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Luìgi Antònio di Borbóne d'Angoulême (Versailles 1775-Gorizia 1844) Nobile francese. Figlio primogenito del re di Francia Carlo X, all'inizio della Rivoluzione fuggì all'estero con il padre e prese parte alle guerre contro il governo repubblicano. Sposatosi con Maria Teresa, figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta, tornò in Francia nel 1814 e divenne luogotenente generale del regno. Nel giugno del 1815 tentò di fermare Napoleone che, fuggito dall'esilio nell'isola d'Elba, lo sconfisse ripetutamente. Nel 1823 fu a capo dell'esercito francese durante l'invasione della Spagna, per restaurarvi il governo monarchico. Fu quindi costretto di nuovo esilio dai nuovi moti rivoluzionari del 1830. 
Luìgi Antònio di Borbóne d'AngoulêmeLuìni, Bernardìno (Milano 1485 ca.-Milano 1531 ca.) Pittore italiano. Fu un importante esponente del classicismo lombardo. Le prime testimonianze della sua attività risalgono al 1507: di quell'anno è una pala d'altare dipinta raffigurante una Madonna con Bambino e due santi (Parigi, Museo Jacquemart-André). Risale certamente al 1512 l'affresco dell'abbazia di Chiaravalle raffigurante la Vergine e il Bambino in trono con due angeli musicanti. Nel 1516 dipinse la cappella del Sacramento in San Giorgio al Palazzo a Milano. Dipinse anche Madonne caratterizzate da un'espressione dolce e una serenità di stampo classico, come la Madonna del roseto (Milano, Museo di Brera). Al 1523 ca risalgono una serie di dipinti per la villa della Pelucca, presso Lesmo (Milano, Museo di Brera). Luini creò una pittura semplice e immediata, dal ritmo e dai colori inconfondibili, chiari e pacati. Nella sua opera è avvertibile la lezione di Leonardo e di Raffaello reinterpretata in modo originale. Altre opere Storie di San Giuseppe (Milano, Museo di Brera), Crocifissione (Lugano, chiesa di Santa Maria degli Angeli) e Storie di Santa Caterina (Milano, cappella Besozzi del monastero Maggiore). 
Luìno Comune in provincia di Varese (14.883 ab., CAP 21016, TEL. 0332). Centro industriale (prodotti calzaturieri, tessili e meccanici) del lago Maggiore. Vi si trova la chiesa della Madonna del Carmine, del XV sec. Gli abitanti sono detti Luinesi
Luìno Comune in provincia di Varese (14.883 ab., CAP 21016, TEL. 0332). Centro industriale (prodotti calzaturieri, tessili e meccanici) del lago Maggiore. Vi si trova la chiesa della Madonna del Carmine, del XV sec. Gli abitanti sono detti Luinesi
Luìsa di Hochberg (Karlsruhe 1768-1820) Nel 1788 andò sposa a Carlo Federico, granduca di Baden. Dal matrimonio nacquero quattro figli, tra i quali Leopoldo salì al trono del granducato nel 1830, dopo la morte, senza eredi, dello zio Ludovico, che era succeduto al padre Carlo Federico nel 1818. Luisa fu al centro dell'oscura storia del rapimento del figlio di un nipote, allo scopo di assicurare il trono ai propri figli. 
Luìsa di Marillac (Parigi 1591-1660) Religiosa francese. Nel 1613 andò sposa al segretario della regina di Francia Maria de' Medici. Dopo la morte del marito (1625), si dedicò all'assistenza dei poveri sotto la guida di San Vincenzo de' Paoli. Nel 1633 ricevette l'incarico di curare la formazione delle giovani assistenti, che successivamente sarebbero state inquadrate nella congregazione delle Figlie della Carità. Venne canonizzata nel 1934 da papa Pio XI. La sua festa si celebra il 15 marzo. 
Luìsa Elisabètta di Borbóne (Versailles 1727-1759) Duchessa di Parma e Piacenza. Figlia del re di Francia Luigi XV, nel 1739 andò sposa giovanissima a Filippo di Borbone, figlio del re Filippo V di Spagna. Con la pace di Aquisgrana del 1748, che sancì la fine della guerra di successione, al marito venne affidato il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, cosa non gradita a Elisabetta, per la diretta dipendenza dalla Spagna. Francofila, influenzò politicamente in tal senso il marito. Luisa Elisabetta si prodigò per la diffusione della cultura e dell'arte francese: invitò a Parma il filosofo É. B. de Condillac e fece nominare segretario di stato Guillaume du Tillot. 
Luìsa Marìa di Frància (Versailles 1737-Saint-Denis 1787) Figlia del re di Francia Luigi XV e di Maria Leszczynska, Si fece suora carmelitana entrando nel convento di Saint-Denis. Proclamata venerabile nel 1873 da papa Pio IX. 
Luisa Miller Melodramma tragico in tre atti di G. Verdi, libretto di S. Cammarano (Napoli, 1849). 
Luisa Miller ama, riamata, Rodolfo ma il conte di Walter, padre di Rodolfo, contrasta il loro amore. Nel frattempo, il padre di Luisa viene arrestato per aver cospirato contro il conte e la figlia cede a compromessi per salvargli. Dopo una serie di equivoci, la storia si conclude tragicamente con il suicidio dei due amanti. 

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