Enciclopedia

Boccaccio Operetta in tre atti di F. Von Suppè, libretto di F. Zell e R. Genée (Vienna, 1879). 
Boccàccio, Giovànni (Firenze 1313-Certaldo 1375) Scrittore e umanista. Inviato a Napoli dal padre per impratichirsi nel commercio, nelle pratiche bancarie e per intraprendere studi di diritto canonico, dopo un'infelice esperienza si dedicò alle lettere, studiando da autodidatta e aiutato da letterati della corte angioina, vivace centro di diffusione della cultura dell'epoca. Si dice, senza che ve ne siano le prove, che Maria d'Aquino, figlia naturale del re Roberto d'Angiò, fosse la donna amata da Boccaccio e identificata nella figura letteraria di Fiammetta. Nel 1340 lo scrittore dovette rientrare a Firenze perché il padre si trovava in difficoltà economiche (fallimento del Banco dei Bardi); in qualità di rappresentante diplomatico, si recò poi a Roma e a Ravenna. Conobbe il Petrarca, con il quale strinse una profonda e duratura amicizia; influenzato da questi, intraprese trepidamente gli studi umanistici. Boccaccio ha lasciato molte opere sia in prosa che in versi; tutta la sua produzione è contraddistinta da bilinguismo (latino e volgare), e il grande pregio dell'autore risiede nel fatto che, grazie alla sua opera in prosa, il toscano si è consolidato in modo definitivo come lingua letteraria. L'opera che ha reso celebre il Boccaccio in tutti i tempi è il Decameron, in prosa inframmezzata da componimenti in versi, scritta in volgare tra il 1349 e il 1351. Si tratta di una raccolta di cento novelle (è detta anche Centonovelle) nelle quali l'autore intende raffigurare la società comunale. L'opera ha come sfondo la peste di Firenze del 1348; presenta un gruppo di fiorentini, tre giovani e sette fanciulle, che per fuggire la peste, si ritirano in una villa e narrano novelle per dieci giorni consecutivi. Le novelle riguardano i temi di decoro e virtù, pensieri e sentimenti, gioia e dolore; sono ricche di ironia e di una sagace intelligenza nel rendere la commedia dell'uomo in un affresco realistico di tutti i ceti della società di quel tempo. Altre sue opere sono Caccia di Diana (1334), Filostrato (1335), Filocolo (1336), Teseida (1339-1341), Ninfale d'Ameto (1341-1342), Amorosa visione (1342), Elegia di Madonna Fiammetta (1343-1344), Rime, Ninfale fiesolano (1345-1346), Corbaccio (1365-1366). Tra le opere umanistiche, Genealogia Deorum gentilium (1350-1375) e De montibus, silvis, fontibus etc. (1355-1374). 
Boccadabàti, Luìgia (Modena 1800-Torino 1850) Cantante lirica, soprano. Interprete delle opere di Rossini e di Donizetti, si esibì con successo anche all'estero (Parigi, Londra). Dal 1845 lasciò l'attività di cantante per dedicarsi all'insegnamento. 
Boccage, Marie-Anne Le Page, dame Fiquet du (Rouen 1710-1802) Poetessa francese. Tra le sue opere, si ricordano Le paradis terrestre (Il paradiso terrestre, 1748), Les Amazones (Le Amazzoni, 1749), La Colombiade ou la foi portée au nouveau monde (La Colombiade o la fede portata nel nuovo mondo, 1756). Lasciò anche una raccolta di lettere, di grande interesse per le notizie che riportano sui paesi visitati nei suoi viaggi. 
boccàglio, sm. 1 Parte terminale di un tubo di scarico. 2 Imboccatura di vari strumenti. 
boccàle, sm. Recipiente simile a un grande bicchiere, con manico e beccuccio. 
boccalerìa, sf. Arte della maiolica. 
Boccanégra, Simóne (1301?-Genova 1363) Primo doge di Genova, eletto per volontà popolare (1339). Ostacolato dai nobili, venne esiliato nel 1344, ma tornò al potere dal 1356. 
boccapòrto, sm. Apertura sul ponte delle navi, per scendere all'interno. 
boccaròla, sf. Affezione cutanea provocata da germi streptococchici che colpisce gli angoli della bocca. 

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