Boiàrdo, Mattèo Marìa(Scandiano 1441-Reggio Emilia 1494) Poeta di nobili origini, nel 1460 ereditò il grande feudo e la contea della famiglia, i conti di Scandiano. Visse quindi alla corte degli Estensi. Ricevette un'educazione umanistica che traspare, insieme all'influenza dell'opera dello zio Tito Vespasiano Strozzi, anch'egli poeta, nelle sue opere d'esordio, i
Carmina de laudibus Estensium (encomiastiche) e i
Pastoralia, dieci egloghe virgiliane del 1464. Scrisse per un pubblico cortigiano ancora affezionato al mondo feudale e cavalleresco. È celebre per la sua produzione in volgare; il canzoniere in tre libri
Amorum libri tres, che narra la storia d'amore giovanile del poeta per Antonia Caprara, e il poema cavalleresco
Orlando innamorato, iniziato nel 1476, in cui convivono l'epopea carolingia e quella amoroso romanzesca bretone. Questi mondi fantasmagorici vivono attraverso una lingua ricca di cadenze che tocca ora i toni aulici ora quelli popolari.
lemma precedente:
boiàcca, sf.lemma successivo:
boiàrdo, o boiàro, sm.