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Enciclopedia

magnèsia, sf. Ossido di magnesio o sospensione di idrato di magnesio in acqua. 
Magnèsia Nome di due antiche città dell'Asia minore. Magnesia al Meandro fu colonia tessalica presso il fiume Leteo, nell'odierna Turchia. Per l'aiuto dato a Roma nelle guerre mitridatiche, fu riconosciuta da Silla come città libera. Importanti i resti del tempio di Artemide Leucofriene. Magnesia al Sipilo, l'odierna città turca di Manisa, secondo la tradizione fu fondata dalle Amazzoni. Fece parte della Lidia, della Persia, di Pergamo e infine dell'impero romano. Nel 17 fu distrutta da un terremoto e ricostruita da Tiberio. Nel 1313 fu conquistata dall'emiro Saruhan e infine dagli ottomani (1389-1390). 
magnesìaco, agg. (pl. m.-ci) Che contiene magnesio. 
magnèsio, sm. Elemento chimico di simbolo Mg, con numero atomico 12, peso atomico 24,31, peso specifico 1,72 g/cm3, temperatura di fusione 650 °C e temperatura di ebollizione di 1120 °C. Assai diffuso in natura come carbonato, è ottenuto per elettrolisi del cloruro fuso. Di aspetto bianco argenteo è il metallo più leggero e, se polverizzato, brucia in aria con intensa emissione luminosa, ricca di raggi ultravioletti (impiegato in fotografia, come lampo al magnesio). Facilmente ossidabile all'aria umida, è usato in numerose leghe leggere resistenti e come disossidante di metalli. Il magnesio è un elemento indispensabile per la vita di animali e piante. Nell'organismo dell'uomo è secondo soltanto al calcio ed è presente nelle ossa e nei muscoli. Entre nelle reazioni di produzione dell'energia e nell'utilizzazione delle proteine. Il fabbisogno giornaliero medio è di circa 400 mg; è presente nelle nocciole, nelle leguminose, nei cereali integrali e nei vegetali verdi. Nella frutta è presente in discreta quantità solo nelle banane. Nelle piante è il costituente attivo della clorofilla. Alcuni suoi sali (idrossido, solfato, cloruro e citrato) sono usati nell'industria farmaceutica. 
magnesìte, sf. Carbonato di magnesio di formula MgCO3. Si presenta a volte in cristalli trigonali romboedrici incolori e, per la maggior parte, in masse compatte di colore bianco, giallo o grigio. 
magnète, sm. Detto anche calamita, è un qualsiasi corpo in grado di attrarre a sé pezzetti di ferro e di attrarre o respingere altri magneti. La proprietà può essere temporanea o permanente ed è particolarmente intensa in due regioni del magnete, geometricamente opposte, dette poli, che non possono essere separate neppure spezzando il magnete. Tra i magneti permanenti vi sono le rocce ricche di magnetite. Nei magneti temporanei, la magnetizzazione cessa al cessare del campo magnetico che la genera. 
magneticaménte, avv. Che riguarda il magnetismo. 
magnètico, agg. (pl. m.-ci) 1 Proprio del magnete. 2 Che possiede forza di attrazione. 
magnetìsmo, sm. 1 Proprietà di alcune sostanze di attirare e trattenere frammenti di ferro. 2 Misterioso fluido che si ritiene emani da determinate persone o cose. 
Proprietà della materia alla quale sono dovuti i fenomeni fisici di interazione magnetica; è noto sin dall'antichità che esistono in natura corpi (magneti, calamite) che hanno la capacità di esercitare forze di attrazione o di repulsione verso altri corpi, di natura ferrosa (ferro, nichel, cromo). Anche in vicinanza di conduttori percorsi da corrente si hanno fenomeni di magnetismo (deviazione dell'ago di una bussola). In questo caso si parla di magnetismo artificiale (elettromagnete), per contrapposizione al magnetismo naturale (magneti esistenti in natura o permanenti). Il magnetismo è pertanto anche l'insieme delle interazioni di corpi immersi in un campo di forze: i magneti sono le cariche o sorgenti del campo. Nel 1600, W. Gilbert ne studiò le caratteristiche, definì il concetto di poli magnetici, diede una prima interpretazione di magnetismo terrestre e arrivò a differenziarlo dai fenomeni elettrici; in particolare colpiva il fatto della impossibilità di isolare poli magnetici singoli, cosa perfettamente possibile in elettricità: se si cerca di isolare un polo magnetico tagliando un magnete, non si ottengono due monopoli (un polo magnetico nord e un polo magnetico sud), ma il risultato è che si creano due nuovi magneti, ognuno la metà del precedente e ognuno con i suoi due poli opposti. Studiato quantitativamente da Coulomb, fu inglobato nella teoria generale dell'elettromagnetismo, le cui leggi furono sviluppate da J. C. Maxwell nel 1873. Il magnetismo è spiegabile a livello di struttura atomica della materia e del suo comportamento in presenza di cariche elettriche in movimento: gli atomi possono avere momento magnetico diverso da zero e perciò orientabile da parte di un campo esterno. In base alle proprietà magnetiche le sostanze sono suddivise in diamagnetiche, paramagnetiche e ferromagnetiche. Le sostanze diamagnetiche non sono dotate di magnetismo proprio e la presenza di un campo magnetico esterno influenza tutti gli atomi della sostanza, generando un momento non nullo ma di intensità ridotta e verso opposto a quello del campo: ne sono perciò respinte. Le sostanze paramagnetiche sono dotate di magnetismo proprio e la presenza di un campo magnetico esterno provoca l'allineamento magnetico di tutti gli atomi della sostanza, generando un momento risultante che è la somma di tutti i singoli momenti e che ha il verso stesso del campo. Nelle sostanze ferromagnetiche la magnetizzazione prodotta dal campo magnetico esterno è notevolmente più intensa e può permanere anche dopo l'annullamento del campo stesso. Tali sostanze presentano magnetizzazione spontanea anche in assenza di un campo esterno. 
Magnetismo stellare 
Le stelle possono avere un campo magnetico che si inverte periodicamente, variabile o costante. Tale fenomeno è molto diffuso nelle stelle che fanno parte delle classi spettrali che vanno dalla A alla F. 
Magnetismo terrestre 
Detto anche geomagnetismo, è l'insieme dei fenomeni dovuti al campo magnetico non uniforme generato dalla Terra, che si comporta come un dipolo magnetico a causa del nucleo ferroso posto nel centro della Terra stessa. Si distinguono un polo nord magnetico e un polo sud, geograficamente ben separati da quelli definiti dall'asse di rotazione del pianeta. Nel corso delle ere geologiche essi hanno subito notevoli cambiamenti di posizione e anche inversioni. 
magnetìsta, sm. o sf. (pl. m.-i) Chi pratica il magnetismo, inteso come scienza occulta. 

 

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