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Enciclopedia

Maistre, Joseph de (Chambéry 1753-Torino 1821) Filosofo e politico, senatore del Regno d'Italia, nel 1802 fu inviato da Vittorio Emanuele I in Russia come ministro plenipotenziario e vi rimase fino al al 1817. Nelle sue opere, composte per la maggior parte in Russia, criticò il mondo moderno a favore della restaurazione, contrapponendo le verità della fede a quelle della ragione e auspicando l'unificazione di tutte le chiese nella chiesa cattolica. Le opere principali sono Considerazioni sulla Francia (1796), Sul papa (1819), Lettera sullo stato del cristianesimo in Europa (1819) e l'incompiuta Le serate di Pietroburgo (1821). 
Maitàni, Lorènzo (Siena 1270 ca.-Orvieto 1330) Architetto e scultore. Dopo aver realizzato i castelli di Montefalco e Castiglion del Lago, si dedicò alla ristrutturazione del duomo di Orvieto, rafforzando la costruzione con contrafforti e rifacendone la copertura della navata e la decorazione della facciata, considerata la migliore espressione del gotico italiano, con i sei Angeli di bronzo, i Simboli degli Evangelisti, la Madonna in trono della lunetta centrale, le Storie della Genesi e il Giudizio Universale
maître, loc. sost. m. invar. Direttore, o capocameriere, di un ristorante. 
maître à penser, loc. sost. m. invar. Chi indirizza e guida il modo di pensare di un gruppo o di una società. 
maîtresse, sf. invar. Tenutaria di una casa di tolleranza. ~ mezzana. 
Maiùri, Amedèo (Veroli 1886-Napoli 1963) Archeologo. Dal 1924 al 1961 diresse gli scavi di Pompei ed Ercolano, innovando la tecnica esplorativa. 
maiùscola, sf. Lettera o carattere dell'alfabeto, in maiuscolo. 
maiuscolétto, sm. Carattere di stampa di forma identica al maiuscolo, ma di dimensioni più piccole. 
maiùscolo, agg. e sm. agg. 1 Di carattere più grande rispetto ai caratteri normali, usato all'inizio di periodo o come iniziale dei nomi propri. 2 Enorme, massiccio. si rese autore di una prestazione maiuscola
sm. 1 Il carattere tipografico maiuscolo. i titoli vanno scritti in maiuscolo. 2 Al femminile, lettera maiuscola. 
Majakovskij, Vladimir Vladimirovic (Bagdadi 1893-Mosca 1930) Scrittore russo. Massimo esponente del futurismo russo, coautore del manifesto del futurismo (Schiaffo al gusto corrente, 1912). Dopo la rivoluzione del 1917, collaborò all'Agenzia telegrafica russa (ROSTA) e diresse, dal 1923 al 1928, la rivista LEF, organo ufficiale del Fronte di sinistra delle arti. Divenne il portavoce culturale del nuovo sistema con le opere La guerra e l'universo (1917), Mistero buffo (1918) e Lenin (1924). Negli anni 1924 e 1925 si recò in Europa e negli Stati Uniti d'America e, al ritorno in Russia, disapprovò la burocratizzazione che l'ascesa al potere di Stalin aveva introdotto nella cultura, denunciando gli aspetti piccoloborghesi sopravvissuti alla rivoluzione. Dopo alcune delusioni amorose e l'insuccesso delle ultime commedie (La cimice e Il bagno), morì suicida. 

 

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