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Afanasiev, Aleksandr Nikolaevic (Voronez 1802-Mosca 1871) Scrittore. Tra le opere Raccolta di favole popolari russe (1863). 
Afanìtteri, sm. Ordine di piccoli Insetti ematofagi cui appartengono le pulci. Sono parassiti temporanei; talvolta le femmine possono diventare permanenti. Spesso sono vettori di malattie infettive. 
àfar, sm. Lingua del gruppo cuscitico meridionale parlata dai danachili etiopi. 
afasìa, sf. Disturbo causato da lesioni cerebrali a carico dei centri del linguaggio che si manifesta con la difficoltà di articolare e comprendere le parole. L'afasia si può suddividere in motoria e sensoriale. Il primo caso è caratterizzato da un'incapacità da parte di chi ne è affetto di esprimersi verbalmente, non accompagnata da reali difficoltà percettive. Il secondo tipo, invece, inibisce le facoltà di analisi e comprensione del soggetto, impedendogli l'apprendimento delle tecniche di espressione (parola, scrittura e gestualità). 
afàsico, agg. e sm. 1 Relativo ad afasia. 2 Affetto da afasia. 
afelchìa, sf. Temporanea fuga mentale dalla realtà. 
afèlio, sm. Il punto dell'orbita di un pianeta (o di una cometa) in cui questo viene a trovarsi alla massima distanza dal Sole. La Terra raggiunge il suo afelio il 4 luglio. <> perielio. 
Afèltra, Gaetàno (Amalfi 1915-) Giornalista, direttore de Il Giorno dal 1972 al 1980. Tra i suoi scritti, Desiderare la donna d'altri, Famosi a modo loro, Missiroli e i suoi tempi (1985) e Mordi la mela ragazzo (1995). 
afemìa, sf. Termine in uso un tempo dai neurologi per indicare l'afasia motoria. 
afèresi, sf. 1 Caduta di un suono o gruppo di suoni all'inizio di parola, per esempio Tonio invece di Antonio oppure spedale invece di ospedale (da non confondersi con il troncamento). 2 Gioco di enigmistica consistente nel trovare due parole di cui la seconda è ottenuta dalla prima per aferesi. 
Aff. Est. Sigla di Ministero degli Affari Esteri. 
affàbile, agg. Che dà ascolto e si intrattiene col prossimo con estrema cordialità e semplicità. ~ amabile. <> scorbutico. 
affabilità, sf. Cordialità. ~ comunicativa. <> distacco. 
affabilménte, avv. In modo affabile. 
affabulàre, v. tr. 1 Raccontare in forma di favola, di finzione scenica. 2 Avvolgere in una trama illusoria. ~ ingannare. 
affabulazióne, sf. Nel linguaggio della critica, le parole con cui l'autore presenta o commenta il soggetto, svolgendo nei confronti del lettore o dello spettatore un'opera di persuasione improntata a notevole impegno stilistico. 
affaccendaménto, sm. Movimentata attività, talvolta inutile e ostentata. 
affaccendàrsi, v. rifl. Darsi molto da fare, occuparsi attivamente. ~ adoperarsi. <> oziare. 
affaccendàto, agg. Che è molto occupato. ~ indaffarato. <> sfaticato. 
affacchinàre, v. v. tr. Costringere a lavori faticosi. 
v. rifl. Sottoporsi a fatiche eccessive. 
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