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langràvio, sm. Titolo dei conti delle regioni di Turingia, Assia e Alsazia durante il periodo carolingio. Differenziava i nobili da quelli della vicina regione che erano detti invece mangravi. Il titolo rimase ereditario nella casa d'Assia. 
languènte, agg. Preso da languore. 
languidaménte, avv. In modo languido. 
languidézza, sf. L'essere languido. 
lànguido, agg. 1 Debole. ~ fiacco. <> forte. 2 Struggente, sdolcinato. ~ melenso. 3 Fioco. ~ smorzato. <> brillante. 4 Seducente. ~ carezzevole. 
languìre, v. intr. 1 Essere o diventare sempre più debole; penare, stentare. ~ deperire. <> rinforzarsi. 2 Diminuire di intensità; attenuarsi. ~ scemare. le candele languivano nella semioscurit, erano ormai prossime a spegnersi. 3 In carcere, giacere. ~ marcire. 4 Struggersi. ~ tormentarsi. 5 Perdere vigore, forza. <> rinvigorire. languivano gli ingegni in quel periodo di oscurit civile
languóre, sm. 1 L'essere fisicamente o spiritualmente debole. ~ fiacchezza. <> energia. 2 Smanceria. ~ svenevolezza. senza troppi languori, senza smancerie, moine. 3 Struggimento. ~ tormento. si avvertiva un certo languore nelle sue parole appassionate
languoróso, agg. Che è pieno di languore. 
lanìccio, sm. 1 Peluria che si forma sotto i letti o tra le pieghe di coperte. 2 Lanugine prodotta dal baco da seta prima di produrre il baco. 
lanière, sm. Fabbricante o operaio dell'industria laniera. 

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