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Enciclopedia

Masaìnas Comune in provincia di Cagliari (1.546 ab., CAP 09010, TEL. 078). 
Masan Città (494.000 ab.) della Corea del Sud, capoluogo della provincia di Gyeongsang Meridionale. 
Masanièllo (Napoli 1620-1647) Soprannome di Tommaso Aniello. Agitatore e capopopolo. Comandò la rivoluzione popolare di Napoli del luglio 1647 quando il viceré impose l'ennesima tassa, quella sulla frutta; invase la reggia e fece bruciare gli uffici dei dazi. Forte della sua influenza sul popolo, Masaniello convinse il duca d'Arcos a concedere una costituzione con garanzie e conquiste sociali per le classi più povere. Tuttavia la carriera politica di Masaniello durò poco: fu ucciso infatti nove giorni dopo l'inizio della rivolta, il 16 luglio. I mandanti sono sconosciuti: forse erano gli stessi nobili che inizialmente avevano appoggiato la rivolta nella speranza di fondare un regno autonomo dalla Spagna, o forse erano i suoi stessi compagni, preoccupati del suo comportamento poco equilibrato che poteva mettere in pericolo le conquiste fatte. 
Masàridi Famiglia di Insetti Imenotteri aculeati dall'addome peduncolato che vivono in nodi costruiti con fango e attaccati a sassi o steli o scavati nel terreno. 
Masaryk, Jan (Praga 1886-1948) Figlio di Tomas fu ministro degli esteri del governo in esilio dal 1938. Dopo la presa del potere dei comunisti morì in circostanze oscure. 
Masaryk, Tom´s Garrigue (Hodonin 1850-Lany 1937) Politico cecoslovacco. Fu tra i protagonisti dell'indipendenza del paese e dal 1918 al 1935 presidente della nuova repubblica. 
Masàte Comune in provincia di Milano (2.011 ab., CAP 20060, TEL. 02). 
Masaya Città (75.000 ab.) del Nicaragua, capoluogo del dipartimento omonimo (231.000 ab.). 
Mascàgni, Piètro (Livorno 1863-Roma 1945) Compositore. Figlio di un fornaio che lo avrebbe voluto avvocato e che per questo lo avviò agli studi classici, studiò pianoforte, organo, armonia e contrappunto e riuscì a entrare al conservatorio di Milano, dove fu compagno di G. Puccini ed ebbe come maestro A. Ponchielli. Nel 1883 abbandonò gli studi e divenne direttore sostituto di una compagnia di operette. Si stabilì a Cerignola in Puglia. Nel 1889 l'opera teatrale Cavalleria rusticana, ultimata in soli due mesi, vinse un concorso indetto dalla casa editrice Sonzogno e fu rappresentata e applaudita a Roma nel 1890. L'opera divenne rapidamente il prototipo del melodramma verista. In realtà, il libretto dell'opera era tratto tanto liberamente (a cura di G. Targioni-Tozzetti e G. Menasci) dalla novella omonima di G. Verga, che lo scrittore, deluso del risultato, fece causa a Mascagni. La struttura interna dell'opera è di tipo tradizionale. Essa è divisa in sezioni ben distinte, ma legate insieme con agilità, tanto che nell'esecuzione si presenta unitaria e stilisticamente omogenea. Il successo popolare è dovuto alla forza espressiva, alle melodie di sicura presa e alla strumentazione assai curata. Dal 1895 al 1902 Mascagni diresse il conservatorio di Pesaro, alternando l'attività di direttore d'orchestra a quella di compositore. Tra le altre opere liriche, non altrettanto ispirate, sono da ricordare L'amico Fritz (1891), Ratcliff (1895), Iris (1898), Le maschere (1901), Isabeau (1911), Parisina (1913, con la collaborazione di G. D'Annunzio), Piccolo Marat (1921). Mascagni è anche autore di due operette (Il re a Napoli e ) e di un balletto, oltre a due cantate, due sinfonie, una Rapsodia satanica e al poema sinfonico Contemplando la Santa Teresa del Bernini
mascàgno, agg. Furbo, scaltro. ~ sveglio. 

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