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Enciclopedia

didéntro, avv. e sm. avv. Di dentro. 
sm. La parte interna. 
didèrmico, agg. (pl. m.-ci) In embriologia è una caratteristica tipica dei Poriferi e dei Celenterati che presentano solo l'ectoderma e l'endoderma. 
Diderot, Denis (Langres 1713-Parigi 1784) Filosofo e scrittore francese, uno dei maggiori rappresentanti dell'illuminismo. Di famiglia borghese, si diplomò in lettere nel 1732 a Parigi. Visse a lungo di espedienti, lezioni private, traduzioni e precarie collaborazioni editoriali. A Parigi conobbe J.-B. D'Alembert, J.-J. Rousseau, È. Condillac e F. M. Grimm. L'esordio come autore avvenne nel 1746 con i Pensieri filosofici. Altri libelli filosofici gli costarono l'arresto e la detenzione a Vincennes nel 1749. A questi stessi anni risale l'elaborazione del progetto dell'Enciclopedia. All'opera collaborarono i più insigni intellettuali del tempo, tra cui Rousseau e Voltaire, ma soprattutto D'Alembert che fu condirettore dal 1751 al 1758. Grazie a una determinazione e a una costanza eccezionali, Diderot riuscì, in circa vent'anni di lavoro, a superare tutti i problemi connessi all'impresa. Svolse di persona la maggior parte degli incarichi esecutivi e la correzione di tutte le bozze. L'opera fu completata nel 1772 con la pubblicazione dell'undicesimo volume delle tavole che integravano i diciassette volumi del testo. Solo allora Diderot trovò il tempo di dedicarsi alle opere che era venuto abbozzando nel frattempo e di affrontare nuovi lavori spaziando in tutti i campi del sapere e in vari generi letterari. Diderot scrisse molto e pubblicò poco. La maggior parte delle opere fu pubblicata postuma; perciò una classificazione cronologica è impossibile da stabilire con certezza. Al gruppo di opere propriamente letterarie appartengono i Gioielli indiscreti (1747), La monaca (fosca descrizione della vita claustrale, 1760), Il nipote di Rameau (dialogo filosofico-morale, 1821) e Giacomo il fatalista e il suo padrone (romanzo-saggio, 1773). Tra le opere teatrali, Il figlio naturale (1757) e Il padre di famiglia (1758). Tra i saggi, Saggio di pittura, Il sogno di D'Alembert (1769), Il paradosso sull'attore (1773) e La poesia drammatica. Attraverso l'Enciclopedia si diffuse in tutta Europa il pensiero illuminista con la sua energia stimolatrice dell'iniziativa individuale e sottilmente critico degli assetti istituzionali costituiti. 
didiètro, avv. e sm. avv. Di dietro. ~ dietro. 
sm. La parte posteriore. 
didìmio, sm. Miscela di neodimio e praseodimio, considerata in passato un elemento. 
didìnami, agg. Riferito agli stami di un fiore quando sono quattro, due lunghi e due corti. 
Dìdio Giuliano, Màrco (Milano 133-Roma 193) Imperatore romano. Acquistò con il denaro la corona imperiale ma il suo regno durò solo settanta giorni. Il senato romano infatti lo fece assassinare per consentire l'incoronazione di Settimio Severo. 
Didion, Joan (Sacramento, California 1934-) Scrittrice statunitense. Caratterizzata da uno stile tagliente e amaro, è autrice di opere assai critiche verso il modo di vivere americano. Tra le opere, Prendila come viene (1970), Diglielo da parte mia (1977), Democrazia (1984). 
Didóne Regine di Tiro, figlia di Belo, fondò Cartagine, dopo essere fuggita per l'uccisione del marito Sicheo da parte del fratello. Virgilio, nell'Eneide, immagina che Didone ospiti presso la sua reggia Enea fuggito da Troia e che si uccida dopo la sua partenza. 
Didone abbandonata Melodramma di P. Metastasio (1724). 

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