Manzù, Giàcomo(Bergamo 1908-Roma 1991) Pseudonimo di Giacomo Manzoni, scultore e pittore. Dai dodici ai diciotto anni lavorò presso botteghe artigiane come apprendista intagliatore, stuccatore, decoratore (1920-1926). Durante il servizio militare a Verona studiò le porte di San Zeno e i calchi dell'Accademia Cicognini. Dopo aver studiato l'arcaismo romanico gotico e aver subito l'influenza dell'impressionismo, prese parte al movimento
Corrente (1938-1943). Nel 1941 per un breve periodo fu insegnante di scultura all'Accademia di Brera. Le principali opere sono
Testa di donna (1936, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e
Susanna (1937, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) realizzate secondo i canoni classici, ma con raffinati giochi di luce d'ispirazione impressionista, il
Grande ritratto di signora (1946), la
Porta della morte (1952-1964, in San Pietro a Roma), la
Porta dell'amore (1955-1958, nel duomo di Salisburgo), la
Porta della pace e della guerra per la chiesa di Saint Laurenz a Rottedam (1965-1969), la serie dei
Cardinali (iniziata tra il 1938 e il 1939) e il ciclo di bassorilievi in bronzo con le
Deposizioni e le
Crocifissioni (1939-1942). Le sue opere, spesso a carattere religioso, denunciano gli orrori della guerra e delle dittature e in esse plasticità e valori luministici si fondono nel rigore architettonico.
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Manzòtti, Luìgilemma successivo:
mào, sm. invar.