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Enciclopedia

melànico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla melanina. 
melanìna, sf. Pigmento bruno e nero, derivato della tiroxina, con peso molecolare elevato, presente in forma di granuli nel capello, nell'epidermide, nei peli e nella retina. Si localizza anche nell'iride, nella coroide e in alcuni tumori. La sua mancanza è la causa dell'albinismo. 
melanìsmo, sm. Mutazione recessiva che si presenta con una pigmentazione nera dei tegumenti. 
Melanismo industriale 
Mutazione, che consiste nella comparsa di mutanti melanici, che possono subire le farfalle di alcune zone industriali. 
melanìte, sf. Minerale di colore nero contenente titanio. 
melanodèrma, sm. Riferito a tipi umani con pelle scura. 
melanodermìa, sf. Pigmentazione scura della pelle. 
melanoleucodèrma, sm. Cambiamento della pigmentazione cutanea che si manifesta con macchie chiare e scure. 
melanòma, sm. Termine medico che designa genericamente tutte le forme neoplastiche che si sviluppano da cellule elaboratrici di melanina. Poiché il melanoma insorge generalmente su un neo esistente fin dalla nascita, è consigliabile effettuare controlli periodici di tali nei, soprattutto se di grandi dimensioni, procedendo all'asportazione chirurgica nei casi dubbi. Talvolta il melanoma si sviluppa autonomamente, presentandosi come una chiazza che si estende lentamente e che provoca prurito e tende a cambiare colore e a divenire rilevata. La mancata asportazione di un melanoma consente alla neoplasia di evolversi alla fase invasiva, provocando metastasi nelle linfoghiandole e, attraverso gli apparati linfatico e sanguigno, in tutto l'organismo. 
L'età del paziente, la localizzazione (il melanoma insorge specialmente in età adulta, generalmente localizzato sul dorso, nell'uomo, e agli arti inferiori, nella donna) e le caratteristiche evolutive consentono di formulare il sospetto diagnostico con una certa tempestività. 
melanterìte, sf. Solfato idrato di ferro formato per ossidazione della pirite, da cui il colore grigio nerastro. 
Melantóne, Filìppo (Bretten 1497-Wittenberg 1560) Umanista e riformatore tedesco. Il vero nome è Philipp Schwarzerd. Collaborò con Lutero, pubblicando i Loci communes rerum theologicarum (1521), testo fondamentale della teologia protestante. Nel 1530 scrisse la Confessione di Augusta. Alla morte di Lutero, guidò il protestantesimo, pur scontrandosi con i calvinisti e luterani più integralisti. Importante il contributo filosofico (Compendio di filosofia morale, 1538). Si occupò anche della riforma dell'università in Germania, ottenendo il titolo di praeceptor Germaniae

 

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