico. 
transferàsi, sf. invar. Classe di enzimi in grado di trasferire aggruppamenti o radicali atomici o parti di molecole organiche su altre molecole. Le transferasi si trovano nei tessuti animali e vegetali e nei microrganismi. 
trànsfert, sm. invar. In psicologia termine che indica la tendenza di un soggetto in terapia a trasferire sull'analista situazioni affettive vissute in precedenza, specie nell'infanzia. Può essere negativo o positivo in base all'atteggiamento del paziente e a esso inconsciamente l'analista risponde con un controtransfert
trànsfuga, sm. e sf. (pl. m.-ghi) 1 Disertore. ~ rinnegato. 2 Apostata. ~ fedigrafo, traditore. 
transgenètica, sf. (pl.-che) Settore della biologia che studia gli organismi transgenici nel cui corredo genetico è stato inserito un DNA estraneo e che sono capaci di trasmettere il gene estraneo ai discendenti. 
transgènico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Relativo a un animale o un vegetale il cui patrimonio genetico è stato modificato mediante le tecniche dell'ingegneria genetica. 
Transhimalaya Sistema montuoso dell'Asia centrale, al margine meridionale del Tibet. Vetta più elevata nei monti Aling Kangri (7.315 m). 
transiberiàno, agg. Che attraversa da un'estremità all'altra la Siberia. 
transìgere, v. v. intr. Essere cedevole, lasciar correre. non poteva transigere su simili questioni di principio
v. tr. Accomodare una controversia. le parti in causa furono invitare a transigere la questione
Transilvània Chiamata anche Ardeal (tedesco Siebenbürgen, ungherese Erdély). Regione geografica e storica della Romania centrale. Si estende per 62.000 km2 con un altopiano ondulato compreso tra i monti Apuseni a ovest, i Carpazi orientali a est, le Alpi Transilvaniche a sud e i Carpazi Boscosi a nord. Il territorio digrada verso la pianura del Tibisco, alimentato dai fiumi Mures e Somes che solcano la regione. La popolazione è in gran parte dedita alla coltivazione di cereali, barbabietole, frutta, lino, patate e all'allevamento di bovini e suini. Una buona risorsa economica è rappresentata anche dallo sfruttamento forestale e del sottosuolo (gas naturale, lignite, ferro, salgemma). Le industrie sono soprattutto metallurgiche, meccaniche, tessili e di raffinazione dello zucchero. La popolazione è costituita da romeni e da minoranze tedesche e magiare. La regione venne conquistata dai romani e ne fu dominio dal 105 al 271. Verso la fine dell'XI sec. divenne dominio ungherese, ma conservò una certa autonomia. Nel XVI e XVII sec., a seguito della vittoria turca sulla monarchia magiara, giunse all'indipendenza costituendo un principato indipendente. Nel 1691 entrò a far parte dell'impero austro-ungarico e dal 1867 ebbe sorte comune a quella dell'Ungheria, fino a che venne ceduta alla Romania nel 1918. L'Ungheria continuò le sue rivendicazioni sulla Transilvania fino al 1940 quando con l'arbitrato di Vienna ottenne la parte meridionale della regione. Dopo la seconda guerra mondiale (1947) con il trattato di pace di Parigi il territorio ritornò interamente alla Romania. 
transilvànico, agg. (pl. m.-ci) Della Transilvania. 
transìstor, o transistóre, sm. invar. Componente attivo dei circuiti elettronici. Bardeen e Brattain lo idearono per primi nel 1947, mentre Shockley ne ampliò le applicazioni con l'invenzione del transistor a giunzione. Il modello originale di transistor (a punte di contatto) consiste in un blocchetto di metallo semiconduttore collegato tramite la base a un elettrodo e a contatto attraverso l'altra faccia con un elettrodo emettitore e un elettrodo collettore. Nelle aree di contatto le cariche si distribuiscono in maniera tale da provocare il passaggio di corrente in un solo senso, da elettrodo a cristallo. All'elettrodo emettitore viene attuata una polarizzazione diretta applicando una tensione tale da indurre la conduzione in un senso, mentre al collettore viene realizzata una polarizzazione inversa, applicando una tensione in senso opposto. Il transistor a giunzione si differenzia dal precedente perché è costituito dalla successione di tre cristalli semiconduttori, il centrale dei quali ha conduzione diversa da quella dei due estremi. Può essere realizzato con successione p n p, oppure n p n, dove per p ed n si intendono convenzionalmente i due tipi di conduzione. I transistor offrono il vantaggio di presentare un ingombro molto limitato, sono solidi, mancano del filamento riscaldato e consentono un risparmio energetico notevole. Tutto ciò comporta un loro vasto impiego. 
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