Catùllo, Gàio Valèrio(Verona 84 o 87-forse Roma 54 a. C.) Poeta lirico latino. Fu membro del gruppo dei
nẹteroi, o
poetae novi, che si rifacevano alla lirica greca. A Roma conobbe e frequentò personaggi di spicco dell'ambiente politico e letterario ed ebbe una relazione con Clodia, quasi certamente sorella del tribuno P. Clodio Pulcro. Cantò l'amore per la sua donna che celebrò con il nome di Lesbia, il dolore, l'infedeltà. Le note biografiche che lo riguardano sono tratte dai suoi carmi e quindi piuttosto sfuggenti e incerte. È considerato il creatore dell'elegia romana. Il suo
Liber Catulli Veronensis, comprende 116 carmi, ripartiti in
nugae (carmi facili),
carmina docta (canti eruditi), poemetti mitologici, tra cui l'
Attis e la
Chioma di Berenice, ed elegie. I carmi di Catullo rispecchiano la crisi della repubblica: sono assenti i valori politici della
civitas romana mentre come alternativa emerge il privato, con le sue piccole gioie e i suoi drammi che sembrano costituire tutta la sostanza dell'esistenza.
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catturàre, v. tr.lemma successivo:
Càtulo, Quìnto Lutàzio