Home page
ungàro, agg. e sm. agg. 1 Magiaro. 2 Ungherese. 
sm. 1 Appartenente alla popolazione magiara. 2 Ungherese. 3 Ducato d'oro ungherese. 
Ungava Penisola del Canada, nella sezione nordoccidentale del Labrador. È attraversata dai fiumi Payne e Leaf. 
ùngere, v. v. tr. 1 Cospargere di materia grassa. ungere i capelli con il gel. 2 Lubrificare, oliare. ~ ingrassare. <> sgrassare. 3 Sporcare con una materia grassa. ~ macchiare. <> pulire. 4 Consacrare con olio benedetto. 5 Ingraziarsi qualcuno. ~ adulare. ungere la ruota, offrire del denaro. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Spalmarsi di materia grassa. 2 Sporcarsi con una materia grassa. ~ insudiciarsi. si era unto la camicia con il sugo
ùngere, v. v. tr. 1 Cospargere di materia grassa. ungere i capelli con il gel. 2 Lubrificare, oliare. ~ ingrassare. <> sgrassare. 3 Sporcare con una materia grassa. ~ macchiare. <> pulire. 4 Consacrare con olio benedetto. 5 Ingraziarsi qualcuno. ~ adulare. ungere la ruota, offrire del denaro. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Spalmarsi di materia grassa. 2 Sporcarsi con una materia grassa. ~ insudiciarsi. si era unto la camicia con il sugo
Ungherìa Repubblica dell'Europa centrale; confina a nord con la Repubblica Slovacca, a est con l'Ucraina e la Romania, a sud con Slovenia, la Croazia e la Federazione iugoslava, a ovest con l'Austria. 
Il territorio è prevalentemente costituito da un'area depressionaria: la pianura pannonica. A nord di quest'ultima si estende la zona più elevata del paese, il Felfold, le cui alture costituiscono le propaggini meridionali dei Carpazi: esse comprendono i monti Matra (1.015 m), i monti Bukk e le alture di Hegyalia. 
La zona transdanubiana, che si estende tra il Danubio, la Drava e le propaggini orientali delle Alpi, è una vasta pianura, comprendente il Piccolo Alfold a ovest e il Dunantùl a sud, separati tra loro dalle alture della Selva Baconia e dei monti Vértes; isolate nel settore meridionale del Dumantùl, sorgono invece le colline del Mecsek (682 m). 
Il territorio è attraversato, da nord a sud, dai grandi fiumi Danubio e Tibisco. Il primo, soggetto a magre e con portate massime solo nei mesi estivi, è comunque navigabile per quasi tutto l'anno e costituisce una fondamentale arteria del paese; il suo principale affluente, la Drava, interessa solo marginalmente il territorio ungherese, delineandone per un breve tratto il confine meridionale; il Tibisco attraversa l'Ungheria per circa 600 km, con un corso grossolanamente parallelo, almeno nella zona centrale, a quello danubiano; presenta variazioni rilevanti della sua portata e, durante i periodi di piena, solo un sistema ben articolato di dighe e canali evita il pericolo di gravi inondazioni. Un elemento fondamentale dell'idrografia ungherese è il lago Balaton, il più vasto dell'Europa centrale, ricco di numerose località turistiche e termali. 
Il clima è assolutamente continentale, con escursioni termiche giornaliere e annue molto accentuate e precipitazioni complessivamente scarse e più abbondanti nel periodo estivo. 
I più importanti centri sono Budapest, la capitale, grande metropoli in cui sono accentrate tutte le attività politiche, economiche, culturali e artistiche del paese, Pécs, ricca di storia e cultura, Gyoor, grande centro industriale, Miskolc, Bukk, centro commerciale, Szeged e Debrecen, mercato agricolo. 
