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carnàme, sm. Massa di carne putrefatta. 
Carnap, Rudolf (Ronsdorf, Wuppertal 1891-Santa Monica, California 1970) Filosofo tedesco. Tra le opere La costruzione logica del mondo (1928) e Fondamenti logici della probabilitÓ (1950). 
Carnarvon Città della costa occidentale dell'Australia, posta alla foce del fiume Gascoyne River. Grande porto di pesca. 
Carnarvon, George Herbert (Highclere 1866-1923) Egittologo inglese. Fu autore e finanziatore di importanti scavi (1902-1924) nelle vicinanze di Tebe, insieme a H. Carter. La campagna di ricerche si concluse con la scoperta della tomba del re Tutankhamon. Carnarvon morì in quello stesso periodo dando origine alla leggenda della presunta maledizione di Tutankhamon nei confronti dei violatori della sua quiete. 
carnasciàle, o carnesciàle, sm. Antico termine toscano per indicare il carnevale. In origine indicava il giorno precedente la Quaresima. 
carnascialésco, agg. (pl. m.-chi) Carnevalesco, proprio del carnevale. 
Carnàte Comune in provincia di Milano (6.951 ab., CAP 20040, TEL. 039). 
carnàto, agg. e sm. agg. Del colore della carne. 
sm. Carnagione. 
carnàuba, sf. invar. Cera fragile, untuosa, che essuda dalle foglie di una palma brasiliana. 
càrne, sf. 1 Nel corpo dell'uomo e degli animali, la parte costituita dai muscoli. essere in carne, in buone condizioni di salute. 2 Il corpo umano come contrapposto allo spirito. <> spirito. le debolezze della carne, possono spingere al peccato. 3 Carne di alcuni animali usata dall'uomo come alimento. non essere nÚ carne nÚ pesce, non avere caratteri precisi e classificabili. 
Carne, la morte e il diavolo, La Opera di critica letteraria di M. Praz (1950). 
Carné, Marcel (Parigi 1906-1996) Regista cinematografico francese. Realizzò insieme a J. Prévert Il porto delle nebbie (1938), Albergo Nord (1938), Alba tragica (1939), Les enfants du Paradis (1943-1945) e Les tricheurs (1958). 
Carnèade (Cirene 215 ca.-Atene 129 a. C. ca.) Filosofo greco. Rappresentante della media accademica, fu sostenitore del probabilismo. Non lasciò nulla di scritto; il suo pensiero ci è stato trasmesso da Clitomaco. 
carnèade, sm. Termine con cui si designa una persona a tutti ignota sulla base di una famosa citazione che Manzoni fa dell'omonimo filosofo greco di Cirene, vissuto fra il 213 e il 129 a. C. 
carnéfice, sm. 1 Chi esegue le condanne a morte. ~ boia. <> condannato, giustiziato. 2 Persecutore, tormentatore. ~ vessatore. <> vittima. 
carneficìna, sf. Uccisione crudele di molte persone. ~ massacro. 
Carnegie, Andrew (Dunfermline, Scozia 1835-Lenox, Massachusetts 1919) Industriale statunitense. Nel 1848 lasciò la Scozia ed emigrò negli Stati Uniti, dove iniziò a lavorare come operaio in un cotonificio ad Allegheny. Trasferitosi a Pittsburgh, ottenne un posto di fattorino nell'ufficio telegrafico e poi venne assunto come telegrafista nelle ferrovie della Pensylvania. Una rapida carriera lo portò ben presto a incarichi sempre più importanti, consentendogli di diventare azionista della compagnia ferroviaria che attualmente è conosciuta come Pullman Company. Con la Keystone Bridge (primo ponte sull'Ohio) e con la Union Iron Mills (che utilizzò per la prima volta negli USA il convertitore Bessemer) riuscì a controllare l'industria metallurgica di Pittsburgh. Nel 1899 le sue industrie metallurgiche fornivano il 25% della produzione nazionale, ma due anni dopo si ritirò dagli affari e si dedicò alla filantropia, creando numerose fondazioni a fini sociali e culturali. Finanziò il Carnegie Institute of Pittsburgh e la Carnegie Hall di New York. 
Carnelùtti, Francésco (Udine 1879-Milano 1965) Giurista. Nel 1924 fondò la Rivista di diritto processuale civile
càrneo, agg. 1 Costituito da carne. 2 Del colore della carne. 
Carnèra, Prìmo (Sequals 1906-1967) Pugile. Altissimo (2,02 m), fu campione mondiale dei massimi nel 1933 battendo Jack Sharkney, ma nel 1934 perse il titolo contro Max Baer. 
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