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vaiolatùra, sf. 1 Comparsa di macchie e poi di corrosione su un pezzo metallico. 2 Lo stesso che vaiolo. 
Vaiolet Valle del Trentino Alto Adige, nelle Dolomiti del Catinaccio. È collegata alla Val di Fassa. 
vaiòlo, sm. Malattia infettiva virale molto contagiosa e spesso letale, causata da un virus del genere Poxvirus, che causa pustole sparse per il corpo che lasciano segni permanenti e complicazioni polmonari, renali e nervose. Il contagio avviene direttamente per contatto con persone od oggetti contaminati. Esiste il vaccino ricavato dal virus che provoca il vaiolo nei bovini. Il vaiolo è stato dichiarato debellato nel 1980 dall'Organizzazione mondiale della sanità. 
vaiolòso, agg. e sm. agg. Relativo al vaiolo. 
agg. e sm. Che, chi è affetto da vaiolo. 
Vairàno Patenòra Comune in provincia di Caserta (5.930 ab., CAP 81058, TEL. 0823). 
vairóne, sm. Pesce cipriniforme con dorso grigio scuro e ventre argenteo. Ha una lunghezza media di 24 cm. Vive nelle acque interne dell'Europa centrorientale ma si trova anche nell'Italia settentrionale. 
Vaisala, Vihlo (1899-1969) Meteorologo finlandese. Ideò la moderna radiosonda. 
vaisesika, sm. invar. Uno dei sei sistemi filosofici ortodossi del bramanesimo. Attestato a partire dal I secolo d. C. è collegato col il nyãya. È basato su una concezione atomistica dell'universo e si prefigge lo scopo di classificare tutte le manifestazioni della natura. 
vaisya, sm. invar. Deriva dal sanscrito. Membro della terza delle quattro grandi caste del bramanesimo che comprendeva commercianti, allevatori e contadini. Era destinato a reincarnarsi ancora prima della liberazione (moksa). 
Vajgac Isola della Russia, nel mar di Kara, separata dalla Novaja Zemlja dalla Porta di Kara. 
Vajònt Comune in provincia di Pordenone (1.369 ab., CAP 33080, TEL. 0427). 
Vajont 
Corso d'acqua (14 km) del Veneto. Confluisce nel fiume Piave presso Longarone. 
Vakaló, Eléni (Costantinopoli 1921-) Poetessa greca. Iniziò la sua attività pubblicando liriche di ispirazione surrealista; nelle opere successive utilizzò un linguaggio più chiaro e comprensibile e s'indirizzò verso il superamento del naturale soggettivismo emozionale. È anche autrice di saggi e lavori di critica d'arte. Tra le opere Tema e variazioni (1945), Nella forma dei teoremi (1951), Genealogia (1971), Il significato delle immagini (1975), Ritmi ed espressioni dell'arte europea (1980). 
Val délla Tórre Comune in provincia di Torino (3.021 ab., CAP 10040, TEL. 011). 
Val di Nìzza Comune in provincia di Pavia (782 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 
Val di Vìzze (in ted. Pfitsch) Comune in provincia di Bolzano (2.508 ab., CAP 39049, TEL. 0472). 
Val d'Isère Centro montano francese del dipartimento di Savoia (1.725 ab.). È noto come centro di villeggiatura prevalentemente invernale. 
Val Màsino Comune in provincia di Sondrio (931 ab., CAP 23010, TEL. 0342). 
Val Rézzo Comune in provincia di Como (259 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 
Vala, Katri (Lapponia 1901-Eksjö, Svezia 1944) Poetessa finlandese. Appartenente al gruppo letterario dei Tulenkantajat, di cui fu un'artista di spicco. Le sue poesie furono raccolte in un volume, Liriche complete, pubblicato dopo la sua morte nel 1945. 
Valàcchia Regione storica della Romania meridionale (80.000 km2) posta tra le Alpi Transilvaniche a nord e il Danubio a sud. La regione è in gran parte pianeggiante e comprende una parte della pianura alluvionale del Danubio, che la solca insieme a numerosi suoi affluenti. Tra questi il fiume Olt la divide in due settori, la Piccola Valacchia od Oltenia a ovest e la Grande Valacchia o Muntenia a est. Vi sono coltivati cereali, uva, patate, ortaggi, barbabietole, frutta e tabacco. È praticato l'allevamento bovino e ovino. Vi sono vasti giacimenti petroliferi, raffinerie, industrie chimiche, meccaniche, alimentari e tessili. I centri principali sono Bucarest e Craiova. Parte della provincia romana della Dacia (101 d. C.) fu invasa da goti, unni, avari, slavi, bulgari e valacchi (XIII sec.) che le diedero il nome. Fu dominata dai tatari (1242) e quindi dall'Ungheria (1324) e divenne autonoma nel 1330 grazie a Giovanni Basarab. Dal XV al XIX sec. subì l'influenza turca, poi passò alla Russia, all'Austria e di nuovo alla Turchia, fino al 1859, anno in cui fu unificata alla Moldavia, con la quale formò poi la Romania (1861). 
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