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equìvoco, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Che può intendersi in modi differenti. ~ ambiguo. <> univoco, chiaro. la risposta che mi diede era equivoca e non chiarý i miei dubbi. 2 Di dubbia moralità. ~ sospetto. Ŕ una persona equivoca
sm. Interpretazione sbagliata. ~ malinteso. a scanso di equivoci, per evitare di fraintendere. 
èquo, agg. Conforme a equità, giusto. ~ imparziale. <> iniquo. 
equòreo, agg. Del mare, marino. 
equus, sm. invar. Genere di Mammiferi Perissodattili comprendente il cavallo, l'asino, la zebra, l'ermione e l'onagro, gli unici rappresentanti viventi della famiglia degli Equidi. 
Er Simbolo chimico dell'erbio. 
èra, sf. 1 Periodo di tempo contraddistinto da un avvenimento di grande rilievo storico, a partire dal quale si cominciano a contare gli anni. ~ epoca. 2 L'unità cronologica più generale in cui è stata divisa l'età della Terra. ~ evo, età. 
Èra Principale divinità dell'Olimpo greco, figlia di Crono e Rea, sorella e sposa di Zeus. Fu venerata come dea del cielo e rappresentò la divinità protettrice della vita matrimoniale, della fedeltà e del parto. Dai romani venne identificata con Giunone. 
Era l'anno del sole quieto Romanzo di C. Bernari (1964). 
Era notte a Roma Film drammatico, italiano (1960). Regia di Roberto Rossellini. Interpreti: Leo Genn, Giovanna Ralli, Sergej Bondarciuk. 
Èracle Leggendario eroe greco, figlio di Zeus e di Alcmena, moglie di Anfitrione. Nacque in Argolide col nome di Alcide, poi cambiato in Eracle (gloria di Era) su suggerimento della Pizia. Era, per vendicarsi dell'infedeltà del marito cercò di ucciderlo, ma Eracle strozzò i due serpenti che lei aveva mandato. La sua terribile forza si manifestò in violenti attacchi d'ira che lo portarono all'ucisione del maestro Lino e dei suoi figli, avuti da Megara. Per purificarsi di quest'ultimo delitto dovette obbedire per undici anni ai voleri del cugino Euristeo che gli impose le famose dodici fatiche. Terminate le mitiche prove, prese parte a numerose guerre, fondò i giochi olimpici e liberò Prometeo. La sua morte fu causata involontariamente dalla moglie Deianire che gli regalò una tunica intrisa di sostanze venfiche, avuta da Nesso. Eracle, sentendo prossima la fine, costruì un rogo sul monte Eta e vi si gettò sopra. Gli dei però lo salvarono e lo innalzarono al cielo fra le divinità. Riconciliatosi con Era, sposò Ebe. In Italia Eracle fu identificato con Ercole. Già verso il 400 a. C. si hanno tracce della sua presenza a Roma: la sua avventurosa lotta contro il ladrone Caco sull'Aventino è la sua vicenda più popolare. Il culto di Ercole divenne pubblico nel 312 a. C. e si diffuse nei territori controllati dai romani. 

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