Pur essendo un paese prevalentemente industriale (soprattutto dopo il 1950 ha avuto inizio un'intensa opera di industrializzazione), l'Ungheria trova ancora nell'agricoltura una delle principali risorse; può infatti contare su condizioni ambientali favorevoli e su una sviluppata meccanizzazione, che ha migliorato le produzioni. Prevalgono le colture cerealicole (soprattutto mais e frumento); sono coltivati in notevoli quantità patate, vari ortaggi, frutta; notevole è la viticoltura, nelle zone collinari settentrionali e occidentali, che fornisce vini di grande qualità (tokai). 
Tra le colture industriali la principale è quella della barbabietola da zucchero, seguita da tabacco, piante tessili (canapa e lino), oleaginose (girasole, colza, soia). 
Notevolissimo è il patrimonio zootecnico (bovini, suini, pollame) che rappresenta una voce fondamentale nelle esportazioni. 
Assai efficiente è il settore industriale, che opera in quasi tutti i rami. 
L'industria meccanica fornisce soprattutto macchine agricole, veicoli commerciali, motori, materiale elettrico, apparecchi elettronici; il settore chimico, notevolmente potenziato, fornisce fertilizzanti, prodotti farmaceutici, materie plastiche. In progresso è anche il settore petrolchimico; varie raffinerie lavorano sia il prodotto nazionale, estratto nei giacimenti della regione sudoccidentale, sia quello dell'ex Unione Sovietica. Importanti sono i settori metallurgico e siderurgico con buone produzioni di alluminio, acciaio, ghisa. 
Rilevante è l'industria alimentare, con zuccherifici, birrifici, oleifici, conservifici; numerose le manifatture di tabacchi. 
STORIA Verso il 500 a. C. è popolata da illiri e da traci. Dal 35 a. C. al l 9 d. C. viene conquistata da Roma che ne fa la provincia di Pannonia. Dal IV al VI sec. è invasa da unni, ostrogoti, longobardi e successivamente dagli avari (568). Nell'896 gli ungheresi (o magiari) arrivano nella pianura danubiana, guidati dal loro capo Árpád. Dal 904 al 1301 la dinastia di Árpád governa l'Ungheria, la Slovacchia (o alta Ungheria) e la Rutenia subcarpatica, annessa all'inizio dell'XI sec. Nel 955 la vittoria di Ottone I a Lechfeld mette fine alle razzie degli ungheresi in occidente. Nel periodo dal 972 al 997 Geza apre il paese alla missioni cristiane. 
Nel 1000 Stefano I (997-1038) diventa re. Egli impone il cristianesimo ai suoi sudditi. Dal 1095 al 1116 Coloman ottiene l'unione della Croazia e della Slavonia al regno di Ungheria. Dal 1172 al 1196, sotto il regno di Bela III, l'Ungheria medioevale è al suo apogeo. Nel 1222 Andrea II (1205-1235) deve concedere la bolla d'oro ai feudali che si liberano dall'autorità reale. Nel periodo che va dal 1235 al 1270 Bela IV ricostruisce il paese devastato dall'invasione mongola (1241-1242). Tra il 1308 e il 1342 Carlo I, della casa d'Angiò, organizza lo sfruttamento delle miniere di argento, di rame e d'oro di Slovacchia di Transilvania. 
Nel 1342 gli succede Luigi I d'Angiò che prosegue la sua opera. Dal 1387 al 1437 Sigismondo di Lussemburgo, sconfitto dai Turchi a Nicopolis (1396), è eletto alla guida del Sacro Impero. Nel 1444 Ladislao III Jagellone muore nella battaglia di Varna. Nel 1456 Giovanni Hunyadi ferma l'avanzata dei turchi davanti Belgrado. Negli anni successivi Mattia Corvino conquista la Moravia e la Slesia e si insedia a Vienna (1485). Egli favorisce la diffusione del rinascimento italiano. Dal 1490 al 1516 regna sul paese Ladislao VII Jagellone III. Nel 1526 gli ottomani ottengono la vittoria di Mohács, nella quale muore Luigi II Jagellone. Ferdinando I d'Asburgo (1526-1564) viene eletto re di Ungheria dalla Dieta. Egli ha per rivale Giovanni Zápholya padrone del centro e dell'est che è sostenuto dagli ottomani. 
