Enciclopedia

diagonàle, agg., sm. e sf. agg. Trasversale, obliquo. ~ trasverso. 
sm. Stoffa tessuta obliquamente rispetto all'ordito. 
sf. 1 Segmento tracciato fra due vertici opposti di un poligono. 2 Ogni linea che passa di traverso in uno spazio. 
diagràmma, sm. (pl.-i) 1 Rappresentazione grafica di una funzioni o altri tipi di relazioni matematiche. 2 Disegno che rappresenta un fenomeno. 
diagrammàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al diagramma. 
dialèfe, sf. Iato tra due vocali consecutive, la seconda all'inizio della parola seguente. 
dialettàle, agg. Che è proprio del dialetto; che si riferisce al dialetto. 
dialettalìsmo, sm. Vocabolo o espressione di origine dialettale. 
dialèttica, sf. 1 Arte della discussione e del dialogo e della ricerca della verità attraverso discussioni e argomenti esposti secondo rapporti logici ed efficaci. 2 Capacità di sostenere un discorso logico e convincente; abilità nel discutere. ~ loquacità. 
Dialettica dell'illuminismo Opera di filosofia di M. Horkheimer con T. Adorno (1944). 
dialèttico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Proprio della dialettica. 2 Convincente. aveva una grande abilit dialettica
sm. Che è abile nella discussione. 
dialètto, sm. Sistema linguistico, caratteristico di una determinata zona geografica, più o meno simile alla lingua ufficiale nazionale, ma che non ha acquisito lo statuto sociale e culturale di tale lingua. Se in un'area linguistica, in cui sono parlate numerose lingue affini, una di queste viene elevata a lingua ufficiale e viene appresa da tutti i parlanti che vivono in quell'area, tutte le altre diventano dialetti. È quanto è accaduto in Italia fra il Duecento e il Cinquecento, quando il toscano ha assunto un ruolo dominante tra i tanti volgari italiani. La distinzione tra lingua e dialetto non è strettamente linguistica, ma piuttosto sociopolitica: la lingua è sostenuta da istituzioni come la scuola, la letteratura, il giornalismo e serve a una comunicazione più vasta, talvolta anche internazionale. Il dialetto riguarda solo istituzioni culturali locali e viene impiegato soprattutto per le comunicazioni orali in ambiti geograficamente ristretti, generalmente come strumento alternativo rispetto alla lingua ufficiale. Tuttavia, i dialetti hanno costituito il serbatoio linguistico che ha arricchito l'italiano moderno. Dal punto di vista storico, l'uso letterario del dialetto si trova già nel Rinascimento (Ruzante), fra Settecento e Ottocento viene assunto come strumento realistico (C. Goldoni, G. G. Belli, C. Porta). Il ricorso al dialetto, da C. Porta in poi, si fa più frequente (Eduardo, S. Di Giacomo, G. Verga, P. P. Pasolini, C. E. Gadda), utilizzato sia per arricchire l'italiano sia in modo esclusivo. In Italia sono distinguibili molti dialetti, con caratteri distintivi spesso risalenti a fattori storici e sociali. ~ gergo, parlata, vernacolo. <> lingua. 


Blia.it NON utilizza cookie (v. informativa)

Per contattare la redazione di Blia.it potete scrivere a: info@blia.it
(attenzione, blia.it non ha nessun rapporto con banche, scuole o altri enti/aziende, i cui indirizzi sono visualizzati al solo scopo di rendere un servizio agli utenti del sito)