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viscontèo, agg. Da visconte, del visconte. 
viscontéssa, sf. Signora di una viscontea o consorte di un visconte. 
Viscónti Famiglia feudale lombarda che controllò Milano dal 1277 al 1302 e dal 1311 al 1395 con una signoria e dal 1395 al 1447 con il duca Gian Galeazzo e i suoi successori. Il primo signore fu Ottone, ma solo agli inizi del XIV sec. il potere dei Visconti si rafforzò, tanto che nel 1323 Galeazzo I e il fratello Marco dovettero fronteggiare la rivolta guelfa. Luchino Novello (morto nel 1399) dominò su gran parte della Lombardia, su una piccola parte del Piemonte, Bologna e Genova, dividendo prima della morte le sue terre fra i nipoti. Il maggior splendore si ebbe però con Gian Galeazzo che ottenne da Venceslao, re dei romani, i titoli di duca di Milano (1395), di conte di Pavia (1396) e di duca di Lombardia (1397). Alla morte di Gian Galeazzo il figlio Giovanni Maria non riuscì a conservare il potere paterno; solo con il fratello FIlippo Maria (1392-1447) i Visconti riconquistarono prestigio. Alla morte di FIlippo Maria, non essendoci eredi maschi, il ramo ducale si estinse. 
Viscónti Famiglia feudale lombarda che controllò Milano dal 1277 al 1302 e dal 1311 al 1395 con una signoria e dal 1395 al 1447 con il duca Gian Galeazzo e i suoi successori. Il primo signore fu Ottone, ma solo agli inizi del XIV sec. il potere dei Visconti si rafforzò, tanto che nel 1323 Galeazzo I e il fratello Marco dovettero fronteggiare la rivolta guelfa. Luchino Novello (morto nel 1399) dominò su gran parte della Lombardia, su una piccola parte del Piemonte, Bologna e Genova, dividendo prima della morte le sue terre fra i nipoti. Il maggior splendore si ebbe però con Gian Galeazzo che ottenne da Venceslao, re dei romani, i titoli di duca di Milano (1395), di conte di Pavia (1396) e di duca di Lombardia (1397). Alla morte di Gian Galeazzo il figlio Giovanni Maria non riuscì a conservare il potere paterno; solo con il fratello FIlippo Maria (1392-1447) i Visconti riconquistarono prestigio. Alla morte di FIlippo Maria, non essendoci eredi maschi, il ramo ducale si estinse. 
Viscónti-Venòsta, Emìlio (Milano 1829-Roma 1914) Politico. Fu quattro volte ministro degli esteri (1863-1864, 1866-1867, 1869-1879, 1896-1898). Nel settembre 1864 firmò la convenzione con la Francia. 
viscósa, sf. Sostanza ottenuta dalla cellulosa. ~ rayon. 
viscosimetrìa, sf. Misurazione della viscosità di un liquido. 
viscosìmetro, sm. Strumento per misurare la viscosità di un liquido. 
viscosità, sf. Scarsa scorrevolezza di un fluido. 
viscóso, agg. Di sostanza caratterizzata da alta viscosità. ~ attaccaticcio. <> scorrevole. 
Visentìni, Brùno (Treviso 1914-Roma 1995) Politico. Di ideologia repubblicana, fu due volte ministro delle finanze (1974-1976 e 1983-1987) e ministro del bilancio nel 1979. 
Visèrba Località dell'Emilia-Romagna, frazione di Rimini, in provincia di Forlì. Stazione balneare sulla costa adriatica. 
Vishakhapatnam Città (584.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Andhra Pradesh. Capoluogo del distretto omonimo. 
Vishnu Divinità indiana che, insieme a Brahma e Shiva, costituisce la trimurti, la triade divina. Esprime l'amore cosmico e ha la funzione di conservare e armonizzare l'Universo. Si manifesta agli uomini tramite avatara (incarnazioni, apparizioni), tra i quali Rama e Krishna. È rappresentato con quattro mani che tengono rispettivamente una conchiglia, un disco, una mazza e un fiore di loto, con un'espressione amichevole sul volto e irradiante una profonda pace dell'animo. La sua cavalcatura è l'aquila Garuda. La sua consorte è Sri o Laksmi (dea della fortuna); gli sta spesso a fianco anche una seconda consorte, Pusti (la prosperità) o Bhumi (la terra). Il culto di Vishnu inizialmente si diffuse nell'India settentrionale e divenne popolare anche in tutta l'India meridionale dal 500 al 900 d. C. di pari passo con la diffusione della dottrina degli avatara o reincarnazioni. Per la diffusione del visnuismo, sono considerati essenziali quattro maestri ritenuti fondatori di quattro scuole o tradizioni: Ramanuja (1050-1137), Madhva (1199-1298), Nimbarka o Nimbaditya (verso il 1300) e Visnusvamin (XII sec.). Malgrado le loro diversità di opinione, tutti e quattro sono considerati a pieno titolo membri dell'unica comunità religiosa. Le loro dottrine sarebbero state inizialmente proclamate da una divinità e sarebbero pervenute attraverso una catena di dottori (guru) a un celebre maestro (acarya) ritenuto a sua volta l'incarnazione di un essere divino. 
visìbile, agg. 1 Che si può vedere. ~ osservabile. <> indistinto. visibile a occhio nudo, senza l'ausilio di strumenti ottici. 2 Chiaro. ~ manifesto. <> occulto. il suo disagio era ben visibile. 3 Di spettacoli per cui è permessa la visione. 
visibìlio, sm. 1 Gran quantità, gran numero. 2 Andare in visibilio, provare un immenso piacere o meraviglia, entusiasmarsi. 
visibilità, sf. 1 L'essere visibile. 2 Grado di trasparenza dell'atmosfera. 
visibilménte, avv. In modo visibile. ~ evidentemente, chiaramente. 
visièra, sf. 1 Tesa rigida a mezzaluna dei berretti militari e sportivi. 2 Elemento trasparente e mobile del casco da motociclista che si pone davanti agli occhi. 
visigòti Antica popolazione germanica che costituì, insieme agli ostrogoti, uno dei due grandi rami dei goti. I visigoti, originari della regione baltica, nel II sec. erano stanziati sul Dnestr e sul Mar Nero. Nel 367 ottennero l'autorizzazione a stabilirsi in territorio romano (Mesia inferiore). Ribellatisi, invasero i Balcani e sconfissero l'imperatore Valente ad Adrianopoli (378). Sotto Teodosio divennero foederati dell'impero romano. Nel 400 ca. il loro capo Alarico, dux e magister militum dell'Illirico, li guidò contro l'Italia, arrivando a saccheggiare Roma (410). Alla morte di Alarico furono spinti fino in Spagna e qui formarono il regno di Tolosa, che nel V sec. giunse a comprendere quasi tutta la penisola iberica e alcune province francesi. Nel 506 Alarico II promulgò la Lex romana Wisigothorum e nel 507 fu sconfitto da Clodoveo. Persi i territori francesi, il loro regno spagnolo durò fino alla conquista araba del 711. 
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