Enciclopedia

epigrafìa, sf. 1 L'arte di comporre epigrafi. 2 L'insieme delle epigrafi oggetto di un determinato studio. 3 Lo studio delle antiche epigrafi. 
Originariamente serviva per raccogliere, trascrivere e tradurre testi incisi su pietra e metallo, in quanto unici reperti di civiltà scomparse (epigrafia etrusca, semitica, accadica). Tale interesse iniziò nell'umanesimo (Cola di Rienzo) e proseguì poi con l'attività di L. A. Muratori che gettò le basi della moderna epigrafia. Fondamentale fu l'inizio della pubblicazione, avvenuta nel 1847, del Corpus inscritionum latinarum, curata da T. Mommsen come raccolta delle epigrafie latine e del Corpus iscriptionum graecarum, curato da A. Böckh. 
epigràfico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'epigrafia. 2 Telegrafico, conciso. ~ sintetico. <> ridondante. 
epigrafìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Scrittore di epigrafi. 
epigràmma, sm. (pl.-i) Breve componimento poetico di carattere arguto e concettoso. ~ aforisma. 
epigrammàtica, sf. L'arte di comporre epigrammi. 
epigrammàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di epigramma. 2 Arguto. ~ mordace. 
Epigrammi Versi satirici di M. V. Marziale (ca. 80-ca. 102). Le opere di Marziale conservate fino a noi sono costituite da una raccolta di Epigrammi in 12 libri. Marziale osserva la natura umana e vi applica la sua arguzia e il suo spirito pungente. L'atteggiamento del poeta è quello di un osservatore distaccato, che rileva i vizi degli uomini, ma generalmente non emette una condanna. La tecnica da lui sviluppata prevede una battuta finale che conclude il meccanismo scatenante del comico. 
Epigrammi 
Opera di poesia di Callimaco (III sec. a. C.). 
epigrammìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Autore di epigrammi. 
epilessìa, sf. Sindrome clinica, individuabile per il ripetersi di accessi di convulsioni o di altre manifestazioni parossistiche motorie, sensitive, psichiche, neurovegetative. Ne esistono di due tipi; la grande epilessia e, di importanza ridotta, il piccolo male. È tipica del periodo infantile, anche se non è rara nelle persone adulte, in seguito a lesioni celebrali di natura traumatica, infettiva o tumorale. Gli effetti si verificano con intervalli variabili da soggetto a soggetto; spesso sono anticipati da alcuni segni premonitori e dall'aura (malessere, cefalea, malumore, allucinazioni). 
La crisi più grave è la crisi di grande male che insorge bruscamente: a volte il soggetto getta un grido, subito dopo perde coscienza e si accascia a terra. In un primo tempo la muscolatura di tutto il corpo si irrigidisce, poi compaiono violente scosse convulsive localizzate agli arti e al capo, con morsicatura della lingua e perdita di saliva, urine, a volte vomito. Inizia quindi la fase di risoluzione della crisi, con il soggetto immerso in un sonno profondo e prolungato, con respiro russante e a volte coma. Naturalmente le caratteristiche delle crisi epilettiche sono variabili e non tutti i sintomi descritti possono presentarsi. Le crisi possono ripetersi ed essere anche ravvicinate, provocando uno stato assai pericoloso per il paziente. 
Per prima cosa adagiare a terra il soggetto, poiché con l'inizio della crisi e la perdita di coscienza egli potrebbe cadere malamente procurandosi lesioni; allentare eventuali abiti stretti. Pur proteggendo il paziente da lesioni, non tentare di tenerlo fermo durante le convulsioni. Se possibile voltargli lateralmente il capo perché non soffochi aspirando accidentalmente saliva o vomito. Non mettere mai niente in bocca al soggetto perché potrebbe rompersi e determinare ostruzione delle vie aeree (eventualmente si potrebbe posizionare un fazzoletto per evitare un'eventuale morsicatura della lingua). Non dimenticare di controllare attentamente i segni vitali (respiro, circolo). Provvedere al trasporto in ospedale. Se il soccorritore notasse, all'insorgenza della crisi, qualche particolare segno, per esempio la rotazione del capo o degli occhi da un certo lato, ricordi di riferirlo al medico, perché potrebbe essere un'informazione utile a localizzare in quale parte del cervello si è originato il focolaio della crisi. ~ morbo comiziale, morbo sacro. 
epilèttico, agg. e sm. agg. Relativo all'epilessia. 
agg. e sm. Che, chi è affetto da epilessia. 

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