Nel 1540 i turchi occupano Buda e la grande pianura. Dal 1540 al 1699 l'Ungheria è suddivisa in tre parti: Ungheria reale (capitale Presbourg), governata dalla casa d'Austria; Ungheria turca e Transilvania, vassalla degli ottomani a partire dal 1568. La Dieta di Ungheria deve riconoscere la monarchia ereditaria degli Asburgo (1687) e la Transislvania viene annessa dalla casa d'Austria (1691). La nobiltà ungherese ottiene di potere mantenere il pluralismo religioso. Nel 1699 gli Asburgo riconquistano ai turchi la pianura ungherese (pace di Karlowitz). Tra il 1703 e il 1711 Férenc Rákóczi guida l'insurrezione contro gli Asburgo. Nel 1711 la pace di Szatmár riconosce l'autonomia dello stato ungherese in seno alla monarchia austriaca. 
Nel 1780-1790 Giuseppe II tenta di imporre un regime centralizzato. Dopo l'insurrezione del marzo 1848, l'assemblea nazionale ungherese rompe con l'Austria. Nel 1849 Kossuth proclama la caduta degli Asburgo. Gli insorti sono sconfitti a Vilagos (agosto) dai russi, chiamati da Francesco Giuseppe I. Tra il 1849 e il 1867 il governo austriaco porta avanti una politica di centralizzazione e di germanizzazione. 
Nel 1867, dopo la sconfitta dell'Austria a opera della Prussia (Sadowa, 1866), il compromesso austro-ungherese instaura una forma di dualismo. All'interno dell'Austria-Ungheria, l'Ungheria è di nuovo uno stato autonomo; essa recupera la Croazia, la Slavonia e la Transilvania. Dal 1875 al 1905 il partito liberale assume la guida del paese. Kálmán Tisza è presidente del consiglio dal 1875 al 1890. Nel 1914 l'Ungheria dichiara guerra alla Serbia. 
La sconfitta degli imperi centrali comporta la dissoluzione dell'Austria-Ungheria. Nel 1918 Károlyi proclama l'indipendenza dell'Ungheria, i rumeni occupano la Transilvania, i cechi la Slovacchia. I comunisti, guidati da B. Kun, instaurano la Repubblica dei Consigli, rovesciata dall'ammiraglio Horthy. Nel 1920 Horthy viene eletto reggente. Egli firma il trattato di Trianon che toglie all'Ungheria la Slovacchia, la Rutenia, la Transilvania, il Banato e la Croazia. Nel 1938 l'Ungheria annette una parte della Slovacchia. L'anno dopo aderisce al patto anti-comintern. Nel 1940 occupa il nord della Transilvania e firma il patto tripartito. Nel 1941 entra in guerra contro l'URSS e nel 1943 M. Kállay cerca di firmare una pace separata con gli Alleati. Hitler fa occupare il paese e il partito fascista prende il potere eliminando Horthy. Nel 1944-1945 l'esercito sovietico occupa il paese. Il trattato di Parigi ristabilisce le frontiere del trattato di Trianon. 
Nel 1949 il partito comunista smantella il partito agrario, maggioritario; M. Rakosi proclama la Repubblica popolare ungherese e impone un regime stalinista. Tra il 1953 e il 1955 I. Nagy, capo del governo, avvia la destalinizzazione. Nell'ottobre-novembre del 1956 l'Ungheria è scossa dall'insurrezione per la liberalizzazione dal regime e la revisione delle relazioni con l'URSS; I. Nagy proclama la neutralità dell'Ungheria. Le truppe sovietiche impongono un governo guidato da J. Kádár, al tempo stesso alla guida del partito, e sconfiggono la resistenza della popolazione. 
Dal 1962 al 1987, restando sempre fedele all'allineamento con l'URSS, il governo, guidato da Kádár, quindi da J. Fock (1961-1975) e da G. Lazar (1975-1987), migliora il funzionamento del settore economico e sviluppa il settore privato. Nel 1988 Kádár abbandona le proprie funzioni alla guida del partito. 
