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Enciclopedia

clorìti Fillosilicati complessi, verdastri, diffusi in alcune rocce metamorfiche. Si tratta per lo più di alluminosilicati di magnesio e di alcuni tipi di ametiste costituenti appunto il cosiddetto gruppo delle cloriti. Un esempio è la pennina, ricchissima di magnesio. 
clorìto, sm. Sale dell'acido cloroso. 
cloritòide, sf. Silicato di alluminio, magnesio, ferro; si trova in laminette verdastre monocline, in marmi saccaroidi e in certi scisti cristallini. 
clòro, sm. Elemento chimico con formula Cl. Il suo peso atomico è di 34,45; il numero atomico è 17. 
Venne scoperto da K. W. Scheele nel 1774 e viene classificato come appartenente al gruppo degli alogeni. In natura si trova sotto forma di cloruro di sodio, di potassio, cloruro doppio di potassio e sodio. Si ottiene dai cloruri attraverso l'azione di ossidanti e per elettrolisi. È un gas diatomico che si combina facilmente con quasi tutti gli elementi, tranne l'azoto, l'idrogeno, il carbonio e i gas. Viene impiegato per rendere potabile l'acqua, per sbiancare e per la formazione di tanti prodotti di consumo, quali coloranti, prodotti medicinali, insetticidi, antisettici. È molto tossico e il gas può irritare le mucose. L'odore non deve superare i 3 ppm e il cloro non deve superare il livello di 1 ppm nell'ambiente di lavoro; al valore di 1.000 ppm è letale. È molto importante a livello biologico, in quanto è presente nei tessuti animali e vegetali; contribuisce nelle funzioni vitali quali la regolamentazione della pressione osmotica, i procedimenti di termoregolazione e nella digestione gastrica. 
Clorobatteriàcee Famiglia di Batteri verdi contenenti un pigmento molto simile alla clorofilla delle piante superiori. 
clorocalcìte, sf. Cloruro di calcio, che si trova nelle rocce del Vesuvio, contenente anche potassio, rombico. 
clorofìlla, sf. Insieme di sostanze organiche sintetizzate dai vegetali e presenti nei cloroplasti sotto forma di un pigmento verde. Svolge la funzione di assorbimento dei raggi luminosi e dell'energia a essi associata, mettendola a disposizione in un secondo momento come energia chimica per la fotosintesi. 
clorofilliàno, agg. Relativo alla clorofilla. 
clorofòrmio, sm. (triclorometano) Liquido incolore (CHCl3), di sapore dolciastro, odore caratteristico e capacità anestetiche. Proprio per questa sua peculiarità, il cloroformio è stato utilizzato come anestetico nelle operazioni chirurgiche già dalla seconda metà dell'Ottocento. Tuttavia, non essendo privo di rischi per il paziente (può talvolta generare carbonilcloruro, un composto estremamente tossico), attualmente è stato sostituito con farmaci altrettanto efficaci ma molto meno pericolosi. È usato anche come solvente di grassi, cere, resine, iodio e indaco. 
cloroformizzàre, v. tr. Provocare anestesia per mezzo di cloroformio. 

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