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verdìcchio, sm. Vitigno coltivato nelle Marche che produce un'uva verde giallastra; l'uva e il vino che se ne ricava. 
verdìccio, agg. Che tende al verde; di colore verde sbiadito. 
verdìno, agg. e sm. agg. Che tende al verde; di colore verde pallido. 
sm. Colore verdino. 
verdógnolo, agg. e sm. agg. Che tende al verde; di colore verde pallido o livido. 
sm. Colore verdognolo. 
verdóne, agg. e sm. agg. Di colore verde intenso. 
sm. 1 Colore verdone. 2 Banconota da un dollaro. 3 Uccello simile al fringuello. 
Uccello (Chloris chloris) della famiglia dei Fringillidi e dell'ordine dei Passeriformi. Di colore verdastro, è presente in Eurasia e in Africa. Vive in zone alberate e difficilmente si lascia avvicinare dall'uomo. 
Verdóne, Càrlo (Roma 1950-) Attore e regista cinematografico. Interpretò Un sacco bello (1980), Borotalco (1982), Io e mia sorella (1987), Compagni di scuola (1988), Stasera a casa di Alice (1990), Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992), Perdiamoci di vista (1994), Viaggi di nozze (1995), Sono pazzo di Iris Blond (1996), Gallo cedrone (1998). 
verdùme, sm. Diffusa presenza, per lo più sgradevole a vedersi, di colore verde. 
Verdun Cittadina della Francia nordorientale (25.000 ab.), nel dipartimento della Mose in Lorena, posta sul fiume Mosa. Fortificazione romana e sede vescovile dal IV sec., fu conquistata dall'impero di Germania (880). Passò alla Francia col trattato di Westfalia (1648). Si oppose ai tedeschi durante la prima guerra mondiale (21 febbraio-18 dicembre 1916). Tra i monumenti la cattedrale (XI-XII sec.), Porte de Chaussée (XIV sec.), il palazzo del vescovo (XVIII sec.). 
Trattato di Verdun 
Trattato stipulato il 10 agosto 843 tra Carlo il Calvo, Lotario e Ludovico, figli di Ludovico il Pio per accordarsi sulla successione. Segnò la fine dell'impero carolingio. La corona andò a Lotario, che ebbe anche la Lorena, la Frisia e l'Italia; a Carlo andò la Francia e a Ludovico la Germania. 
Verdùno Comune in provincia di Cuneo (430 ab., CAP 12060, TEL. 0172). 
verdùra, sf. Ortaggi. ~ insalata. 
verduràio, sm. Chi vende verdure. 
verdùzzo, sm. Vitigno coltivato in Friuli con grappoli di colore giallo verde; l'uva e il vino che se ne ricava. 
Verdy, Violette (Pont-L'Abbé 1933-) Ballerina francese. Lavorò nel New York City Ballet e con R. Petit. 
verecóndia, sf. Virtù di chi rifugge da ciò che offende il pudore. ~ pudicizia. 
verecóndo, agg. 1 Che è dotato di verecondia. ~ pudico. <> indecente. 2 Che esprime verecondia. 3 Modesto, discreto. ~ riservato. <> spudorato. 
vérga, sf. 1 Bacchetta lunga e flessibile. ~ astina. 2 Pezzo di metallo; sbarra. 3 Pene, membro. ~ fallo. 
Vérga, Giovànni (Catania 1840-1922) Scrittore italiano. Di famiglia nobile, Verga ebbe la sua formazione a Catania, ove si iscrisse a legge, che abbandonò quasi subito per dedicarsi alla letteratura. I suoi primi scritti (I carbonari della montagna; Sulle lagune, 1862-1863) sono pervasi da enfasi patriottica. Nel 1865 si trasferì a Firenze, dove compose Una peccatrice (1866) e Storia di una capinera (1871). Passò poi a Milano dove venne a contatto con i principali esponenti della scapigliatura. Verga, considerato uno dei maggiori rappresentanti del verismo, pubblicò proprio a Milano le sue più importanti opere veriste, il bozzetto Nedda (1874), le novelle Vita dei campi (1880) e Novelle rusticane (1883), i romanzi I malavoglia (1881) e Mastro don Gesualdo (1889) che dovevano far parte di un ciclo di cinque opere, I vinti, di cui scrisse ancora solo l'inizio della terza, La duchessa di Leyra (1893). L'arte di Verga è tesa a rappresentare il mondo della gente comune, sempre in lotta con il destino avverso, a cui soccombe ogni volta che vuole sottrarsi ai vincoli della tradizione e che è condannata alla solitudine. Il suo stile, arditamente innovativo, ricalca i moduli del parlato e le misere condizioni di vita del popolo, soprattutto siciliano. Altre opere importanti sono Cavalleria rusticana (1884), In portineria (1885) e Dal tuo al mio (1903). 
Vergàni, Òrio (Milano 1889-1960) Giornalista e saggista. Tra le opere Bella Italia, amate sponde (saggio, 1930) e Memorie di ieri mattina (narrativa, 1958). 
vergàre, v. tr. 1 Scrivere a mano. ~ manoscrivere. 2 Percuotere. 
vergàta, sf. Colpo inferto con la verga.