L'anno successivo l'Ungheria apre le frontiere all'Austria (maggio). Il partito abbandona ogni riferimento al marxismo leninismo e rinuncia al suo ruolo dirigente. Una revisione della costituzione apre la via al multipartitismo; la Repubblica popolare ungherese diventa ufficialmente la Repubblica di Ungheria (ottobre). Nel 1990 le prime elezioni parlamentari libere (marzo-aprile) sono vinte dal Forum democratico ungherese, partito di centrodestra, il cui leader Jòzsef Antall, diventa presidente del consiglio. Il parlamento elegge Arpàd Göncz alla presidenza delle repubblica. 
Nel 1991 le truppe sovietiche si ritirano dal paese. Negli anni successivi, dopo la morte di J. Antall, sale al governo Péter Boross. Nel 1994 l'Ungheria presenta una richiesta di adesione all'Unione Europea. I socialisti (ex comunisti riformatori) vincono le elezioni legislative. Gyula Horn diventa presidente del consiglio. Il 16 novembre 1997, in seguito a un referendum popolare, l'Ungheria esprime il consenso all'adesione alla NATO. Nel 1998 diventa primo ministro V. Orban del partito civico ungherese. 
Abitanti-10.220.000 
Superficie-93.033 km2 
Densità-109,8 ab./km2 
Capitale-Budapest 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Fiorino ungherese 
Lingua-Ungherese, romeno, tedesco, slovacco 
Religione-Cattolica, protestante, ebraica 
ùnghero, agg. Ungherese. 
ùnghia, sf. 1 Formazione cornea lamellare, tipica dei Vertebrati terrestri e che ricopre le estremità delle dita o cresce su di esse. 2 Taglio obliquo all'estremità di un attrezzo. 3 Quantità o distanza minima. 4 Al plurale, grinfie. 5 La parte sporgente della copertina di un libro o di una rivista. 5 Nome dato ad arnesi o loro parti che hanno forma di unghia. 
unghiàta, sf. 1 Colpo d'unghia. 2 Il segno lasciato dalle unghie. ~ graffio. 3 Intaccatura nella lama di temperini e coltelli a serramanico che consente di aprirli con l'unghia. ~ unghiatura. 
unghiàto, agg. 1 Fornito di unghie. 2 Armato di unghie. 
unghiatùra, sf. 1 Ferita prodotta da un colpo d'unghia. 2 Taglio a unghia. ~ smussatura. 3 Sporgenza della copertina di un libro rispetto alle pagine rilegate. 4 Linguetta sporgente o piccolo scavo praticato nel coperchio dei portacipria o in altri contenitori per agevolarne l'apertura. 
unghièllo, sm. 1 Diminutivo di unghia. 2 Piccola unghia stretta e incurvata. ~ artiglio. 3 Escrescenza cornea posta nella faccia posteriore del nodello dei ruminanti. ~ sperone. 
unghiòlo, sm. Unghia stretta e allungata propria del gatto e di alcuni uccelli. ~ artiglio. 
unghióne, sm. 1 Accrescitivo di unghia. 2 Zoccolo caratteristico dei Mammiferi ungulati. ~ zoccolo. 3 Artiglio di animale. ~ grinfia. 
unghiùto, agg. Munito di unghia. ~ unghiato. 
ungitùra, sf. L'ungere, lo spalmare sostanze grasse. ~ lubrificare. 
ungueàle, agg. Dell'unghia, relativo all'unghia. 
unguentàrio, sm. Fabbricante e venditore di unguenti e profumi. ~ profumiere. 
unguènto, sm. 1 Preparato medicamentoso untuoso e di consistenza pastosa per uso esterno. ~ linimento. 2 Preparato oleoso costituito da essenze profumate usata un tempo come profumo. ~ balsamo. 
Ungulàti Nome con il quale, in alcune classificazioni, vengono raccolti animali che presentano l'ultima falange delle dita rivestita da zoccoli. 
ungulàto, agg. Si riferisce ad animali con dita rivestite da zoccoli.